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Sant'Eufemia a Maiella

Antico borgo  tra la Majella e il Monte Morrone, a 870 metri s.l.m., su un'alta collina nel Parco Nazionale della Majella (versante Nord) in provincia di Pescara da cui dista 55 Km.  Circondato da montagne bellissime è un luogo adatto a vacanze tranquille in un sano ed affascinante ambiente naturale. Risorse principali: agricoltura, pastorizia, turismo. Impianti sportivi, parco nel boschetto, forno di montagna, salumi e prodotti caseari. Nel piccolo centro una visita alla Chiesa di S. Bartolomeo dall'aspetto classicheggiante in blocchi di pietra irregolari; tre portali le cui date: 1580 e 1516 indicano chiaramente l'impianto rinascimentale; il portale mediano è barocco. Finestre rinascimentali nella parte alta. Forte campanile in pietra. Interno a tre navate, pilastri ed arcate a tutto sesto, abside poligonale. Altari, nicchie e statue sulle pareti laterali. Notevole ed artistico il monumentale tabernacolo in legno scolpito, dal movimento piramidale terminante con tipico tempietto: pregevole lavoro barocco alto m. 4.63. A Sant'Eufemia a Majella c'è la Riserva di Lama Bianca, con percorso per non vedenti e il  Giardino Botanico del Parco. Una visita è d'obbligo anche all'antico borgo medievale della vicina frazione di Roccacaramanico dove c'è anche il Museo Etnografico Diana e Tamara.

 

Provincia: Pescara

CAP: 65020

Prefisso: 085

Altitudine: 870

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.1256541, 14.0264477

The museum, an old idea of the Roccacaramanico Association founded in 1981 with the primary aim of restoring life to the ancient village depopulated by the total emigration of the inhabitants and destined to complete ruin, is in the name of the girls from Albignasego and Saonara (PD), Diana Olivetti and Tamara Gobbo, who spent their holidays in a nearby farm and August 20, 1997

Il museo, vecchia idea dell'Associazione Roccacaramanico sorta nel 1981 con lo scopo primario di restituire vita all'antico borgo spopolato dalla totale emigrazione degli abitanti e destinato alla completa rovina, è intestato alle ragazze di Albignasego e Saonara (PD), Diana Olivetti e Tamara Gobbo, che trascorrevano le vacanze in un vicino agricampeggio e che

 

CARAMANICO TERME (m. 650)  Centro turistico molto frequentato, importante stazione di cura e soggiorno per le acque minerali.

Impianto medievale costituito da resti di case-mura, antiche porte e suggestivi intrecci di vicoli lungo tutto l'abitato, che si arricchisce di alcuni imponenti palazzi signorili sorti in epoca rinascimentale. Qui l´Abbazia di S. Maria Maggiore e la Chiesa di S. Nicola (XI e XIV sec. - attualmente chiuse) sono le maggiori espressioni del culto cristiano.

La chiesa di Santa Maria Maggiore (o S. Maria Assunta) rivela caratteri romanico-gotici del XV sec., è a pianta rettangolare con abiside rettilinea, tutta in pietra locale.La parete terminale, sulla via principale,è arricchita da ornamenti scultorei di vario tipo; fu manomessa nel XV sec.; si nota una cornice sagomata, gotica, con statue a tutto tondo di fattura quattrocentesca.

Naturalistic and Archaeological Museum dedicated to Paolo Barrasso, a well-known biologist who died on the Morrone mountain in 1991; here the most significant aspects of Majella are illustrated, thanks to the naturalistic section, which reproduces the different environments of the Park, and to the archaeological one, which collects finds from different periods.

Museo Naturalistico ed Archeologico dedicato a Paolo Barrasso, noto biologo scomparso sulla montagna del Morrone nel 1991; qui sono illustrati gli aspetti più significativi della Majella, grazie alla sezione naturalistica, che riproduce i diversi ambienti del Parco, ed a quella archeologica, che raccoglie reperti di diversa epoca.

Alla fine del ´500 altri interventi interessarono l´edificio: la lapide che sormonta il portale centrale ci informa infatti che l´Arcivescovo Matteo Sammiati lo consacrò nel 1592.

Alla fine del ´500 altri interventi interessarono l´edificio: la lapide che sormonta il portale centrale ci informa infatti che l´Arcivescovo Matteo Sammiati lo consacrò nel 1592.

The Orfento River gives the name to the splendid valley that from the main peaks of the Majella Massif descends to the village of Caramanico Terme; over millions of years, the water has dug a narrow ravine today covered by a thick riparian vegetation on which willow, ferns and mosses stand out. Since 1980, deer and roe deer have been reintroduced into the valley, which over the years have repro

Il Fiume Orfento conferisce il nome allo splendido vallone che dalle vette principali del Massiccio della Majella scende fino all'abitato di Caramanico Terme; l'acqua ha scavato, nel corso di milioni di anni, una stretta forra oggi ricoperta da una fitta vegetazione riparia su cui spiccano i salici, le felci ed i muschi.

Alla fine del ´500 altri interventi interessarono l´edificio: la lapide che sormonta il portale centrale ci informa infatti che l´Arcivescovo Matteo Sammiati lo consacrò nel 1592.

Alla fine del ´500 altri interventi interessarono l´edificio: la lapide che sormonta il portale centrale ci informa infatti che l´Arcivescovo Matteo Sammiati lo consacrò nel 1592.

Si trova nel Parco nazionale della Majella a 1227 m slm, nella Riserva naturale della Valle dell'Orfento . È tra gli eremi più isolati ed emozionanti da raggiungere; vi si può accedere solo dopo l'autorizzazione del Comando della Stazione Forestale di Caramanico, attraversando Piana Grande a est della frazione di Decontra.

Il Museo della Fauna Abruzzese ed Italiana, presso il CONVENTO DELLE CLARISSE a CARAMANICO TERME (PE), espone oltre mille esemplari tra uccelli, mammiferi, insetti e rettili. Essi rappresentano in modo significativo la fauna selvatica presente, stanziale o migratoria, sul territorio abruzzese ed italiano.