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Ciak si gira: Decumano Maximo, l'Italia è nata in Abruzzo

Ciak si gira: Decumano Maximo, l'Italia è nata in Abruzzo

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"L’origine del nome Italia fa gola a tutti, ma le sue origini assolute dimorano nella Majella, nel Gran Sasso, in Abruzzo, a Corfinio" ( Alessio Consorte)

Dal piccolo centro di Corfinio nel cuore dell’Abruzzo interno, oltre duemila anni fa partì la rivolta della Lega Italica contro Roma, sfociata nella guerra sociale.

Gli Italici insorti crearono una vera e propria struttura politica  sullo schema  di quella dell'Urbe. Elessero due consoli, uno dei Marsi e uno dei Sanniti e un'assemblea di 500 senatori. Ma in particolare coniarono monete che riproducevano il giuramento di fedeltà degli Italici contro Roma. Nella sala n. 6 del Museo Civico Archeologico di Corfinio è possibile ammirare  una moneta su cui appare  impressa, per la prima volta, la scritta Italia (Viteliu in osco).

Moneta lega italica

Da Alba Fucens al tempio italico di Pescosansonesco, dal Monte Ocre al Monte Pallano: siti, fortezze, acropoli, necropoli floride di reperti dal valore inestimabile, ma lasciate nell’oblio.

Decumano Maximo è un innovativo documentario storico che narra il viaggio del regista nel percorso dell'antica Via Valeria, segnato dalle cruente fasi della Guerra sociale dal 91 all'88 a.C, epico conflitto che oppose le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli contro Roma.

Coprodotto da CF Studio, dalla Fondazione Pescarabruzzo e dal regista Alessio Consorte arriva al grande schermo il film-dossier “Decumano Maximo” in prima nazionale al Cinema Massimo di Pescara il 21 ottobre.

Presentato nella seda della Fondazione Pescarabruzzo dal Presidente Nicola Mattoscio che ne ha illustrato la valenza storica e la capacità di far comprendere meglio l'Italia e l'Europa attraverso la civiltà dei popoli italici.

"Scontri epici, fortificazioni e guerrieri protagonisti del docufilm che parte dalla ricerca di un percorso - spiega il regista Alessio Consorte - che è quello dell'antica Via Valeria traducendosi in una visione, quella del Decumano Maximo, che nell'antichità, attraversava le città da Est a Ovest, partendo da Pescara per arrivare a Roma sulla quale si svolge la guerra sociale "del Nord" a protezione di Corfinio, combattuta soprattutto da Marsi e Vestini, lungo alture scelte in quanto luoghi sacri, meravigliosi e spesso sconosciuti dei quali ho inserito le coordinate geografiche per permettere a quanti desiderassero visitarli dopo aver visto il film, di localizzarli".

Un docufilm è stato girato soprattutto in Abruzzo, con spettacolari riprese aeree e una minuziosa ricostruzione storica, e sul campo, lunga cinque anni, sulla base di centinaia di testimonianze, e interviste con le  eccellenze dell’archeologia nazionale, docenti universitari e grandi esperti della storia e della lingua pre-romane.

Nell’antica Roma, il Decumano costituiva la via principale di attraversamento della penisola da est a ovest. Prendendo idealmente le mosse dal tracciato della mitica via Valeria, il film è un viaggio nel tempo e nello spazio sulle tracce della Guerra sociale, il conflitto epocale che vide opporsi, dal 91 all’88 a.C., le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli “periferici” allo strapotere di Roma. Contro il suo dominio indiscriminato, il suo giogo, il suo centralismo di rado illuminato.

Gli italici venivano trattati alla stregua di cittadini di seconda classe, e rivendicavano gli stessi diritti dei parigrado romani; o perlomeno, una loro integrazione sostanziale, non di facciata. Non a caso, sulle monete italiche dell’epoca è raffigurato un toro (simbolo italico) intento ad azzannare una lupa, l’effigie romana per antonomasia. Furono proprio i nostri fieri e coraggiosi antenati abruzzesi, i Marsi, a decidere di marciare sulla via Valeria, giungendo alle porte di Roma. Oltre a loro, si fecero valere gli altri intrepidi popoli italici radicati nella nostra regione: gli Equi, i Peligni, i Vestini, i Marrucini, i Pretuzi, i Frentani, i Carricini, federati coi vicini Sanniti, Piceni, Irpini, Sabini, Lucani. La guerra, molto sanguinosa, si concluse con la vittoria (ottenuta con machiavellica diplomazia) dei romani. Ciò non toglie che era stato proprio l’Abruzzo l’epicentro, il set di questa pluriennale ed epica battaglia, che avrebbe potuto cambiare per sempre la storia d’Italia.

Asciutto ma vibrante, ricco di emozioni e trovate stilistiche, Decumano Maximo ci riporta a quei giorni e in quei remoti luoghi bellici abruzzesi rupestri, arcaici e magici, oggi completamente dimenticati.

Un ruolo di primo piano nel docufilm è esercitato da Corfinio, in provincia dell’Aquila, dove venne forgiata per la prima volta una moneta autonoma con la scritta Italia. Corfinio fu persino indicata, durante la Guerra sociale contro Roma, capitale della Lega italica e di una porzione territoriale chiamata Italia.

Tant’è che in quel periodo venne ribattezzata, temporaneamente, Italica. Corfinio è stata quindi la prima capitale italiana. "L’origine del nome Italia fa ovviamente gola a tutti, ma le sue origini assolute dimorano nella Majella, nel Gran Sasso, in Abruzzo, a Corfinio – spiega il regista Alessio Consorte -. Oggi la vulgata vuole che le sue radici siano in Calabria: ma il cuore italico batteva nell’Appennino, e nella nostra regione, solo successivamente quelle genti e quei guerrieri sono scesi a sud". Su alcune favolose cinture montane dell’Aquilano, simili ora a paesaggi lunari e dove al tempo sorgevano diverse cittadelle fortificate (e questo è uno dei risvolti più sorprendenti del suo film), sono stati rinvenuti tesoretti italici, comprensivi di monete con sopra stampigliata la parola Italia. Molti residui e scoperte le ha fatte il regista medesimo, in collaborazione con appassionati e cercatori amatoriali, inerpicandosi di persona su quelle sommità.

Come i proiettili delle frombole, in piombo, “ghiandole letali” sopravvissute più di 2 mila anni. Saette di metallo capaci di sfondare una corazza nemica. Non mancano, sul finire dell’opera cinematografica, rivelazioni inedite sul guerriero di Capestrano, emerso nel 1934, nonché interessanti scoperte di matrice astrologica. 

Decumano Maximo è una pietra miliare nel suo genere, destinata a far parlare di sé e a lanciare una nuova potenziale narrazione del territorio abruzzese.

Fondazione Pescarabruzzo

C.so Umberto I, n. 83 - 65122 Pescara -

085.4219109

 

L. Toppeta 13-10-2021

Ph: Giovanni Di Domizio rievoca Poppedio Silone il Capo dei Marsi, foto di Ves Gentes.  Location Corvara (Pe)