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San Demetrio ne' Vestini

Ubicata sulle propaggini di un colle a m. 662 s.l.m, a 17 km. dall'Aquila, nella Valle dell'Aterno tra il Gran Sasso d'Italia e Monte Cagno, è formata dalla fusione di sette frazioni dette "ville": Cardabello, Cardamone, San Giovanni Battista, Collarano, Villa Grande, Cavantoni, Colle, probabilmente originate dallo stanziamento delle popolazioni provenienti dalle antiche città di Aveja e Peltuinum. La sua fondazione risale ai secoli X –XI. Conosciuta già nel Medioevo, con il nome di "Pagus chrementes" e più tardi come Demetra, assunse l'attuale nome nel 1736 dopo l'apertura al culto della seicentesca chiesa dedicata a San Demetrio, martire di Tessalonica, vissuto nell'ultima parte del III secolo.  Nel 1400 resistette a Braccio da Montone e ospitò Alfonso d'Aragona che si accingeva ad attaccare il castello di Fagnano. Fu al centro degli interessi di vari feudatari: dagli Ardinghelli, ai Sinizzo, agli Antonelli, ai Saverio, ai Pignatelli, al duca Arcamone. Testimonianza della sua lunga vicenda storica sono il centro storico, Palazzo Cappelli di Torano (sec. XVIII), appartenuto al duca Ariamone, la chiesa di S. Giovanni (sec. XII-XIII), citata in una bolla che Papa Alessandro III inviò nel 1178 al vescovo di Forcona, la chiesa di S. Demetrico (sec. XVII), edificata sui ruderi di un tempio dedicato, probabilmente, alla dea Vesta, la chiesa di S. Maria dei Raccomandati (sec. XIX - XX), con all’interno interessanti opere d'arte: sul primo e secondo altare di destra, il Purgatorio e S. Carlo Borromeo, di Teofilo Patini; sul primo e secondo altare di sinistra, Concezione e 4 Santi e Angelo Custode dello stesso autore; sull'altare maggiore una pala, di Domenico Caldara, con Nostra Signora dei Raccomandati con S. Demetrio e un Angelo; sul lato sinistro della crociera, Visitazione, tela del 1663 di Luca Giordano; sul lato destro, Natività, di ignoto seicentesco; sulla parete di sinistra, la Madonna dei Raccomandati, affresco del '500 appartenente alla primitiva chiesa; nella sagrestia, pisside d'argento (1688) e calice del '700.Oggi il paese è meta di turismo naturalistico con il lago Linizzo (che consente la pratica della pesca sportiva); le Grotte di Stiffe, notevole esempio di carsismo sotterraneo, presentano stalattiti e stalagmiti di notevoli dimensioni, laghetti, rapide e cascate, ed offrono un incantevole spettacolo; il Colle Calvario e le Sorgenti dell’Acquatina.

 

Provincia: L'Aquila

CAP: 67028

Prefisso: 0862

Altitudine: 662

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.2892088, 13.553942

Prossimi Eventi

A short distance from the centre of San Demetrio ne' Vestini, there is the small Lake of Sinizzo which, thanks to its emerald green waters, is considered the "beach of L'Aquila". Ideal place to spend a day in full contact with nature, immersing yourself in its bathing waters and camping with the tent.

A poca distanza dal centro di San Demetrio ne’ Vestini, si trova il piccolo Lago di Sinizzo che, grazie alle sue acque color verde smeraldo, è considerato la “spiaggia degli aquilani”. Luogo ideale per trascorrere una giornata a pieno contatto con la natura, immergendosi fra le sue acque balneabili e accampandosi con la tenda.

Grotte di Stiffe is one of central Italy’s most famous karst cave. The entrance is located in the rocky side near San Demetrio Ne’ Vestini. The guided tour develops for 700 meters and a river runs through the which water comes from the many sinkholes located in the karst plateau of Rocca di Mezzo.

Le Grotte di Stiffe sono uno dei fenomeni carsici più conosciuti dell'Italia centrale. L'ingresso è situato nella parete rocciosa della forra sovrastante il paese San Demetrio Ne' Vestini. L'itinerario turistico che si sviluppa per  700 m. è interamente percorso da un fiume sotterraneo le cui acque provengono dai numerosi inghiottitoi dell'altopiano carsico di Rocca di Mezzo.

Il complesso conventuale di San Colombo, sec. XIV, comprende la Chiesa di S. Maria d'Asprino e l'attiguo convento appartenuto ai religiosi francescani. Il convento, recentemente restaurato, oggi è sede di una struttura ricettiva.