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Bucchianico

La sua storia è antichissima. Al Museo de La Civitella di Chieti, sono esposti diversi reperti: una fibula in bronzo, datata IX sec. a. C., tre bronzetti votivi e una scultura di una testa maschile in marmo provenienti proprio dal territorio di Bucchianico. Gli storici concordano però che per trovare una struttura urbana compiuta, occorre attendere il IX secolo d. C., quando gli abitanti di Buca, una località vicina a Vasto, distrutta dai Saraceni, cercarono rifugio su questo colle. Di certo è che le chiese di S. Eleuterio e S. Paolo, nelle pertinenze di Bucchianico, risultavano nel Memoratorium dell’abate cassinese Bertario dell’874, quale possedimento di S. Liberatore a Maiella. Questo piccolo borgo si accrebbe subito dopo l’anno mille, in seguito alla costruzione del monastero benedettino dedicato a Santa Maria Maggiore e Sant’Urbano Papa. Dipendeva da Montecassino e fu retto da Aldemario da Capua, poi divenuto Santo. Le sue reliquie si venerano ancora nella cripta della chiesa di Sant’Urbano, costruzione di origine medievale, come chiaramente appare dall’esterno. Medievale è tutta la zona detta “castellara” dove vi è la possibilità di vedere l’unica antica porta di accesso a Bucchianico rimasta in piedi. È ad arco acuto. Antichissime sono le confraternite che operarono a Bucchianico. La più antica, da una documentazione esistente, dovrebbe risalire addirittura al 1033. Era intitolata a San Giacomo ed operava all’interno della chiesa dei SS. Angelo e Salvatore. Nel XIII secolo vide un fiorire di conventi (S. Maria delle Clarisse, SS. Trinità dei Minori Conventuali, S. Spirito dei Celestini e, successivamente quello di S. Maria Casoria dei Carmelitani). Sempre massiccia la presenza della Chiesa. Tra i secoli XIII e XIV Bucchianico era tra i più popolosi dell’Abruzzo Citra. Nel XV secolo erano presenti ben 15 chiese dedicate a S. Michele, S. Nicola, S. Silvestro, S. Tommaso, S. Bartolomeo, S. Antonio, S. Giacomo, S. Onofrio, S. Felicita, S. Vittorito, S. Lucia, S. Laurenziano, S. Marcello, S. Stefano, S. Maria Maddalena. Alcune di queste erano utilizzate particolarmente come luoghi di sepoltura, com’era prassi all’epoca. Nel XIV sec. gli angioini indussero gli abitanti dei castelli di San Giovanni e di Sant’Ilario e della contrada Feudo a trasferirsi a Chieti. Questa operazione, che interessò diversi Comuni dell’Abruzzo citeriore, procurò il triplicarsi della popolazione teatina che in poco tempo passò da 500 a 1500 fuochi, intendendo per ciascun fuoco un nucleo familiare. Bucchianico rimase sempre fedele agli Angioini. Il suo centro storico fu diviso in tre terzieri (Pizzoli, di Mezzo, Castellara) e la difesa del centro storico venne rafforzata da mura merlate con sei porte e altrettante torri d’avvistamento. Sempre nel XIV secolo ebbe alcuni dissidi con Chieti per problemi di confini e subì un assedio da parte dei teatini, risolto, senza spargimento di sangue, grazie ad un sogno miracoloso che Sant’Urbano fece al Sergentiere. Da questo episodio prende origine la famosa festa dei Banderesi che si festeggia ininterrottamente da circa sette secoli a Bucchianico. Nel XV sec. passò, suo malgrado, sotto la dominazione aragonese, ma la sua storia cambiò dal 1518, anno in cui fu infeudata ai Caracciolo di San Buono, che vi ebbero signoria fino all’abolizione della feudalità. Questi costruirono un bel palazzo sull’attuale piazza San Camillo de Lellis, con annessa cappella. Il palazzo venne demolito nel 1972 mentre la cappella è ancora esistente. Altro evento che segnò la storia di Bucchianico fu la nascita (25 maggio 1550) di Camillo de Lellis, fondatore dell’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani). Nel secolo XVIII molte famiglie borghesi, tra cui i De Lellis, Maccarone, Maximino, Torello, Sancto Ferrari, Urbanucci, acquisirono titoli nobiliari e chiamarono mastrofabbricatori lombardi per farsi costruire palazzi al centro storico. Tuttora nei vari scantinati di questi palazzi si trovano ambienti di grande interesse architettonico, con volte ora a crociera ed ora a botte lavorate con mattoni a vista. Erano frantoi, cantine, magazzini necessari per il commercio con Venezia e la Dalmazia attraverso il porto di Ortona e per le famose fiere lancianesi. La popolazione di Bucchianico fu interessata da ondate di emigrazioni che si concretizzarono dopo l’unificazione d’Italia, dopo la prima guerra mondiale e dopo la seconda guerra mondiale. Dai 6.142 abitanti del 1951 passò ai 4.232 del 1971 e solo negli ultimi anni in trend è cambiato e la popolazione è tornata a crescere. Oggi conta oltre  5.200 abitanti.

