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I sacri fuochi dell'Immacolata

I sacri fuochi dell'Immacolata

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Era in quelle sere che una luce, un falò, visti sulle colline lontane, mi facevano gridare e rotolarmi in terra (C. Pavese)

Le tradizioni popolari legate al fuoco sono spesso presenti solo nel ricordo degli anziani, ma alcune comunità hanno con successo lasciati intatti rituali lignei che hanno un fascino a cui difficilmente si rimane indifferenti. Il fuoco consuma e crea, è un ponte tra la terra e il cielo. Il focolare rappresenta l'anima della casa, il cuore della convivialità e dei rituali familiari

Spettacolari luminarie si accendono nei borghi d'Abruzzo per la festività dedicata all'Immacolata Concezione, preludio alla solennità del Natale, un giorno magico per i più piccoli, quando la casa si riempie di colori, dal rosso all'oro per celebrare l'arrivo del giorno più atteso, mentre i grandi si scaldano tra caldarroste e vin brulè.

I "fuochi dell'Immacolata" si accendono a Francavilla al Mare e nei paesi limitrofi la sera del 7 dicembre. All’imbrunire della vigilia dell’Immacolata Concezione lungo la spiaggia e nelle campagne vengono accesi in onore della Madonna enormi falò: "li fucarùne" o focaracci preparati dai ragazzini delle diverse contrade, che competono tra loro per il fuoco più grande e duraturo; nei giorni precedenti la festa vanno per le case e le campagne raccogliendo la maggior quantità di legname e di altro materiale combustibile. Secondo la tradizione questi fuochi ricordano i falò accesi dagli abitanti lungo la costa per segnalare il percorso notturno verso Loreto agli angeli che trasportavano la Santa Casa della Madonna. La festa sarà è dalla musica degli zampognari che in più tappe sono presenti ai fuochi.

A Campli, dove la Vergine Immacolata è “Protettrice, Avvocata, Signora e Padrona" del paese, i fuochi sono accesi la sera del 9 e alle 3 a. m. del giorno seguente mentre tutte le campane suonano a festa: nel 1764 una terribile epidemia di tifo secondo la tradizione popolare ebbe fine al termine della processione con la statua di Maria Immacolata, conservata nella cripta della Cattedrale, mentre i fedeli cantavano speranzosi, con una brezza leggera che annunciava la fine del terribile morbo. Una processione e una novena di dodici giorni da farsi prima dell’aurora dal 27 all’8 di dicembre ricorda il grande miracolo.

Il Focaraccio di Orsogna si tiene in piazza Mazzini, il fuoco dell'Immacolata di Palombaro nel prato davanti alla chiesa della Madonnella, e il Falò dell'Immacolata di Pescasseroli davanti alla parrocchia di San Pietro. A Celano la notte del giorno 7 si celebra la "veglia per l’Immacolata": gli uomini e i bambini del paese rimangono attorno al grande falò acceso in onore dell’Immacolata, le donne rimangono tutta la notte in chiesa a vegliare la Madonna.

Ad Atri all'alba del giorno 8 si accendono "Li faugne" in onore dell’Immacolata Concezione. Quando il cielo è ancora buio, alle 5 di mattina, prende avvio una suggestiva processione di torce infuocate: "faugne" (costituite da fasci di canne tenute strette con legami vegetali) mentre tutto il paese è illuminato dalle fiaccole che accolgono il passaggio dei "faugnari". Si fa festa tutta la notte precedente in attesa del grande momento.
Sia gli abitanti del paese che quelli delle contrade si dirigono verso la cattedrale, illuminandosi con queste fiaccole, per partecipare alla celebrazione della messa mattutina e scambiarsi gli auguri. A sera la Vergine sfila in processione mentre in piazza viene incendiata la "pupa", consistente in un fantoccio dalle fattezze femminili, contornato da petardi e mortaretti. Un uomo si inserisce al suo interno vuoto e la fa ballare al suono di un organetto mentre, in un fragoroso crescendo, scoppieranno i fuochi pirotecnici di cui è carica.

A Lanciano la sera del 7 dicembre sullo lo spiazzo dietro la chiesetta di Santa Maria dei mesi si accende il focaracchio, mentre attorno ci si delizia con gustose preparazioni locali.

 

A Tollo la sera della vigilia della festa dell’Immacolata Concezione si celebra la "Notte dei fuochi" con connotazioni particolari per ogni quartiere che propone piatti della tradizione popolare, sapientemente preparati dalle donne delle contrade.

A San Giovanni Teatino e San Giuliano Teatino (Ch), l’8 dicembre si accendono i fuochi dell’Immacolata nelle varie contrade che ardono tutta la notte. Una compagnia di cantori e musicanti si reca per le vie del paese portando il canto di saluto alla Madonna ed alle famiglie conosciute in cambio di un veloce ristoro, un menestrello dopo il saluto in versi rivolto all’Immacolata prosegue per le strade del centro storico si rivolge con battute ironiche ai personaggi più in vista del paese commentando i fatti dell’anno ed è accompagnato da alcuni musicanti.

A Torino di Sangro nella notte ed alba del giorno 10 la sera della vigilia, gli abitanti del paese effettuano una suggestiva processione con fiaccolata notturna verso la chiesa della loro patrona: la Madonna di Loreto.
Intorno alla mezzanotte arrivano alla chiesa dove vegliano in preghiera fino all’alba, quando la Madonna, parata a festa, viene portata fuori, davanti al sagrato, per ricevere la "Mattinate", un canto rituale di saluto eseguito da abili cantori e musicisti locali. Il canto, poi, viene ripetuto quale augurio di benessere e prosperità, fino al mattino sotto le finestre delle autorità, di amici e parenti, i quali ricambiano offrendo la legna da ardere per il fuoco rituale, che verrà acceso all’imbrunire, in onore della Madonna della Santa casa di Loreto.

A Montebello sul Sangro si celebra la tradizionale serata con l'Accensione del Fuoco dell'Immacolata Concezione.

A Cansano si celebra la  SANTA MARIA CUNCETT', il tradizionale grande falò dell'Immacolata... degustando gli ottimi prodotti tipici negli stand distribuiti nella piazza con l'accompagnamento musicale itinerante .
 

L. Toppeta 07-12-2021