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Un luogo fantastico dove l'arte è un gioco di bimbo: "Liberi tutti" di Valerio Berruti nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Quando l'arte è un gioco di bimbo: "Liberi tutti" nel Parco Nazionale d'Abruzzo

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"stupendomi della bellezza degli alberi secolari, era tutto così meraviglioso da non riuscire a decidere cosa avrebbero potuto fare i miei “bambini” in quel luogo fantastico"

(Valerio Berruti)

Lungo i  i sentieri C1 e C2, fra i boschi del centro natura del Parco Nazionale d'Abruzzo è stata svelata “Liberi tutti” l'ultima nata e la quinta delle installazioni di ArteParco,  un percorso artistico a cielo aperto ideato da Paride Vitale, realizzato dal Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, Parco1923 e Comune di Pescasseroli con il patrocinio del Ministero della Transizione ecologica e il supporto di numerosi partner internazionali e di artisti ispirati dalla natura incontaminata dell’area protetta. 

L'installazione site-specific dell'artista Valerio Berruti, alta quasi tre metri e larga quattro che mostra un bambino che gioca e per un momento fa capolino da una roccia è la quinta delle opere realizzate nel Parco Nazionale d'Abruzzo, con materiali naturali che dialogano con la natura divenendo parte integrante dell'ecosistema, partorendo nuove esistenze come le altre sculture di arte contemporanea che vi hanno trovato casa: cuore “Animale Vegetale” di Marcantonio, “I cavalletti (specchi angelici)” di Matteo Fato, la mano in legno “Un tempo” di Alessandro Pavone e “Radicorno”, la radice adulta che esce dalla terra dell’artista Sissi.

"Tana libera tutti!" era il grido del nascondino praticato da frotte di bambini che si riunivano ogni giorno all'aria aperta nei rioni dei borghi e lungo le viuzze del paese dove erano abbondanti i nascondigli. Quando tutti i componenti della squadra venivano stanati avveniva il cambio delle parti, se invece qualcuno riusciva a liberare tutti, la prima squadra tornava a cacciare. Nel "nascondino" l'ultimo giocatore, riuscendo a raggiungere la tana per primo, può dichiare la "tana libera tutti " che libera tutti i "catturati"... Così questo bimbo che si affaccia nel Parco ci libera, restituendoci ad un sano vivere che ricorda il Walden ovvero Vita nei boschi di Thoreau "«Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando solo i fatti essenziali della vita, per vedere se non fossi riuscito a imparare quanto essa aveva da insegnarmi e per non dover scoprire in punto di morte di non aver vissuto. "

Valerio Berruti utilizza l’antica tecnica dell’affresco, la scultura e la videoanimazione per creare immagini essenziali, ispirate al mondo sospeso dell’infanzia, il momento della vita in cui tutto deve ancora avvenire: "Sono molto felice di essere stato invitato a realizzare un mio lavoro site-specific perchè Arteparco è un progetto che sposa pienamente la mia idea dell’arte, l’intenzione di creare opere immersive che dialoghino con l’ambiente e con lo spazio circostante cercando di esaltarlo al meglio. La bellezza del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise mi ha ammaliato. Ho trascorso ore a camminare tra la natura stupendomi della bellezza degli alberi secolari, era tutto così meraviglioso da non riuscire a decidere cosa avrebbero potuto fare i miei “bambini” in quel luogo fantastico"

E' davvero un luogo fantastico il Parco Nazionale d'Abruzzo dove vivono specie faunistiche e floristiche uniche al mondo o ormai scomparse nel resto dell'Appenino. Di rara bellezza sono gli ambienti naturali che lo caratterizzano come gli anfiteatri rupestri o i pianori erbosi circondati da pendici selvose, i ghiaioni, le rocce chiare e stratificate su cui si abbarbicano esemplari imponenti di pino nero. Aceri campestri, ornelli, carpini, roverelle, lecci, pruni, biancospini, rose selvatiche e rovi,  la rarissima scarpetta di Venere, l’iris marsica, il giglio rosso e numerose specie di orchidee selvatiche animano i boschi. Più in alto si trovano boschi di cerro e querce, meli selvatici, sorbi e altre caducifoglie di mezza montagna. Salendo verso le vette dominano incontrastate le faggete vetuste  divenute patrimonio dell’umanità dell’Unesco e che, dai 1.800-2.000 metri di altitudine, cedono il passo a bassi cespugli di ginepro e di pino mugo che, a loro volta, si dissolvono nella prateria montana che ricopre le alte pendici. La biodiversità del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, così ricca e varia per quanto riguarda il regno vegetale, non è da meno nel campo della vita animale. Tra i mammiferi che hanno reso famoso il Parco sono presenti oltre all’orso bruno marsicano, che è il simbolo del Parco, il lupo appenninico, il camoscio d’Abruzzo, il cervo, la lince, la volpe, il cinghiale, il tasso, la faina, la donnola e lo scoiattolo meridionale. Tra i volatili, oltre all’aquila,  la poiana, il gheppio, il falco pellegrino, il gufo reale, la civetta, il grifone e il rarissimo picchio dorso bianco.

A questo prezioso contesto, l'uomo restituisce una parte delle meraviglie ricevute in dono, con la sua capacità di creare bellezza, di trasformare e plasmare, di creare e condividere, di accendere la fantasia che fa nascere "una fiaba dentro la fiaba" .

 

Laura Toppeta 25-07-2022

immagine: pagina fb Valerio Berruti

 

 

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