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il cammino di san pietro eremita

Il cammino di San Pietro eremita

A piedi, in bici o a cavallo: il Cammino di San Pietro Eremita attraversa valli, monti e antichi borghi, su sentieri, mulattiere e strade poco trafficate.

Il viaggio ha inizio a Rocca di Botte (Aq), nella casa dove il  "il cavaliere itinerante"  vide la luce nel sec. XI. Il percorso segue la sua peregrinazione e la sua opera di evangelizzazione attraverso 3 itinerari ad anello in 16 tappe lungo l'area appenninica situata al confine dell'Abruzzo con il Lazio.

Pietro fuggì’ adolescente dal suo paese natale per evitare il matrimonio combinato dai suo genitori e, vivendo di carità si rifugio a Tivoli e quindi a Subiaco, dove conobbe i monaci benedettini dell'Abbazia del Sacro Speco. Su consiglio del vescovo o, secondo altri testi, per l'apparizione della Vergine, tornò nella sua città natale dove ebbe inizio la sua opera di evangelizzazione nei paesi della piana del Cavaliere e dell'alta valle dell'Aniene. Tra i miracoli compiuti dal Santo eremita itinerante si ricordano la cottura del pane in un forno spento, il dono della vista ad un giovane cieco, l'orcia di vino rotta al ritorno dalla questua da un ragazzo che il Santo restituì integra al convento. Morì di stenti il  30 agosto del 1052 a Trevi nel Lazio e fu dichiarato santo dal vescovo di Anagni, dopo il processo di canonizzazione che ebbe termine sotto il pontificato di Innocenzo III. E' patrono di Rocca di Botte e Trevi nel Lazio.

L'“Anello dell’evangelizzazione”, lungo 64 km,  ha inizio da Rocca di Botte, città natale del Santo e si snoda attraverso i borghi della Piana del Cavaliere. Rocca di Botte sorge in un luogo protetto dai monti, dove la natura esuberante che lo circonda lo rende un luogo ideale per vacanza rilassante e rigenerante. Nel cuoredel borgo la chiesa di Santa Maria della Febbre di grande fascino, dove sono conservati affreschi di pregio risalenti al Quattrocento: il suo nome sarebbe legato alle epidemie di peste contemporanee alla sua fondazione e fu infatti usata anche come ospedale e la Chiesa  di San Pietro Eremita verosimilmente risalente al 1215, l'anno della canonizzazione del santo, contigua alla sua casa natale nella parte più antica del borgo medievale.

Da Rocca di Botte si arriva al Santuario della Madonna dei Bisognosi,  monumento nazionale, che sorge a 1043 m di altitudine tra Pereto e Rocca di Botte, in una posizione suggestiva. Dal Santuario si gode di una vista spettacolare sulla Piana del Cavaliere ed è possibile raggiungerla mediante la strada asfaltata o la mulattiera che partono da Rocca di Botte, luogo di pace e amenità.

Il santuario, dove dimorò San Pietro eremita, secondo la leggenda, fu eretto dagli abitanti di Pereto e Rocca di Botte nell'anno 608 d.C. nel luogo in cui la statua lignea della Madonna fu trasportata da Siviglia lungo l'Adriatico fino a Francavilla al Mare da Fausto Sivigliano, mercante abruzzese che ebbe il figlio Procopio miracolato dalla Vergine la quale gli chiese di salvarla dai saraceni. A dorso di una mula fu poi trasportata verso l'interno, ma sul Monte Serra Secca, nei pressi di Carsoli, la mula sfinita cadde a terrà. Fu l'occasione per pacificare i borghi di Pereto e Rocca di Botte costruendo in quel punto il Santuario dedicato alla Vergine che sorse come "Madonna del Monte" per tre quarti nel comune di Pereto ed un quarto nel comune di Rocca di Botte. Alla Vergine "del Monte" fu attribuita la miracolosa guarigione di Papa Bonifacio IV, originario della Marsica, che nel 610 contribuì con propri fondi all'ampliamento della Chiesa, attribuendo al sacro luogo il potere di elargire indulgenze, attraverso la devozione alla Madonna e donò alla al Santuario il crocifisso processionale. Fino agli anni Settanta vi si svolgevano pellegrinaggi  tra aprile e settembre in particolare nelle feste dedicate alla Madonna. I pellegrini vi giungevano, spesso a piedi scalzi, stanchi e affamati e venivano ristorati e accolti nella foresteria dei frati, dove passavano la notte. Lungo la mulattiera che conduce al Santuario i pellegrini depositavano piccoli sassi lungo l'incisione sulla pietra che, secondo la leggenda, testimonia la ferita del ginocchio della mula caduta a terra. Ancora praticata è la tradizione di salire al Santuario la notte di Natale. 

