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L''età della pietra nuova nella Vallata del Nora: la Cultura di Catignano

L'''età della pietra nuova" nella Vallata del Nora: la Cultura di Catignano

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“Neolitico” o "età della pietra nuova" indica il periodo in cui l’uomo non aveva più un’economia basata sulla caccia e sulla raccolta, ma sulla agricoltura e sull’allevamento.

All'estremità orientale di un lembo di terrazzo fluviale alla confluenza del fiume Nora con il Fosso dei Cappuccini, si trova il il sito archeologico di Catignano - Ponte Rosso in località Sterpara, oggetto di approfondite ricerche da parte del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell'Università di Pisa in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo in seguito alle quali è emerso il suo eccezionale interesse.  Nell'area sono infatti documentati insediamenti di vari periodi. Il più antico è rappresentato da una officina litica della cultura gravettiana (Paleolitico superiore), risalente a circa 25-22.000 anni fa: lame e schegge ritoccate, bulini, trapezi, punte, asce di pietra levigata. Si tratta di una scoperta di notevole importanza poiché questa cultura, diffusa in Europa tra i 28.000 e i 20.000 anni fa, è presente in Italia in poche località ed è l'unico rinvenimento in Abruzzo.

"Nel 1970, nelle vicinanze di Catignano, vennero alla luce i resti di un grande villaggio, databile tra 7000 e 6000 anni da oggi: la peculiarità della ceramica rinvenuta, spinse ad attribuire a Catignano il ruolo non di “semplice” villaggio bensì quello di un importante sito preistorico, tale da dare il nome a una nuova cultura neolitica: la Cultura di Catignano”. Negli ultimi anni è stato poi individuato un nuovo abitato, contemporaneo e del tutto simile al primo, nel sito di Colle Cera (nel territorio di Loreto aprutino). Questo secondo sito segnalato dalla sede locale di Loreto Aprutino dell’Archeoclub d’Italia onlus. Negli anni 70 del secolo scorso, sempre su segnalazione di Claudio De Pompeis, vennero recuperate due tombe con corredo, appartenenti alla stessa cultura, in località Coccette di Villa Badessa di Rosciano"(Carlo Tozzi, Marta Colombo, e Marco Serradimigni del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell’Università di Pisa, pubblicato su Archeologia Viva del 2010)

La conservazione di quanto resta dei villaggi è pertanto indispensabile perché vi sono presenti una varietà di strutture in eccezionale stato di conservazione, un unicum in Italia.

Le indagini condotte a Catignano sono iniziate a partire dal 1970. La scoperta dell'insediamento ha messo in luce, attraverso le prospezioni di superficie frammenti di intonaco di capanne, industria litica e numerosi frammenti di ceramica figulina. Gli scavi hanno individuato numerose strutture (rotondeggianti, di dimensioni piuttosto grandi, varie buche circolari ed una fossetta rettilinea),la cui distribuzione denota una disposizione legata ad una primitiva concezione urbanistica: forni primitivi, capanne seminterrate tra cui una vera e propria "casa" rettangolare; buche rotonde o ellissoidali; in una di queste era presente lo scheletro di un bambino che aveva come unico corredo una ciotola posta in prossimità del cranio.

La ceramica è presente con tre classi: quella figulina dipinta, la ceramica depurata grigiastra o nerastra e quella grossolana non decorata.

Le popolazioni del villaggio di Catignano avevano un'economia basata sull'agricoltura e l'allevamento del bestiame, come si rileva dalla presenza di elementi di falcetto, di macine, di chicchi carbonizzati di grano, dai resti faunistici appartenenti quasi esclusivamente ad animali domestici, fra i quali prevalgono gli ovini.

La ceramica figulina dipinta con ocra rossa è attribuita all'aspetto culturale più antico nell'ambito della corrente culturale della ceramica dipinta.

Gran parte dei reperti è esposta presso il Museo Archeologico Nazionale La Civitella di Chieti.

Resti di ceramica di tipo Catignano sono stati trovati nei pressi di Villa Badessa (PE) , nella Grotta dei Piccioni di Bolognano (PE) e nella Grotta Sant'Angelo a Civitella del Tronto (TE), in località Colle Cera a Loreto Aprutino (Pe). Sembra che ampia sia stata la diffusione della ceramica dipinta nel nostro territorio, che si sostituì alla ceramica impressa e che evolse nella "cultura di Ripoli".

