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Un paese da favola: Scanno, città dei fotografi

Fermare un istante mentre ogni cosa attorno procede senza sosta: attimi del quotidiano si muovono su pietre antiche, sotto un cielo terso.

Le donne, i bambini, le case, le stradine, le vecchie case, le fontane, le piazze di Scanno, meraviglioso borgo dell’Alta Valle del fiume Sagittario, sono protagonisti di innumerevoli e prestigiose mostre, fanno parte della storia mondiale della fotografia: Henri Cartier-Bresson, Hilde Lotz-Bauer, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Fulvio Reuter, Yoko Yamamoto, Giuliana Traverso,Pepi Merisio sono alcuni dei fotografi di fama internazionale che hanno saputo rubare l'incanto di questo luogo. Chris Warde-Jones, fotografo del New York Times è tra gli ultimi che in questi anni hanno immortalato il borgo del Cuore.

Hilde Lotz-Bauer , storica d'arte, è stata la prima fotografa tedesca a rendere Scanno famosa in tutto il mondo. Si avventurò tra le vie del borgo tra gli anni 1933-1938 e ritrasse in particolare panorami come quelli incantati di Escher ma soprattutto donne, ritratte negli anni precedenti su tela da viaggiatori stranieri come Anne Macdonell, Estella Canziani  nella loro vita quotidiana dove ogni azione era anche tradizione: donne fiere, immortalate nei visi stanchi delle fatica di ogni giorno, nei visi illuminati nei giorni di festa, nei visi alteri dei lunghi inverni con gli uomini lontani con il gregge, nelle meraviglie dei tessuti lavorati con sapienza. "Nei giorni di festa è possibile vederle in gruppi di dieci o venti sulle scale di pietra, mentre si raccontano storie o si riposano nella loro posizione preferita, che è comune a tutte quando sono in chiesa, accovacciate sul pavimento con le gambe incrociate... Scanno è un paese di donne che hanno ampiamente meritato la fama di essere belle... La loro riservatezza ha qualcosa di misterioso che si addice all'abbigliamento scuro e a quelle strade buie e strette. Ella è una montanara orgogliosa, indipendente ed autosufficiente, una grande conservatrice della vita tradizionale. Si potrà non apprezzare tutte le abitudini del suo paese, ma lei con molta calma, per porre fine all'argomento, ti risponderà: così si fa a Scanno... La sua principale caratteristica sta nel portamento lungo le strade di montagna, quando trasporta sul capo le fascine, o lungo le vie acciottolate con le conche d'acqua sulla testa, essa cammina eretta con le mani sui fianchi o nascoste sotto il grembiule, con i piedi rivolti verso l'interno, in modo sciolto e spedito e con un movimento ondeggiante... La forza che ha è impressionante. Qui è la donna che cucina, che tesse, che sferruzza, che colora le stoffe e fa tutto questo come una cosa naturale. In estate raccoglie la legna da ardere per il lungo inverno, lavora nei campi, custodisce le greggi e, se occorre, diventa muratore... L'autosufficienza di cui Scanno gode si deve quasi interamente alle svariate capacità delle donne che nelle case cardano, colorano, filano, tessono la lana per farne abiti coperte, tappeti, copriletti, calze nastri. A questo punto qualcuno potrebbe pensare che la loro è una vita da schiave, ma le donne di Scanno possono sembrare tutto meno che schiave. Hanno piuttosto un'aria regale e non ho mai visto tante regine tutte insieme, come in questo posto. Esse sono i pilastri del paese e sono pienamente consapevoli del loro valore e della loro importanza nella famiglia. (Anne MacDonnel,  antropologa inglese,1908). Le foto di Hilde Lotz-Bauer sono conservate nell''archivio Max-Planck, la Biblioteca Hertziana di Roma e nel Kunsthistorische Institut di Firenze. Foto

Mario Giacomelli, tipografo, pittore ed uno dei maggiori fotografi italiani del Novecento, definito “l’uomo nuovo della Fotografia”, negli anni Cinquanta raccontò Scanno come“…un paese di favola, di gente semplice". Di Scanno ha immortalato anche i bambini che ascoltano l'eco delle loro voci dentro vicoli e gorghi di scalette aggrovigliate, passando sfreccianti davanti a nonne, bisnonne, trisavole che intrecciano magici merletti con sapienti, rugose meravigliose mani. Milioni di persone hanno contemplato " Il bambino di Scanno" o "Scanno boy", del 1957, esposto al Museo d’Arte Moderna di New York (MoMA), icona della cultura abruzzese nel mondo: il bambino baldanzoso con le mani nelle tasche dei pantaloni, si muove dentro uno sfondo composto da donne vestite di nere come ombre sfumate. Quel bimbo si chiama Claudio De Cola e oggi vive in Toscana e le signore Sapienza e Paolina. Nel 1964 la fotografia venne esposta da John Szarkowski nella famosa mostra al museo MoMa di New York dal titolo The photographer's Eye (catalogo edito nel 1966). Fu anche pubblicata in Looking at photographs. 100 pictures from the collection of the Museum of Modern Art New York sempre di John Szarkowski nel 1973.

Henri Cartier-Bresson,  francese, mostro sacro della fotografia, padre della fotografia contemporanea, pioniere del fotogiornalismo, tanto da meritare l'appellativo di "occhio del secolo per la sua attitudine a "fissare una frazione di secondo di realtà" accese l’interesse dei più grandi fotografi del mondo su Scanno scegliendola come oggetto dei suoi ritratti nei primi anni ’50. Le foto del borgo sono state protagoniste di innumerevoli mostre internazionali. La foto indicata dall'artista stesso come il suo capolavoro è "Mater Carmeli", che ritrae una scena consueta del dì di festa quando donne e bambini si radunano davanti alla Chiesa della Madonna del Carmine a Scanno.

Nel 1999, è stata inaugurata la  "Strada dei Fotografi" che dal centro storico scende a valle fino alla Chiesa di San Francesco scoprendo un panorama spettacolare. Grandi fotografi, ma anche semplici appassionati ogni anno raccontano Scanno in tutto il suo fascino. Anche i docenti del Master in Reportage di Viaggio conducono qui gli studenti perché possano ripercorrere le stradine e i luoghi del borgo immortalate dai più grandi fotografi del mondo e riprodurre i loro capolavori.

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L.T. 16-11-2020

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Di Mario Giacomelli - www.mariogiacomelli.it, Pubblico dominio

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