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pietra d'inciampo

Un nome per ricordare: le "Stolpersteine" d' Abruzzo

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 "La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata testata d'angolo" (Matteo 21, 42).

Nella parabola del vignaiolo, è citato il Salmo 118:  “La pietra rifiutata dai costruttori è diventata la pietra principale. Questo è opera del Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi!” . Per pietra angolare, pietra d'angolo o testata d'angolo si intende la prima pietra utilizzata nella costruzione di un edificio. È la pietra più importante ed è, idealmente, quella che sorregge tutta la costruzione così come la memoria degli uomini e delle donne oppressi e decimati dalla guerra diviene ispirazione per l'architettura della storia umana, per la costruzione del futuro.

Le pietre inutili al pari delle esistenze considerate "cose" di cui disfarsi, divengono parte di un mosaico chiamato vita, rappresentandone l'anima più autentica. Sono nate così nel 1992,  le pietre d'inciampo , deposte perché qualcuno, passando di lì, riaccenda la memoria di un uomo o di una donna, di un nome, di una storia.

"Ecco, io metto in Sion un sasso d'inciampo e una pietra di scandalo; ma chi crede in lui non sarà deluso" (Epistola ai Romani di Paolo di Tarso 9,33)..

E' ad opera dell'artista tedesco Gunter Demnig il progetto delle pietre d'inciampo (Stolpersteine) per creare nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria dei cittadini deportati, incorporando, nel selciato stradale, dei blocchi in pietra ricoperti da una piccola targa d'ottone, davanti alla porta della casa in cui abitarono o furono fatti prigionieri, sulla quale sono incisi il nome, l'anno di nascita, la data, l'eventuale luogo di deportazione e la data di morte. Dal 1992 sono state depositate più di 75.000 pietre. 

La prima pietra d'inciampo in Abruzzo è stata collocata all'Aquila il 12 gennaio 2012, nel 2016 una è stata collocata a Chieti ed una a Teramo, 4 a Lanciano nel 2019, 5 a Castel Frentano nel 2020.

Oggi anche Casoli (Ch) diventa parte del più grande monumento diffuso della memoria. Saranno 7 le pietre di inciampo depositate per  ricordare 7 persone internate a Casoli (5 delle quali morte ad Auschwitz, una alla Risiera di San Sabba e una sola sopravvissuta a Bergen-Belsen).

In diretta streaming si terrà oggi la videoconferenza “Casoli città della Memoria”, nel corso della quale sarà presentato dall’architetto Giuseppe Fortunato, il progetto dell’opera architettonica monumentale in corso di realizzazione del Memoriale della Piazza della Memoria, la cui inaugurazione è prevista in Aprile, dedicato alla memoria degli internati nell'ex campo fascista di Casoli, visitata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 25 aprile 2018. La manifestazione sarà coordinata da Giuseppe Lorentini, ideatore e responsabile curatore del Centro di documentazione on line sul campo di concentramento fascista di Casoli e dal prof. Luciano Biondi che si è occupato del progetto sulle pietre d'inciampo, ideate dall'artista Gunter Demnig, a Lanciano, a Castel Frentano ed ora a Casoli. L'opera architettonica  sostenuta da fondi regionali, rappresenterà un  memoriale monumentale di rilevanza europea.

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L. Toppeta 27-01-2021