A Loreto Aprutino "Nel corso degli anni 2011/2013 sono continuate le ultime regolari campagne di scavo mensili nel sito neolitico di Colle Cera [...] localizzato sulla sommità pianeggiante di un colle ubicato a circa 2 km in linea d'aria dal moderno abitato di LoretoAprutino; nel corso delle precedenti campagne di scavo è stato messo in luceparte di un vasto villaggio neolitico attribuibile alla Cultura di Catignano. [...] Molto abbondanti sono i reperti rinvenuti, nel villaggio di Colle Cera, tutti in ottimo stato di conservazione; tra questi spiccano in particolare l’elevata presenza di ceramica dipinta con motivi “a negativo” nel caratteristico stile della Culturadi Catignano e l’industria su osso. [...].I rinvenimenti più importanti, però, al momento, riguardano la sfera del simbolico: dai livelli più bassi della struttura, infatti, sono stati rinvenuti due vasi conservanti parte di una rappresentazione antropomorfa o zoomorfa. Si tratta di un vaso a calotta con una sopraelevazione antropomorfa e un frammento di vaso polipode con protome zoomorfa: una sorta di “coppa” in ceramica figulina dipinta con motivi in rosso e “a negativo” probabilmente con quattro piedi e una appendice che raffigura un animale cornuto non chiaramente riconoscibile. Questi si aggiungono alle raffigurazioni animali a tutto tondo, ai numerosi“cornetti” in ceramica ed ai frequenti “dischetti” in argilla depurata" (Prof.ssa Marta Colombo, Università di Pisa, Notiziario di Preistoria e Protostoria:Neolitico ed età dei Metalli- Italia Settentrionale e Centrale, 2014)


In  località Coccette a Villa Badessa, durante i lavori di aratura del 2019 vennero riportati in superficie numerosi reperti in pietra collocati in modo non casuale, anzi ordinati, di certa natura antropica e di potenziale interesse archeologico. Nell'area, di proprietà della locale parrocchia, vennero recuperate due tombe con corredo, appartenenti alla Cultura di Catignano e, nel 2021 alla presenza di archeologi e volontari dell’Archeoclub di Cepagatti furono eseguiti ulteriori scavi di cui si relazionerà nel Convegno di Archeologia che si terrà a Catignano il 18 ed il 19 settembre 2021.

Il convegno articolato in due giornate, punta alla riscoperta dell' importante cultura preistorica, nota in Italia come Cultura di Catignano, con la partecipazione dei protagonisti che l’hanno scoperta e valorizzata. La sede che ospita il convegno è l’ex Convento di San Francesco. Si affiancheranno al convegno due uscite: la visita guidata da parte degli archeologi dell’Università di Pisa sul sito e parco archeologico del villaggio neolitico in località Sterpara e domenica mattina visita a Villa Badessa di Rosciano, alla Chiesa S.M. Assunta, liturgia Bizantino-Greca, con la sua collezione unica di icone sacre a guida dell’Associazione Culturale Villa Badessa, a seguire visita al sito in località Coccette di proprietà della locale parrocchia, ove furono trovate le due tombe neolitiche con presenze archeologiche fino al medioevo, a guida dell’Archeoclub d’Italia sede locale di Pescara. 

L.Toppeta 16-09-2021


In foto: ceramica fine rossa/ incisione/ excisione - neolitico-cultura di Catignano - V-IV millennio a.C. - Museo Archeologico Nazionale La Civitella - Chieti, Frammento di vaso emisferico profondo con orlo diritto e labbro appiattito, recante una stilizzazione del volto umano: l'arcata sopracciliare, situata subito sotto l'orlo, è resa mediante un cordone curvilineo; il naso è ottenuto grazie ad una presa verticale a profilo semicircolare e conserva due tagli formanti le narici; due fessure oblique segnano gli occhi mentre una fessura orizzontale segna la bocca da cui si stacca una banda incisa, riempita da fitto tratteggio rappresentante la barba.