Il cammino procede quindi per Pereto, borgo medievale di passaggio e confine, tanto da meritarsi il nome di “Porta d’Abruzzo”, dove, alle pendici del Monte Forcellese, quasi al confine tra Abruzzo e Lazio, si erge il castello-recinto , riferibile all'epoca di Federico II, che sovrasta la Piana del Cavaliere e l'antica Via Valeria, attorno al quale alita un'antica leggenda secondo la quale, passando vicino al castello, si ode il rumore delle chiavi della marchesa Maccafanni, suicida per amore dopo l'omicidio da parte del marito del giovane Nacleto con cui intesseva una passionale relazione. Da Pereto, sede del Premio Hombres si arriva a Carsoli,, tagliato in due dal fiume Turano e circondato da un paesaggio ricco di bellezza, quasi selvaggio. La parte più antica del borgo è situata in posizione strategica, sul colle che domina tutta la zona, dove sorgeva il Castello Orsini, di cui sono ancora visibili i resti. La chiesa di Santa Maria in Cellis di Carsoli di origini molto antiche, presenta un portale in pietra  del XII secolo tipico dell'architettura benedettina con ricche decorazioni vegetali ed animali. Nei pressi del borgo le grotte della riserva naturale di Pietrasecca che si estende per circa 110 ettari nella Piana del Cavaliere con l'obiettivo di tutelare le peculiarità dell'area carsica, nella quale sono presenti la Grotta dell'Ovito e la Grotta del Cervo, frequentate dalla preistoria all’età romana ed abitate dalla fauna cavernicola. Il cammino continua tra i borghi antichi di Tufo di Carsoli, Collalto Sabino, Poggio Cinolfo, Turania, Vivaro Romano, Vallinfreda, Riofreddo, Arsoli, fino ad Oricola, dominato dalla rocca medievale e circondato da un ambiente naturale autentico e preservato, abitato da sempreverdi come castagni, cerri, faggi, pioppi e querce del Bosco di Sèsera.

Con il ritorno a Rocca di Botte, l'tinerario del primo anello può dirsi concluso o può proseguire, superata Oricola  per il secondo itinerario denominato “Anello del Comparatico” (76 km) che ripercorre l’itinerario definitivo del Santo che attraverso i Simbruini lo portò a Trevi nel Lazio dove trovò la morte in totale povertà. Il Cammino ha questo nome perché tra Rocca di Botte, paese di nascita e Trevi nel Lazio, paese dove trovò la della morte San Pietro l’Eremita vi è un legame profondo di comparatico che tiene vivo la memoria e la tradizione. Alla morte del Santo, l'inziale diatriba tra Rocca di Botte e Trevi nel Lazio che si contendevano le spoglie ebbe fine con uno splendido esempio di collaborazione e cooperazione. Il 29 agosto di ogni anno i cittadini abruzzesi si recano a Trevi nel Lazio per commemorare il Santo ed otto giorni dopo la loro visita è contraccambiata e si festeggia rinnovando il rito della "Comparanza" o del "Comparatico in San Pietro" con la celebrazione del rito della della Panarda e l'offerta del pane benedetto di san Pietro, cotto nel forno originario della casa natale del santo eremita

Il secondo anello si può fare o continuando il primo oppure partendo direttamente da Rocca di Botte, in entrambi i casi si segue la cresta dei Simbruini fino al borgo degli artisti, Cervara di Roma. Quindi si prosegue per Subiaco e il Monastero di San Benedetto e l’importate via del monachesimo europeo. Lungo il fiume Aniene, seguendo anche il Cammino di San Benedetto, si arriva a Trevi Nel Lazio. Da qui il cammino può tornare a Rocca di Botte passando per Vallepietra, la SS Trinità, la montagna, Camerata Nuova, oppure proseguire per il terzo itinerario “Anello dei Miracoli postumi” (91 km) che  segue il percorso dei miracoli di San Pietro Eremita nei paesi di Fiuggi, Acuto, Porciano, Anagni, Alatri, Vico Nel Lazio, Guarcino Filettino e quindi Trevi nel Lazio. Un percorso ad incastro non ancora fruibile che si può fare a scelta.

L’Associazione Cammino di San Pietro Eremita è nata il 27 luglio 2017 per volontà dei sindaci di Rocca di Botte,  di Trevi nel Lazio e il Presidente dell’Associazione Hombres, Enzo D’Urbano allo scopo di promuovere proficue relazioni tra i comuni di riferimento, con le Istituzioni europee (Consiglio d’Europa e Unione Europea) e le organizzazioni internazionali, il dialogo e lo scambio di buone prassi, relativamente alla valorizzazione del percorso, con altri Itinerari Culturali, iniziative volte a far conoscere, tutelare, promuovere, valorizzare, coordinare, la via del Santo, la conoscenza e la valorizzazione dei luoghi e dei percorsi, la realizzazione di adeguate infrastrutture e servizi, per una migliore fruizione dei percorsi, in una logica di turismo sostenibile. Allo stato attuale il cammino è segnato completamente nei primi due anelli ed è fruibile anche nell’accoglienza. Dopo l’emergenza inizierà la segnatura del terzo anello.

La Credenziale del pellegrino viene rilasciata dall’Associazione “Cammino San Pietro Eremita” a coloro che percorrono le vie di pellegrinaggio a piedi, in bicicletta o a cavallo. Si può ricevere direttamente al momento della partenza, oppure richiedendola via mail a: info@camminosanpietroeremita.it o camminospe@gmail.com

Associazione Cammino San Pietro Eremita, Via San Pietro, 6 – Rocca di Botte (AQ)
camminospe@gmail.com
www.camminosanpietroeremita.it
pagina facebook.

Laura Toppeta 20-05-2021

ph: Marica Massaro, CC BY-SA 4.0

Classificazione: Escursionistico

Lunghezza Km: 200

Praticabile in: Autunno Inverno Primavera Estate

Punto di Partenza: Rocca di Botte

Punto di Arrivo: Rocca di Botte

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