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Borrello

BORRELLO E' STORICAMENTE RICORDATO COME CIVITAS BURRELLI, NATA A SUA VOLTA, INTORNO ALL'ANNO MILLE SU UNA LOCALITA' IN CUI ERANO PRESENTI I RESTI DI UN PIU' REMOTO LUOGO ABITATATO. LA ZONA IN CUI SI TROVA E' AI CONFINI DELL'ANTICO SANNIO PENTRO, VECCHIA NAZIONE DEI MONTI D'ABRUZZO, CHE PRIMA DI SOCCOMBERE AGLI ANTICHI ROMANI, DETTE LORO FILO DA TORCERE.
DOPO LA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO D'OCCIDENTE NEL 476 D.C., QUI SCESERO ANCHE I BARBARI, GOTI E OSTROGOTI E PIU' TARDI I LONGOBARDI. FU ALLORA CHE SOPRAGGIUNSE LA POTENTE FAMIGLIA DEI BORRELLO, FONDATORI DI CIVITAS BURRELLI. IL LORO CAPOSTIPITE, DETTO IL FRANCISO, ERA SCESO IN ITALIA DALLA FRANCIA E TRA I SUOI DISCENDENTI EBBE BORRELLO I, I CUI FIGLI SONO RICORDATI COME "I FIGLI DI BORRELLO". ESSI RIUSCIRONO A CREARSI UN VERO REGNO, CHIAMATO TERRA BURRELLENSIS O TERRA BURRELLESCA. COMBATTERONO ASPRAMENTE CONTRO I NORMANNI (VICHINGHI) CHE OCCUPARONO L'ITALIA MERIDIONALE DAL 1030 AL 1200. ED ALTRETTANTO FECERO CONTRO GLI ALLEATI DEI NORMANNI FOSSERO IMPERATORI, PRINCIPI,PAPI O ABATI DI FAMOSI MONASTERI.  A CIVITAS BURRELLI AVEVANO OVVIAMENTE IL LORO FORTILIZIO, DA RAVVISARE NEL PICCOLO CASTELLO CON LE MURA A SCARPA POI PALAZZO BARONALE ED OGGI SEDE DEL MUNICIPIO. SUCCESSIVAMENTE, LA LORO TERRA FU ANNESSA AL REGNO NORMANNO DI SICILIA DI RUGGERO II. ALTRI PADRONI SI SUSSEGUIRONO DOPO I NORMANNI: GLI SVEVI, GLI ANGIOINI, GLI ARAGONESI. POI VENNERO I BORBONI CHE DETTERO AL SUD DIGNITA' DI NAZIONE INDIPENDENTE. MA DA TEMPO IMPERVERSAVANO SULLE TERRE MERIDIONALI ANCHE BARONI, NOBILI O PSEUDO TALI CHE AVEVANO GIURISDIZIONE SU DI ESSE PER CONCESSIONE DI QUESTO O QUEL RE. CIVITAS BURRELLI DI BARONI NE EBBE UNA INFINITA'. L'ULTIMO A POSSEDERLO FU GIOVANNI MASCITELLI CHE ANDO' VIA SOLTANTO DOPO IL 1800 CON L'ABOLIZIONE DELLA FEUDALITA' VOLUTA DAI NAPOLEONIDI. L'ULTIMO DEI REGNANTI BORBONICI, FRANCESCO II, DETTO FRANCESCHIELLO, FU SCONFITTO DA GARIBALDI E DA VITTORIO EMANUELE II PRIMO RE DELLA NUOVA ITALIA, NEL 1860.
NEL NOVEMBRE DEL 1943, DURANTE L'ULTIMA GUERRA MONDIALE, IL PICCOLO, MA BEL PAESE, CHE NON SI CHIAMAVA PIU' CIVITAS BURRELLI, MA SEMPLICEMENTE BORRELLO, FU COMPLETAMENTE RASO AL SUOLO DAI GUASTATORI E DALLE SS. TEDESCHI. LA POPOLAZIONE SOFFRI' MOLTO, MA DOPO AVER PIANTO I SUOI 44 MORTI, DIMOSTRO' INCREDIBILE FORZA D'ANIMO E BORRELLO RISORSE CELERMENTE PIU' BELLO DI PRIMA . HA DUE CHIESE, LE UNICHE SOPRAVVISSUTE: LA CHIESA MADRE DEDICATA A SANT' EGIDIO ABATE E QUELLA DI SANT' ANTONIO DA PADOVA MENO ANTICA, MA COSTRUITA COMUNQUE, INTORNO AL 1500 SU UN EREMO GIA' ESISTENTE NEL XV SECOLO. I POSTI PIU' BELLI DI BORRELLO DAL PUNTO DI VISTA NATURALISTICO, SONO LA COSIDETTA PORTA SARACENI COSTITUITA DA ROCCIA VIVA A STRAPIOMBO SULLE RUPI CHE SI AFFACCIANO SULLA VALLE DEL FIUME SANGRO, E LE ORMAI FAMOSE CASCATE DEL VERDE, SUO AFFLUENTE. LE CASCATE CHE SI TROVANO A POCHE CENTINAIA DI METRI DALL'ABITATO, SI SVILUPPANO PER OLTRE 200 METRI IN TRE SALTI. SONO STATE POSTE SOTTO LA PROTEZIONE DEL FONDO MONDIALE PER LA NATURA (WWF). IN DUE AMPIE SALE DEL MUNICIPIO (L'ANTICO PALAZZO BARONALE) E' STATO ALLESTITO IL MUSEO CIVICO DEDICATO ALLE MEMORIE CONTADINE E QUINDI, AL DEFATIGANTE LAVORO UMANO PER LA SOPRAVVIVENZA.

 

Provincia: Chieti

CAP: 66040

Prefisso: 0872

Altitudine: 804

POSIZIONE GEOGRAFICA

41.9178679, 14.3046883

Le cascate naturali del  Verde, articolate in tre salti consecutivi di circa 200 metri, sono di grande rilevanza scientifica, sia per la posizione che per il microclima esistente. Sono le cascate naturali più alte dell'Appennino, seconde in Italia e tra le più alte in Europa. Vengono alimentate da acque perenni, anche se variabili nella portata durante l'anno.

Il Museo Civico di Borrello, sorto nel 1997, è dedicato alle memorie della vita contadina.
Gli attrezzi, gli strumenti, gli antichi rimedi meccanici, sopravvissuti nei secoli, sono di per sé più eloquenti di ogni commento e ricordano il solco profondo (stracolmo di sforzi e sacrifici immensi) che separa la civiltà contadina da quella industriale.