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Suggestioni e atmosfere evocative del bosco S.Antonio/Riserva Naturale Guidata - Pescocostanzo

La  strada provinciale n. 55 che da Pescocostanzo conduce a Cansano - Sulmona, attraversa la piana di Primo Campo che si apre verso ovest ai piedi dei monti della Majella. In fondo a questa valle, tra le dorsali dei monti Rotella e Pizzalto si trova un bosco denso e raccolto, ricco di suggestioni e atmosfere evocative, una tra le più belle faggete d'Abruzzo e una delle più antiche d'Italia. Un luogo che cambia aspetto ad ogni stagione, capace di rinnovarsi ad ogni visita: il bosco di Sant'Antonio. Si estende su una superficie di 17 ettari su tre colli, ed è caratterizzato da piante ultracentenarie. Riserva Naturale Guidata con legge regionale 66/85 (su un territorio di complessivi 550 ettari) ricade attualmente nel Parco Nazionale della Majella. Una stupenda faggeta, prima riserva naturale istituita in Abruzzo, con esemplari ultrasecolari di   faggi dalle svariate forme. Per gli appassionati di botanica ricordiamo che qui convivono anche l'acero opalo (Acer opalus), l'acero di monte (Acer pseudoplatanus) e l'acero campestre (Acer campestre). La stagione calda porta a sbocciare molte varietà di fiori come la genziana maggiore e la peonia, ma può anche capitare di incontrare una Epipactis purpurea, tra le orchidee selvatiche più rare del nostro paese. Questo ambiente si rivela un habitat favorevole per molte specie di animali ma soprattutto di uccelli e non è raro avvistare rampichini, pettirossi, fringuelli, frosoni e diverse varietà di picchio. Al di sopra degli alberi volano spesso rapaci in cerca di prede, come lo sparviero e la poiana. Situata in posizione strategica  tra i due Parchi Nazionali, consente a molte specie (Orso, Lupo, Cervo Capriolo) di spostarsi da un'area all'altra. Ai margini della parte centrale (Colle della Difesa) è possibile visitare la chiesetta e l'eremo di Sant'Antonio. Questa zona è stata frequentata dall'uomo sin dai tempi preistorici e secondo gli storici qui si snodava il tracciato della Minucia, l'antica via consolare romana destinata a collegare Corfinium, la moderna Corfinio, con Isernia. Ma queste contrade sono sempre state abitate da montanari e pastori, gente che ha saputo vivere in simbiosi con la natura sfruttandola senza offenderla. 
Il bosco di Sant'Antonio si raggiunge in auto da Cansano o da Pescocostanzo ed è luogo di partenza per escursioni e passeggiate a cavallo. In inverno è  ideale per la pratica dello sci di fondo.  

 

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