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lago di serranella

Dove prospera la vita: Giornata mondiale delle zone umide

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Sviluppo sostenibile e conservazione delle biodiversità: si celebra domani La Giornata Mondiale delle Zone umide (World Wetlands Day), gli habitat che collegano terra e mare.

Quest’anno ricorre il 50° anniversario della Convenzione sulle Zone Umide,  firmata nel 1971 nella città iraniana di Ramsar, sul Mar Caspio, che si pone come obiettivo la tutela internazionale delle zone umide mediante la loro individuazione e delimitazione, lo studio degli aspetti caratteristici, in particolare dell'avifauna, e la messa in atto di programmi che ne consentano la conservazione.

La Convenzione identifica le più importanti aree umide mondiali definenole come “paludi, acquitrini, torbiere e specchi d’acqua naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, incluse quelle fasce marine costiere la cui profondità, in condizioni di bassa marea, non superi i 6 m. I siti con tali caratteristiche possono essere inclusi nella “lista delle zone umide di importanza internazionale“.

Le zone umide rappresentano "i serbatoi di carbonio più efficaci sulla Terra, immagazzinandone il doppio rispetto a quello assorbito da tutte le foreste”, limitano le emissioni di gas serra, contengono le piogge in eccesso, sono argini naturali contro il pericolo di inondazioni,  grado di assorbire anche le piogge in eccesso arginando il pericolo inondazioni, rappresentano habitat affascinanti, forniscono importanti riserve alimentari, come pesce o riso, sono una fondamentale riserva di acqua dolce utilizzata per le coltivazioni.

Fondamentale è l'importanza delle zone umide come "regolatrici" di vita, considerate beni paesaggistici da proteggere e tutelare. In Italia sono circa 56 le zone umide riconosciute, in Abruzzo è il Lago di Barrea, nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise la zona umida ritenuta di importanza internazionale ed inserita nell'elenco della Convenzione. Ne ha la gestione e la competenza l'Ente autonomo Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, con sede a Pescasseroli

La Zona Umida del lago di Barrea, bacino artificiale realizzato nel 1951 per produrre energia idroelettrica, dal 1977 è entrata a far parte della lista delle aree previste dalla Convenzione di Ramsar.

Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo e tra le vette incontaminate dell’Appennino,il Lago di Barrea su cui affacciano tre deliziosi borghi: Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena, è popolato da piccoli esseri acquatici che filtrano l'acqua rendendola chiara e arricchendola d'ossigeno, la vegetazione è quella tipica delle zone paludose con un esteso canneto, salici, dove vive il rarissimo Osmoderma eremita,  cerri e il raro pino nero. Nel lago vivono la scardola, la carpa comune, la tinca, il carassio e il carassio aurato, il barbo comune, il cavedano, l'alborella meridionale, il persico reale, la trota di lago, il persico reale. Il lago è zona di sosta per uccelli migratori come lo svasso maggiore, il tuffetto, germano reale, alzavola, fischione, moriglione, folaga. Vi nidificano l'airone cenerino, germano reale, gallinella d'acqua e qualche coppia di tuffetto. Orso, cervo, lupo, il  raro pipistrello Vespertilio di Daubenton e il rospo comune ne frequentano le acque. All’interno di un vecchio mulino della seconda metà del 1400, si sviluppa il Museo dell'Acqua che racconta la storia dell'elemento che ha creato la vita e del suo ciclo e la straordinaria varietà di esseri che popolano le acque del Sangro.

Per la Giornata delle zone umide 2021 la  Riserva Naturale Oasi di Serranella  ha sviluppato un progetto che avuto il riconoscimento di Med Wet e il supporto dell'OFB (Ufficio Francese per la Biodiversità) .Elemento centrale un Concorso Fotografico rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Altino, Casoli e Sant'Eusanio del Sangro ed eventi che avranno luogo dal 2 al 14 febbraio 2021. ll Lago di Serranella, pur essendo di origine artificiale, è diventato in breve tempo un’area umida ricca di biodiversità ed una delle aree più importanti per la sosta degli uccelli migratori lungo la rotta adriatica Con interventi di ripristino ambientale si sta ripristinando l' habitat dell’ambiente fluviale per riportare paesaggio al suo aspetto originario.

La vegetazione della Riserva è quella tipica delle zone paludose con un esteso canneto e varie specie di tifa tra le quali anche la rara tifa minima e la tifa di Laxmann. La fauna è essenzialmente rappresentata da un elevato numero di uccelli, anche migratori. Qui vivono l’airone bianco maggiore, la cicogna nera, il fenicottero falco pescatore, la gru, il pignattaio, il cormorano e il codone, che è il simbolo della Riserva. Nel periodo delle migrazioni è possibile osservare: anatre, folaghe e trampolieri. Tra i mammiferi la volpe, il tasso, la faina e il moscardino risultano comuni. Negli ultimi anni viene osservato anche il capriolo. La fauna ittica è rappresentata da diverse specie  come la tinca, la carpa, l’anguilla, il barbo, il cadevano e il cobite. 

 

L.Toppeta 01-02-2021

ph: Remigiodimuzio, CC BY-SA 4.0--