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In volo sui tesori d'Abruzzo: un viaggio mozzafiato nella bellezza

In volo sui tesori d'Abruzzo: un viaggio mozzafiato nella bellezza

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Le meraviglie dell’Abruzzo al centro della campagna MiC "In volo sull'archeologia e sulla bellezza italiana" realizzata attraverso riprese mozzafiato di droni di ultima generazione.

"una nuova occasione per guardare il patrimonio culturale con uno sguardo inedito. Sono sicuro che queste immagini susciteranno in tanti la voglia di conoscere e visitare questi luoghi meravigliosi che tutto il mondo ci invidia" (D. Franceschini)

La campagna digitale che sarà condivisa con gli istituti protagonisti e con le comunità territoriali di appassionati di fotografia è online su cultura.gov.it/involo ed è stata realizzata dall’Ufficio Stampa del MiC in collaborazione con la Direzione Generale museitaliani e la regia di Nils Astrologo, un giovane video artist che quest’estate ha girato l’Italia documentando dall'alto il patrimonio culturale nel pieno rispetto delle norme di tutela del patrimonio, ambientale e dei visitatori. Grazie a droni leggeri e sofisticati le bellezze monumentali ed archeologiche del territorio sono narrate attraverso dettagli che potrebbero essere sfuggire all'occhio del visitatore. Incantevoli i giochi di luce che compongono incredibili mosaici su marmi, intarsi e pietre di antichi edifici dove soffiano ancora le brezze di un passato glorioso. 

È stato un viaggio emozionante,non conoscevo molti di questi luoghi e non immaginavo la potenza che queste immagini sono in grado di tramettere. Mi auguro che, anche grazie al mio lavoro, queste perle del patrimonio culturale italiano vengano apprezzate da un pubblico sempre più vasto”. (Nils Astrologo)

Dei trenta video realizzati in tutto il territorio italiano, per l'Abruzzo protagonisti l'Abbazia di San Clemente a Casauria e il sito archeologico di Alba Fucens.

Riaperta al pubblico, nell'agosto 2021 l'abbazia di San Clemente a Casauria è un vero gioiello dell'architettura romanico-gotica abruzzese costruita per volontà dell'imperatore Ludovico II ed edificata in posizione strategica lungo il tracciato della via Claudia Valeria a partire dal 873, baluardo meridionale dell'impero franco. Situato all'estremo versante orientale del Gran Sasso, il complesso benedettino ha uno schema longitudinale a tre navate con transetto, coro e portico. All'esterno, sul solenne prospetto del portico si aprono tre archi di gusto borgognone in corrispondenza dei portali, impreziositi da ornamenti e figure; quello mediano è chiuso da battenti in bronzo databili al 1191, sui quali si ammirano 48 delle 72 lastre originarie. All’interno balza all'occhio, nella navata centrale, lo sfarzoso pulpito del XII secolo, con ricercati fregi decorativi che inquadrano magnifici rosoni; di particolare interesse anche il candelabro per il cero pasquale e il ciborio trecentesco alle spalle dell'altare maggiore, ricavato da un sarcofago paleocristiano adorno di motivi floreali. A seguito dei danni causati dalle incursioni saracene, nel 951 la basilica fu ampliamente restaurata per poi essere di nuovo fortemente colpita dal terremoto del 990 e ricostruita nel 1025 sotto l'abate Guido.

 

 

Le vestigia di Alba Fucens, la città più antica d’Abruzzo si trovano su un’altura a circa mille metri di quota, nella cornice del maestoso Monte Velino. L’antica colonia latina, nell'attuale frazione di Massa d'Albe (AQ), fu fondata dai Romani nel 303 a.C., nel territorio degli Equi, a nord del lago Fucino, in un contesto ambientale e paesaggistico di grande fascino. Il nome latino sembra derivare dalla posizione del suo abitato dal quale si poteva ammirare il sorgere del sole (l'alba) sul Lago del Fucino prima del suo prosciugamento avvenuto nel 1876. Abitata all’inizio da circa seimila persone, vide accrescere la sua importanza nel corso del tempo, tanto da diventare una delle colonie più prosperose dell'Impero, sempre fedele alla capitale e pronta a difenderla ed aiutarla inviando truppe numerose in caso di scontri. Alba Fucens era circondata da quasi tre chilometri di mura difensive e da quattro porte di accesso. Dopo avere partecipato alla Seconda guerra punica, inviando soldati contro Annibale, conobbe un lungo periodo di prosperità e ricchezza. La colonia, infatti, fu abbellita con numerosi edifici, tuttora in parte visibili: il foro, l’anfiteatro, la basilica, il macellum, le terme, l’acquedotto, dei templi e il santuario di Ercole, una vasta area circondata da un portico, utilizzata probabilmente anche come mercato degli ovini. La grandiosa statua di Ercole posta al suo interno e attribuita ad artisti greci, è conservata nel Museo Archeologico di Chieti. La struttura urbanistica riflette l’impianto romano dei cardi e dei decumani. Lungo la Via del Miliario sono visibili i resti di una antica domus romana e una pietra miliare, di particolare pregio, raffigurante un combattimento tra gladiatori su cui è incisa la distanza da Roma: 68 miglia. Con la decadenza dell’Impero romano anche Alba Fucens cominciò a perdere di importanza fino all’occupazione dei Bizantini nel 537, durante la guerra gotica.

Laura Toppeta 13-09-2022

 

fotogramma tratto dal Video del Mic