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Rocco Francis Marchegiano, ovvero l'invincibile Rocky

Uno dei pesi massimi più forti nella storia del pugilato: forse non tutti sanno che Rocky Marciano, all'anagrafe Rocco Francis Marchegiano, cognome poi storpiato in Marciano dagli americani per facilità di pronuncia, aveva origini abruzzesi. I suoi genitori erano  entrambi italiani, emigrati negli Stati Uniti agli inizi del Novecento. Il papà Pierino era di Ripa Teatina, paese della provincia di Chieti che sorge su di un colle a ridosso della costiera adriatica, quasi a metà strada tra Francavilla al Mare e Chieti.

Il futuro "king del ring" salì la prima volta sul palco cordato per battere un idolo della nativa cittadina Brockton, nello stato del Massachusttes, guadagnando 30 dollari. Fu quello il primo gradino della sua prestigiosa carriera che lo avrebbe condotto sul trono mondiale dopo 49 vittorie, una più esaltante dell'altra. Il suo era un carattere mite, che non gli consentiva smargiassate o vanterie,  non faceva predizioni, abbassava il capo e diceva soltanto: «Vincerò, questo è tutto, il resto si vedrà». Era il classico bravo ragazzo, che non aveva mai avuto guai con la giustizia, non si ubriacava, non si drogava e lavorava molto. Era consapevole di non possedere velocità o tecnica sopraffina, ma compensava queste sue lacune con una perfetta preparazione fisica, una grande potenza ed una resistenza che non ha avuto eguali nella storia del pugilato.

Rocky incassava pugni che avrebbero messo ko chiunque e rispondeva colpo su colpo, finché il suo avversario non cedeva, in questo modo vinse 49 combattimenti consecutivi, ben 43 prima del limite. Tra le sue vittime, i leggendari Joe Louis, Ezzard Charles e Archie Moore. Rocky ha, poi, dimostrato grande intelligenza ritirandosi imbattuto e non facendosi tentare da laute borse per combattere contro campioni in ascesa. Il suo attaccamento alla chiesa era proverbiale, come il suo attaccamento alla famiglia. Quando tornava a Brockton era sempre molto socievole con i suoi concittadini e proprio per questa sua genuinità era molto amato dal popolo americano. Quando Rocky morì in un incidente aereo, il 31 agosto 1969, l'intera nazione si commosse. Oggi il suo mito è ancora vivo in tutto il mondo e, in particolare,  a Ripa Teatina dove il ricordo del "paesano" è sempre forte nella mente degli abitanti del piccolo centro abruzzese, tanto che per ricordare e celebrare il grande campione e il grande uomo vengono spesso  organizzate svariate iniziative tra cui il Premio Rocky Marciano che viene attribuito al miglior sportivo abruzzese dell'anno

A Ripa,sono conservati molti cimeli del campione tra cui anche un paio di guantoni originali realizzati nel 1964 da una ditta italiana esclusivamente per Rocky ed utilizzati, in quell'anno, dal campione del mondo per degli incontri dimostrativi tenutiin varie località italiane