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Lucus_Angitiae.jpg supposta statua di Angizia

Sito archeologico di Lucus Angitiae - Luco dei Marsi (Aq)

Lucus Angitiae sorgeva sulle rive occidentali del lago fucino. Fu abitato ininterrottamente dall'età del ferro fino al medioevo.

Importante santuario dei Marsi, Lucus Angitiae, aveva un bosco dedicato alla dea Angizia identificata fin dall'antichità con la figlia di Eete e come sorella della maga Circe e di Medea, la quale risiedette nella zona e sviluppò il suo culto. Esperta nella preparazione di medicine e pozioni magiche, insegnò a maghi e sacerdoti l'arte di riconoscere e manipolare le erbe curative.

La città santuario conserva ancora le tracce della cinta fortificata più antica, i resti protostorici di capanne e sepolture databili X sec. a.C. Nel IV sec a.C.. La cinta in opera poligonale venne inglobata dalla nuova struttura. Oltre ai resti della cinta e di alcune porte d'accesso, sono evidenti tracce di muri di terrazzamento, cisterne, pavimentazioni stradali, resti di edifici in opera incerta e reticolata, sepolture.

Negli anni 70, durante lavori di manutenzione dell'acquedotto, fu individuato il quartiere artigianale con botteghe con fornaci e un'area culturale con consistenti stipi votive. Numerosi sono gli ex voto fittili, ceramica a vernice nera e terra sigillata italica databili tra il III e il I sec. a.C.

Non sono state trovate raffigurazioni della dea, ma è possibile che in età arcaica il suo simbolo fosse la "chimera funeraria" raffigurata nei dischi corazza di produzione fucense. Alla dea furono associate anche le mascherine fittili quadrate prodotte nel santuario di Luco e diffuse in tutta l'area italica.

Negli ultimi anni sono state rinvenute sul sito tre statue di notevole fattura: la prima statua in terracotta raffigura una donna seduta su trono, le altre due in marmo raffigurano una donna panneggiata con capo coperto e una donna seminuda con panneggio. Quest'ultima è alta 70 cm circa, e rispetto alle altre due, esalta la maestria dell'autore nell'incarnare corpi di divinità femminili. Le tre statue sono ora collocate presso il Museo di Celano.

L.T. 12-02-2021

foto di Marica Massaro, CC BY-SA 4.0

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