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La Panarda

La ritualità e la sacralità degli abruzzesi di onorare l'ospite a tavola

Datum:

08 agosto 2023

Lesezeit:

5 min

Themen
  • Wein- und Gastronomie
  • Gastronomische und önologische Veranstaltungen
  • Traditionelle Rezepte
La Panarda di Sulmona, ph Associazione Sestiere Porta Manaresca

Beschreibung

La Panarda si può definire come un pranzo pantagruelico, anche oltre le 50 portate, offerto tradizionalmente dal proprietario dei terreni ai suoi braccianti, fittavoli e agricoltori.

In questo modo il proprietario terriero esprimeva  riconoscenza nei loro confronti, quasi un debito morale per aver favorito con la loro quotidiana fatica un abbondante raccolto.

Nasce così - soprattutto tra il ’500 e il ’600 - il rito della Panarda, di etimologia ancora incerta, forse scaturita dall'unione delle parole “pane" e "lardo”.
Descritto come una vera e propria orgia alimentare, solitamente questo banchetto coincideva con le festività di Sant’Antonio Abate, periodo nel quale nelle dimore agricole si ammazzava il maiale, simbolo di opulenza e prosperità, ma anche con altri momenti del ciclo dell'anno, per il raccolto del grano e la vendemmia, quando le famiglie più facoltose offrivano un banchetto al ceto più indigente e più povero, che in tal modo interrompeva la frugalità e la consueta miseria.

La Panarda costituisce un’importante pagina di storia delle tradizioni popolari della nostra Regione e rappresenta un modello culturale dai molteplici aspetti: devozionale, religioso, socio-economico e psicologico. 
Per le genti d'Abruzzo la ritualità e la sacralità di onorare l'ospite a tavola hanno radici antichissime.

In merito alla riscoperta culturale di questa tradizione abruzzese, bisogna riconoscere il grande merito avuto dall’Accademia Italiana della Cucina e dall’Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria nella rievocazione di quest’importante pagina di storia delle Tradizioni Abruzzesi.

Fra le Panarde “storiche” si ha notizia di un’importante Panarda della fine dell’Ottocento, da parte di un signorotto aquilano in onore di Scarfoglio, d’Annunzio, Serao, Michetti e altri illustri ospiti. Si racconta che il banchetto era composto di ventotto portate e ogni piatto era salutato con una salva di cannone.

Si racconta anche della presenza del “guardiano di Panarda”, armato di fucile, controllava che tutti mangiassero tutto con il minaccioso “magne o te spare!”. Naturalmente era tutto un divertente scherzo. Un’altra Panarda è stata riproposta a L'Aquila nel 1960 con 36 portate tutte di tradizione abruzzese.


Nel 1994, proprio il prestigioso Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria, organizzò una Panarda di 51 portate, in cui furono coinvolti 5 istruttori di Cucina, 4 istruttori di Sala e 22 allievi.
Nel gennaio del 2000, l’Istituto Alberghiero di Roccaraso (AQ) ha proposto una Panarda di ben 77 portate cui imposero il nome di “La prima grande Panarda del Giubileo”, è stata riconosciuta la caratteristica di pranzo più lungo e più buono del mondo.

Un'altra grande Panarda, sempre nel 2000, fu organizzata nello stand della Regione Abruzzo nel Salone del Gusto a Torino, in cui furono proposte ben 125 pietanze, furono furono coinvolti ben 14 ristoratori delle quattro province abruzzesi, coordinati dal grande Chef Antonio Stanziani (Associazione SESTIERE PORTA MANARESCA, Sulmona, a cura del Prof. Professor Franco Cercone, antropologo).


 

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Gli appuntamenti
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La Panarda di Sulmona in largo Palizze, ph Paolo Di Menna
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La Panarda di Sulmona in largo Palizze, ph Paolo Di Menna
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Gli appuntamenti

A Sulmona (AQ), tra gli ultimi giorni del mese di luglio e la prima settimana di agosto. Il luculliano banchetto di tradizione abruzzese e di origine rinascimentale dal 2002 è stato riportato in auge dal Sestiere Porta Manaresca che lo ripropone con una cena con ventiquattro portate nelle quali compaiono cibi fedeli a quelli del lontano passato, con particolare attenzione e cura ai prodotti tipici della nostra terra. Oltre alla parte gastronomica con un menù rigorosamente a tema e altamente qualificato, massima attenzione è rivolta ai dettagli storici dell’allestimento che riporta indietro nel tempo con musici, sbandieratori, danze, artisti di strada, combattimenti armigeri musiche tradizionali.

