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Opi

Opi is a small perched village, nestled in the heart of the national park of Abruzzo, Lazio and Molise.

Surrounded by a mountain landscape of great charm, it has two vantage points from which the eye sweeps over the expanses of the Valle del Sangro: the Belvedere La Foce, located at the top of the village, and the Belvedere in Piazza dei Caduti.

Territory inhabited since the earliest times, as evidenced by the archaeological findings in the "Graziani cave", has a particular history: it was in fact the Benedictine monks, at the beginning of the eleventh century, to stop a depopulation process that was affecting the area , and it was chosen as a site the rocky spur that today houses the village because it is easily defensible.

Heart of ancient history, Opi, but also of nature: from here many paths depart, to go to the discovery of the territory and breathe the essence of it.

 

Provincia: L'Aquila

CAP: 67030

Prefisso: 0863

Altitudine: 1250

POSIZIONE GEOGRAFICA

41.7775717, 13.8564085

Nel 1994 la Sopraintendenza Archeologica, in accordo con l'Ente Parco Nazionale d'Abruzzo, ha eseguito lavori di scavo che hanno permesso di riportare alla luce un primo nucleo di tombe e il recupero del c.d. "corredo principesco" appartenente ad una tomba maschile di particolare ricchezza.

La Forca d’Acero è uno dei valichi stradali appenninici più belli e suggestivi che collega i comuni di Opi e San Donato Val di Comino.

Palazzo Sipari is an important building built in 1858 in the Abruzzo town of Pescasseroli. The palace takes its name from the Sipari family, an important political family from Abruzzo that emerged after the unification of Italy.

Palazzo Sipari è una costruzione importante edificata nel 1858 nel paese abruzzese di Pescasseroli. Il palazzo prende il nome dalla famiglia Sipari, importante famiglia politico abruzzese emergente dopo l'unità italiana.

Born in 1922 and established by Royal Decree the following year, it is the oldest National Park in Italy. In it are concentrated almost all the characters that characterize the central Apennines, including elements of flora and fauna unique in the world or now disappeared in the rest of the chain.

Nato nel 1922 e istituito con Regio Decreto l’anno successivo, è il più antico Parco nazionale d’Italia. In esso sono concentrati quasi tutti i caratteri che contraddistinguono l’Appennino centrale, compresi elementi di flora e fauna unici al mondo o ormai scomparsi nel resto della catena.

La Parrocchiale dei SS Pietro e Paolo, danneggiata dal terremoto della Marsica del 1915 è stata restaurata, liberandola dalle sovrastrutture barocche e restituita alle sue linee originarie.Essa conserva un portale ogivale sormontato da un finestrone barocco. L'interno basilicale a tre navate, divise da pilastri a fascio e coperti da volte a crociera con costolini.

Opened in 1969, owned by the Park Authority, it is a structure of information, education and environmental interpretation that exhibits materials and documents related to the Abruzzo fauna, geological structure of the territory, tradition. The Visitor Centre includes:

Aperto nel 1969, di proprietà' dell'Ente Parco, è una struttura di informazione, educazione ed interpretazione ambientale che espone materiali e documenti relativi alla fauna abruzzese, all'assetto geologico del territorio, alla tradizione. Il Centro visita comprende:

momentaneamente  chiuso

Partenza da Pescasseroli verso il rifugio del Passo del Diavolo a 1400 m slm. Da qui bisogna seguire il sentiero contrassegnato dalla lettera T che si dirama in T1, T4 e T5 e che tutti abbracciano la ampia zona della Cicerana. È molto alta la probabilità di vedere l'Orso Bruno Marsicano soprattutto in primavera quando l'orso esce dal letargo durato quasi tutto l'inverno.

Partenza da Pescasseroli verso il rifugio della Difesa da dove parte il sentiero scorciatoia per il Monte Tranquillo. Il percorso è contrassegnato dalla sigla C3 della Carta Turistica del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Il percorso raggiunge i 1841 m di altezza.

Partenza da Pescasseroli verso la Valle dell'Atessa, fino all'Altopiano di Terraegna, si prosegue verso le Ciminiere di Scanno (spettacolari torrioni calcarei) e attraverso il Vallone del Carapale si inizia la discesa verso Scanno, arroccato sopra una gola alpestre nella Valle del Sagittario.