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Rivisondoli

Rivisondoli, in the Region of the Altipiani Maggiore of Abruzzo, faces east in a dominant position on the Prato plateau at an average altitude of 1,365 meters above sea level, between Roccaraso and Pescocostanzo. A natural environment of great beauty and a healthy climate: ideal destination for a summer holiday in the mountain. In the center of the town stands the parish church of San Nicola di Bari, built in 1912 on a previous place of worship, enriched by beautiful polychrome stained glass windows by Haynal (1991). Inside there are two seventeenth-century works: an altar in marble tarsia and a beautiful wooden triptych, in addition to a crucifix from 1700, evidence of the oldest origins of which the small mountain town, unfortunately, has little. The documented history of Rivisondoli is located between the eleventh and twelfth centuries, roughly like that of the two neighboring centers, although the first mention dates back to the eighth century with the Diploma of Grimoaldo II, duke of Benevento, in 724. The historical core, still well identifiable also through the location of the doors that allowed access to the village (visible Porta Antonetta, fifteenth century, and the one near Palazzo Sardi), has predominantly a collection of urban structure, with houses that overlook on an original reticular road system made of narrow streets and stairways, typical of the seventeenth-eighteenth century and with a walled enclosure (terraced houses) to the north-west defensive of the ancient settlement. In the oldest part are still some architectural emergencies, survived at the time, telluric and war events, as well as the modernization of the last decades: the baronial palace, with the facing church of S. Anna and the beautiful church of Suffragio, eighteenth century. A fervor of initiatives is recorded after the earthquake, disastrous for the whole of Abruzzo, in 1706, which attests to the desire for rebirth and the stubborn attachment of the inhabitants to their country. A community that has worked and fought over the centuries and since its distant origins. Analyzing the name of the country, Rivisondoli, we note that it is composed, according to the thesis of F. Sabatini, from "Rivus" (brook) and "Sondrium" from "Sunder", and can mean "isolated, separate", but also " private land of the master "in a farm. So a story of secluded work, tenacious, but also of rest deserved after the effort (perhaps this is the meaning of the two warriors or putti, lying on the banks of a stream and campers in the municipal coat of arms). The arrival of the Reali d'Italia in Rivisondoli in 1913 marks the beginning of tourism that has its enormous development after the Second World War. The town has now consolidated its name as a summer holiday resort and ski resort among the most important in Abruzzo. In fact, the ski lifts and the slopes of Monte Pratello form with the Aremogna and Pizzalto di Roccaraso a first class ski area in Italy. Rivisondoli is also known for the living nativity scene, an event with great popular participation, unique in its kind, is held every year on January 5 and is made in a suggestive mountain environment.

Provincia: L'Aquila

CAP: 67036

Prefisso: 0864

Altitudine: 1365

POSIZIONE GEOGRAFICA

41.8686442, 14.0669139

Il nucleo storico ancora ben identificabile,anche attraverso l'ubicazione delle porte che consentivano l'accesso al borgo (ancora visibili Porta Antonetta, quattrocentesca, e quella nei pressi di Palazzo Sardi) ha prevalentemente una struttura urbana raccolta, con case che s'affacciano su un sistema viario reticolare originario, fatto di stradine e scalinate, tipico dei sec.

The Sanctuary preserves a miraculous image of the Madonna and Child (stone bas-relief). It was erected at the end of the 16th century in the place where, according to tradition, the effigy of the Virgin, transported from distant lands, became so heavy that it could no longer be removed.

Il Santuario conserva una miracolosa immagine della Madonna col Bambino (bassorilievo in pietra). Fu eretto alla fine del XVI secolo nel luogo in cui, secondo la tradizione, l’effigie della Vergine, trasportata da terre lontane, divenne così pesante da non poter essere più rimossa.

Il Bosco, formato prevalentemente da faggi, comprende anche aceri di specie diverse, opalo (di monte e campestre), nocciolo, cerro e il sorbo montano. Ad alte quote i boschi di querce lasciano il posto a una vegetazione più fredda, fatta di ornielli e carpini. A queste quote si trovano anche il Tiglio e il Maggiociondolo (quello della leggenda della gigantesca Maja).

