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Eremitismo femminile e alpinismo ascetico: Santa Colomba

Raro esempio di eremitismo femminile Santa Colomba è definita da molti "patriarca dell'alpinismo abruzzese" .

Santa Colomba, contessa di Pagliara ed eremita di Pretara (TE) verosimilmente nacque nel 1100 e morì nel 1116. Giovanissima, abbandonò gli agi familiari per l'ascesi e salì sul Gran Sasso, a 1234 metri sulla cima di un colle, ai piedi della vetta del Monte Infornace, per abitare la piccola chiesetta-romitorio , su una panoramica radura e condurre una vita di solitudine e di penitenza. La chiesa ha tre piccole finestre, due delle quali guardano a valle. In un' edicola lignea, vi è la statua di Santa Colomba. Sull'altare è posto un affresco raffigurante la Madonna con Bambino e ai lati Santa Colomba e San Berardo.

Generosa, ardita, gentile e devota, Colomba è un simbolo delle tenaci genti d'Abruzzo. Il suo ardore mistico la spingeva verso luoghi sempre più inaccessibili, nei dintorni del romitorio, per fuggire dal rumore del mondo e dalle visite inaspettate.

Numerose sono le leggende riferite alla Santa Eremita. Lungo il sentiero che giunge all'eremo si incontra un grosso macigno, sul quale, secondo la tradizione locale, la Santa impresse la forma della propria mano. Un'altra testimonianza sarebbe "il pettine di Santa Colomba", individuabile in un'impronta impressa su una roccia piatta su cui vagamente si possono ravvisare delle righe parallele. Per ristorare il  fratello Berardo, Vescovo e Patrono della città di Teramo,che, sfinito e dubbioso sulla proposta di accettare la carica di vescovo, era giunto all'eremo fece fruttificare un ciliegio coperto di neve.

Ogni anno, il 1 settembre, giorno della sua morte, i devoti si recano in processione fino alla chiesetta recando fiori con cui ornano la statua e narrando in un canto dei suoi prodigi. Il pellegrinaggio è accompagnato dal suono di una piccola formazione musicale detta "Li Tamurre", la cui origine risalirebbe al XV secolo. I devoti pregano dinanzi alla roccia dove è impresso il pettine della Santa e, seguendo gli antichi riti della litoterapia, poggiano la testa nel foro sotto l'altare che guarisce da molti mali e si fermano a riposare nel luogo in cui si ritiene fosse radicato il miracoloso ciliegio che la Santa aveva fatto fiorire in pieno inverno per offrirne  i frutti al fratello Berardo.

L.T. 19-06-2020

foto di Maurizio Antonelli, www.maury.it

42.4631083, 13.6613622