 

 

 

Provincia: Chieti

CAP: 66011

Prefisso: 0871

Altitudine: 371

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.3005543, 14.1814686

The Sanctuary of San Camillo is located in the city centre, next to the convent he built. Among the undisputed protagonists of the Abruzzo spirituality, he was the founder of the Order of Clerics Regular Ministers of the Sick and is patron of the sick, hospitals, doctors and health workers.

Il Santuario di San Camillo è ubicato nel centro cittadino, accanto al convento da lui costruito. Tra i protagonisti indiscussi della spiritualità abruzzese, fu il fondatore dell'ordine dei Chierici Regolari Ministri degli infermi ed è patrono dei malati, degli ospedali, dei medici e degli operatori sanitari.

Il Santuario di San Camillo De Lellis è ubicato in pieno centro cittadino, a pochi passi dalla sua casa natale e accanto al convento da lui costruito.

Il Santuario di San Camillo De Lellis è ubicato in pieno centro cittadino, a pochi passi dalla sua casa natale e accanto al convento da lui costruito.

Casalincontrada, un piccolo centro a ridosso del Parco Nazionale della Majella, possiede uno straordinario patrimonio di case di terra cruda, abitazioni rurali costruite con la tecnica del "massone", ossia un semplice impasto di paglia,acqua e terra.

Casalincontrada, un piccolo centro a ridosso del Parco Nazionale della Majella, possiede uno straordinario patrimonio di case di terra cruda, abitazioni rurali costruite con la tecnica del "massone", ossia un semplice impasto di paglia,acqua e terra.

Casalincontrada, a small town near the Majella National Park, has an extraordinary heritage of raw earth houses, rural houses built with the technique of the "Mason", a simple mixture of straw, water and earth.

Casalincontrada, un piccolo centro a ridosso del Parco Nazionale della Majella, possiede uno straordinario patrimonio di case di terra cruda, abitazioni rurali costruite con la tecnica del "massone", ossia un semplice impasto di paglia, acqua e terra.

The Museum, inaugurated in 1959, is housed in the neoclassical Villa Frigerj and exhibits archaeological collections that document the history of the Abruzzo territory from protohistory to the late imperial age. The exhibition is divided into various sections.

Il Museo, inaugurato nel 1959, è ospitato nella neoclassica Villa Frigerj ed espone collezioni archeologiche che documentano la storia del territorio abruzzese dalla protostoria alla tarda età imperiale. L'esposizione si articola in varie sezioni.

Il Museo, inaugurato nel 1959 , è ospitato nella neoclassica Villa Frigerj ed espone collezioni archeologiche che documentano la storia del territorio abruzzese dalla protostoria alla tarda età imperiale. L'esposizione si articola in varie sezioni.

Il Museo, inaugurato nel 1959 , è ospitato nella neoclassica Villa Frigerj ed espone collezioni archeologiche che documentano la storia del territorio abruzzese dalla protostoria alla tarda età imperiale. L'esposizione si articola in varie sezioni.