Il Rasino è un ruscello che tocca le radici del colle, sopra cui sorge Roccaraso, che prima fu detto, perciò, Rocca del Rasino, poi Rocca del Raso e attualmente Roccaraso.I sigilli municipali ricordano la stessa origine. In uno del 1683 vi sono tre torri con un ruscello che fluisce alla base la scritta "Universitas Terre Rocce Rasini".

La Basilica, l'antica Collegiata, è tra le chiese più interessanti d'Abruzzo. Sorge dove dall’XI secolo preesisteva un nucleo religioso. Fu riedificata nel 1466 con configurazione a 5 navate, dopo il terremoto del 1456.

La Chiesa rinascimentale di San Giovanni Battista, nell'omonima via, ha un bel portale del 1532 con terminazione a timpano triangolare e con un architrave scolpito, sul quale un piccolo bassorilievo rappresenta il martirio di San Giovanni. I battenti originali sono del 1536. Il rosone rappresenta un caso unico di conservazione a Pescocostanzo.

Palazzo Fanzago (1626-1642), so called in reference to its designer Cosimo Fanzago (from Bergamo), was intended to house the monastery of the Poor Clares of S. Scolastica. It is the most interesting public building, characterized by six large baroque niches (fake windows) that alternate with a closed and broken crown gable on the main facade, overlooking the Town Hall Square.

Il Palazzo Fanzago (1626-1642), così denominato in riferimento al suo progettista Cosimo Fanzago (bergamasco), era destinato a sede del monastero delle Clarisse di S. Scolastica.

Il Sacrario Nazionale Mauriziano di Pescocostanzo è situato nella parte alta del centro abitato in località Carpineto a 1.482 m. di quota.

Luogo anticamente considerato sacro e dedicato a Giove, il Bosco di Sant'Antonio è una delle più belle faggete d'Abruzzo. Si estende per 17 ettari tra le dorsali del Monte Pizzalto e del Monte Rotella. Offre un incredibile scenario di faggi secolari dalle forme bizzarre, ma sono presenti nell'area anche l'Acero campestre, il Pero selvatico, il Ciliegio il Carpine nero, il Tasso.

La Chiesa di San Rocco fu eretta nel 1656, come atto votivo dei cittadini scampati alla peste. Dall’epigrafe posta sul portale si deduce che, nell’anno 1743, i Roccolani rinnovarono i loro voti al Santo.E’ l’unico fabbricato scampato alla furia dell’ultima guerra.

Costruiti intorno al 1800 con armatura in legno di faggio, pioppo e materiale in lega, in occasione della costruzione del tronco ferroviario Sulmona-Carpinone. Solo nel 1950 furono abbattuti per essere ricostruiti in cemento armato e ferro. Hanno una altezza di circa trenta metri.

Statua lignea, conservata nella Chiesa madre di Roccaraso, mostra addirittura ricordi michelangioleschi. Da V.Mariani "Sculture lignee in Abruzzo", pag.17, Bergamo, s.d.

Rock church of the XII/XIII century (rottoes and hermitage) opens at 1,266 m asl at the foot of a cliff that overlooks the Fourth Great, on the slopes of Mount Pizzalto, in front of Colle Riina where Lombard tombs have been found.

Chiesa rupestre del XII/XIII secolo (grotta-eremo), si apre a 1.266 m slm ai piedi di una rupe che s'affaccia sul Quarto Grande, alle pendici del monte Pizzalto, di fronte a Colle Riina dove sono state rinvenute tombe longobarde.

Ricoperto da magnifici boschi ideali per scampagnate, il Monte Tocco si raggiunge in auto fino a Pietransieri (Km.4) e poi a piedi dopo agevoli alture erbose, lungo una carrareccia ci si inoltra nel bosco fino a raggiungere la vetta.

Il Monte Secine ha forma tronco-conica ed è parzialmente ricoperto di faggi. Questa meta si raggiunge solo a piedi, con l'auto si arriva fino a Pietransieri, frazione di Roccaraso, e a piedi si raggiunge la Piana Selvareccia e più su Fonte Cernaie.