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pagnotte sant'agata

Il culto del latte in Abruzzo: Sant'Agata e il pane delle puerpere

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La Fontana medievale trecentesca di Castelvecchio Subequo, di fronte alla piccola chiesa di S. Agata del 1114, è alimentata da una copiosa sorgente.

La chiesa, al cui interno si trova un affresco cinquecentesco della santa con i simboli del suo martirio tenuti in mano, è sorta con molta probabilità sui resti di un antico tempio pagano dedicato al culto di Ercole e ricadente nell’area dell’antica civitas di Superaequum. La presenza della sorgente e i resti, nelle vicinanze, di due acquedotti romani che, rispettivamente, l'uno dal versante di Gagliano Aterno e l'altro da Forca Caruso portavano l'acqua in questa zona, lasciano supporre l'esistenza in epoca romana di un complesso termale. La presenza di tanta acqua induce a credere che nel luogo, a scopo sacrale e terapeutico si praticassero rituali idrici, che la tradizione popolare ha perpetuato fino ai nostri giorni nella credenza che l'acqua sia miracolosa e nel culto di S. Agata, martire siciliana, protettrice delle puerpere.

La figura di Sant’Agata è legata al cosiddetto “Culto del Latte”. A fine ‘800 le donne usavano scoprire il petto per fare abluzioni con quest’ acqua, detta, per l’appunto, di Sant’Agata. Ancora oggi a Castelvecchio Subequo i giorni del 4 e del 5 febbraio è in uso la devozione di consumare dei pani a forma di seno femminile bagnati con l’acqua, considerata miracolosa, della Fonte di Sant’Agata.

La pagnotta da forno di Sant'Agata è un pane sacro espressione della tradizione e della fede popolare, la cui preparazione risale a tempi immemorabili. E' legato alla celebrazione della festa dedicata alla Santa che si celebra due volte l’anno, il il 5 febbraio e il 20 agosto, nei giorni della trebbiatura. Per l'occasione vengono preparati dei pani a forma di seno, portati nella chiesa rurale a lei dedicata, che vengono benedetti e bagnati nell’acqua della sorgente adiacente. Antonio De Nino nel suo Usi, costumi e tradizioni racconta che un tempo le donne incinte e le puerpere facevano delle abluzioni con l’acqua della sorgente invocando la santa che non facesse loro mancare il latte per la prole.

Le "Cacchiette", vengono preparate sia salate che dolci, sono impastate con farina di grano tenero della varietà locale “Solina” macinato a pietra, patate, lievito naturale di pasta acida, olio, zucchero (oppure sale), uova, semi di anice e patate lessate.

S. Agata, martire cristiana nel corso della persecuzione di Decio, (251 d.C.) fu imprigionata per essere costretta ad una vita dissoluta, ma la sua resistenza e le sue virtù la condussero a vessazioni, torture ed infine al taglio delle mammelle. Le passio di S. Agata riportano le parole che la martire disse al proconsole :"Empio, Crudele e disumano tiranno. Non ti vergogni di strappare ad una donna quello che tu stesso succhiasti dalla madre tua?". Morì in prigione il 5 febbraio 251. L'iconografia cristiana la rappresenta con le mammelle offerte in un piatto.

Il Culto di Sant'Agata è ancora sentito e praticato in diverse località abruzzesi, come Civitaluparella, dove vengono organizzati festeggiamenti in in onore della Santa o Torricella Peligna dove, in Contrada Colle Zingaro si trova la Fontana delle Sese (dei seni), che ospita una piccola statua della Santa, la cui acqua è ritenuta sacra, per la produzione del latte e la guarigione delle affezioni al seno.

Laura Toppeta 21-01-2020

 

 

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