Direkt zum Inhalt
x

I banderesi di Bucchianico

Il rito trae origine da una contesa militare tra i comuni di Bucchianico (Ch) e Chieti in epoca medievale.

La battaglia per i confini fu risolta a favore dei primi, grazie all’intervento miracoloso di Sant’Urbano che, apparendo in sogno al capo della milizia (il Sergentiere), gli suggerì di far correre gli uomini,  vestiti con alcune fasce (bande da cui il termine “banderesi” ) avanti e indietro, uscendo e rientrando per i camminamenti delle mura al fine di farli sembrare più numerosi agli occhi degli avversari che tentavano di impossessarsi del paese. L'inganno convinse i chietini che fossero giunti eserciti alleati a supportare il nemico e così Bucchianico vinse la battaglia.

Patrocinato dalla Commissione Italiana per l'Unesco, si svolge nei giorni 24 e 25 maggio e domenica precedente il 24 maggio con la sfilata, nel pomeriggio, dei carri del letto, del pane, del vino e della legna a Bucchianico (Ch).

Nel primo pomeriggio della domenica precedente il 24, dalle campagne prende avvio uno smisurato e variopinto corteo diretto verso il paese, composto da carri, uomini, bambini e animali addobbati a festa, donne con grandi canestri sul capo ricolmi di cibarie, decorati da centinaia di fiori di carta colorata, opera delle loro mani durante le notti invernali.
La sfilata è preceduta dalla contrada di residenza del "Banderese", personaggio simbolico della festa.
Costui è il capo dei contadini, chiamati "banderesi", contrassegnati da una fascia azzurra o rossa che portano trasversale al corpo e per un altro accessorio alquanto vistoso: un lungo pennacchio piumato applicato al cappello.
Il nome del "Banderese" viene estratto a sorte ed il responsabile della sfilata, per un anno intero, deve coordinare tutte le contrade ed ha la responsabilità organizzativa dei festeggiamenti.
Il giovane toro bianco, che apre il corteo, è stato allevato dalla famiglia del "banderese"; a conclusione della giornata verrà macellato per sostenere i banchetti che si protrarranno per circa una settimana.
Dietro il "banderese" con i suoi familiari, il quadro di Sant’Urbano che per l’intera annata è stato ospitato nella sua casa; seguono le donne, chiamate "pacchianelle", vestite con gli abiti tradizionali che recano i canestri votivi.
In ultimo sfilano i carri: i primi quattro sono quelli di "rito", approntati dai parenti stretti del "Banderese" e che rappresentano il carro del pane, del vino, della legna da fuoco e del letto.
Seguono altri carri allegorici della vita campestre e delle attività artigiane, realizzati dalle contrade.
Alle porte del paese, il corteo viene accolto dal "Sergentiere" che rappresenta il comandante delle guardie ed è a capo della municipalità, la sua carica ereditaria.
Costui è seguito dalla sua scorta e da figuranti in costumi medievali che continueranno a sfilare per le vie del paese anche nelle giornate successive.
I due cortei, riuniti, entrano nella piazza del paese percorrendola con andamento a spirale chiamato "ciammaichella" e tutte le provviste vengono sistemate dentro i locali sottostanti al municipio, dove i banderesi saranno ospiti per una settimana organizzando banchetti e ristori per tutta la comunità.
La sera, sulla piazza principale, il "Banderese" ed il "Sergientiere", con il loro seguito, partecipano ad un gioco rituale in cui i concorrenti si rincorrono, alternandosi.
Il pomeriggio del giorno 24, il "Banderese" ed il "Sergientiere", con i loro familiari, si recano all’apertura della "porta santa" nella cripta della chiesa di Sant’Urbano. Per purificarsi dovranno effettuare nove passaggi, entrando ed uscendo sempre dalle stesse porte, opposte, baciando, ogni volta, l’immagine di Sant’Urbano posta su una colonna.
La mattina del 25 "Banderese" e "Sergentiere", dopo la messa, svolgeranno nove percorsi rituali del paese, seguiti dai loro uomini.
Più tardi, sulla piazza, il Sindaco rinnova l’investitura del "Sergentiere"; davanti alla chiesa di Sant’Urbano la madre del "Banderese" dona un anello d’oro ai suoi figli maschi mentre dal campanile scende una pioggia di petali di rosa.
A questo punto la festa tocca il culmine; il parroco ed il Sindaco consegnano lo stendardo e la bandiera agli eredi del banderese, tra le acclamazioni della folla.
Subito dopo dalla chiesa esce la processione con le reliquie del santo protettore, seguita dalle autorità della festa: il "banderese" ed il "sergientiere" a cavallo. Intanto, per le vie del centro storico, gli uomini festanti, accompagnati dal rullare incessante dei tamburi, fanno ballare la "banijere" a ritmo di saltarella, gareggiando tra loro in abilità e destrezza nel sostenere la smisurata asta dello stendardo.
Soltanto quando saranno stanchi ed affamati permetteranno al parroco ed al Sindaco di riprendersi le insegne dal balcone della curia e si ritroveranno tutti al grandioso banchetto dove già li attendono il "Banderese" ed il "Sergentiere".
Il giorno dopo, a conclusione della festa, i figli del "Banderese" effettuano l’ultimo rito, quello del Ringraziamento": in corteo andranno per tutte le chiese del paese portando ceri votivi che depositeranno nella cripta di Sant’Urbano. Dopo la messa solenne, il parroco benedirà i quattro punti cardinali ed il gruppo dei "Banderesi" torna nella sua contrada.

 

Video Sbandieratori e Musici

Video corteo

Video Bucchianico -  Sant'Urbano

L.T. 12-05-2020

ph: Il Sergentiere - associazione bucchianico - cc-by-nc-nd-

 

 

42.3005543, 14.1814686