Villavallelonga (AQ), nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, si svolge un ricchissimo banchetto rituale, accompagnato da canzoni popolari in onore di Sant'Antonio Abate. Il 16 gennaio pomeriggio, nelle due piazze, si accendono grandi fuochi, che resteranno accesi fino alla fine dei festeggiamenti, ed ha luogo la rappresentazione di uno dei due miracoli all’origine della festa. Le famiglie designate preparano la "Panarda", un pantagruelico banchetto collettivo in onore del Santo con funzione beneaugurante. I piatti che non possono mancare sono il brodo di gallina, i maccheroni all’uovo conditi con ragù di pecora e formaggio, fave lesse, frittelle di pasta lievitata. La sera inizia il banchetto, al quale sono invitati amici, parenti e conoscenti, che si protrae per tutta la notte. Al  termine del pranzo il panardiere (padrone di casa) ringrazia  tutti i presenti, recita il rosario e dà l’appuntamento per l’anno successivo. Durante la notte le strade e i vicoli del paese sono rallegrati da gruppi di cantori che girano per le strade, visitano le case della "Panarda" e ricevono in cambio cibo e offerte in danaro. 

Domenica di Pentecoste a Luco dei Marsi (AQ)(Panarda marsicana) nel corso della festa dello Spirito Santo, la cerimonia che rende la Pentecoste luchese unica al mondo, documentata sin dal 1479.  Le donne di casa, con le vicine e le amiche, preparano le tisichelle, ciambelle e biscotti che saranno offerti a coloro che si recheranno nella loro casa a portare je present, cioè l’offerta per la festa – i dolci vengono portati anche ai malati, ai bisognosi e agli anziani – e cominciano a programmare il grande banchetto tradizionale, la Panarda, un banchetto votivo destinato a circa 150/200 invitati e, nel frattempo, si predispongono tovaglie, fazzoletti ricamati, centrini, guanti bianchi e vasi che serviranno per la cerimonia.

Rocca di Botte (AQ) tra la fine di agosto e la prima domenica di settembre di ogni anno si rinnova il rito della "Comparanza" o del "Comparatico in San Pietro" tra i comuni di Rocca di Botte e Trevi nel Lazio. Le celebrazioni religiose si svolgono in onore di San Pietro l'eremita, patrono dei due comuni. Il 29 agosto i fedeli di Rocca di Botte si recano a Trevi nel Lazio per venerare i resti del santo, mentre in occasione dell'ottavario, ovvero otto giorni dopo, il gemellaggio e il pellegrinaggio si rinnovano nel paese marsicano. Nella prima decade di settembre durante il "Comparatico" di Rocca di Botte si celebra il rito della Panarda con l'offerta del pane benedetto di San Pietro, cotto nel forno originario della casa natale del santo eremita.

Fine Agosto a Lanciano (CH) dal 1981 questa tradizione è stata inclusa nella settimana della celebrazione della festa del Mastrogiurato della città. Le sue origini sono antichissime, risalenti alla seconda metà del Quattrocento, anche se la leggenda vuole che sia stata istituita dal re Carlo II lo Zoppo, quando inaugurò per la prima volta nel 1304 il Mastrogiurato nei pressi di Napoli. Presso il Chiostro del Polo Museale Santo Spirito nel giardinetto quadrangolare intorno al portico dell'antico convento medievale si svolge una tavolata enorme in cui vengono servito ogni tipo di pietanza, dalla zuppa di farro ai cosciotti di agnello. La cena di ambientazione medievale è allietata da spettacoli di saltimbanchi, giocolieri, mangiafuoco, streghe, danzatrici cantori, musici, cartomanti e con il “Guardiano di Panarda”.

 

 

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  • Cortei storici
  • Rievocazione storica
letzte Aktualisierung

10/05/2024, 13:13

gepostet von Laura Toppeta