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Castelli

Dove si trova: Castelli sorge ai piedi del Gran Sasso a 500 m. s.l.m., in posizione apicale alla vallata del Vomano, su uno sperone ai piedi del monte Camicia, sopra i torrenti Rio e Leomagna ed è uno dei paesi più antichi e dell'Appennino teramano nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. 

Perchè visitarlo: Castelli è uno dei borghi più belli d'Italia e anche "Capitale della ceramica d'arte d'Abruzzo", questa la definizione più adatta per descrivere il suggestivo borgo montano di Castelli, divenuto nel tempo una tappa obbligata del turismo culturale nella nostra regione. 
Castelli fa parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga e dal paese, punto di partenza per escursioni e gite turistiche si può salire al Monte Camicia (2750 m) e a Campo Imperatore, il più vasto pianoro dell’Appennino, dove ci sono impianti per lo sci di pista. Rendono attraente tutto il vasto territorio naturale compreso nel Parco, le centinaia di sentieri, la possibilità di praticare l’alpinismo, flora e fauna di grande interesse, ambienti incontaminati e borghi antichi.

Cosa vedere:

  • numerose botteghe artigiane dislocate lungo le vie del borgo;
  • meraviglioso soffitto maiolicato della chiesa campestre di San Donato definita da Carlo Levi “la Cappella Sistina della maiolica italiana”: 780 mattoni votivi decorati da profili, stemmi, simboli astronomici, animali e motivi floreali dai colori brillanti;
  • Chiesa seicentesca di San Giovanni Battista, edificata nel 1601,al suo interno, la statua lignea di Sant’Anna con Maria Bambina ed una pala maiolicata di metà secolo;
  • Istituto d’arte, dov’è custodito uno splendido presepe in ceramica con circa 60 personaggi;
  • Museo della Ceramica, ospitato nell'ex convento francescano di Santa Maria di Costantinopoli, dove si possono ammirare  numerose opere dall'alto medioevo ai giorni nostri.

Cosa mangiare: i piatti della ricca cucina castellana vanno ricordati i maltagliati con le voliche (una verdura che cresce oltre i 2000 m),le mazzarelle (involtini di lattuga e interiora di agnello). I dolci tradizionali sono li cellitte de Sant’Andonie (biscotti con marmellata e mandorle tritate) per la festa di Sant’Antonio Abate e, a Natale, li caggiunitte (ravioli fritti ripieni di un impasto di farina di castagne o di ceci, con mandorle tostate e cioccolato)

Castelli  è uno dei Borghi più belli d'Italia 

https://www.comune.castelli.te.it/

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Castelli(TE)-Italy.jpg

Foto di Gaetanogambilonghi [CC BY-SA (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)]

(AMM11/12/2019)

Provincia: Teramo

CAP: 64041

Altitudine: 500

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.4930588, 13.7173325

Il complesso si può datare intorno a quella che viene chiamata "rinascita Francescana". Il chiostro è circondato da 12 arcate a tutto sesto sostenuto da otto colonne. Lo splendido ciclo di affreschi di ignoto autore, datati 1712, illustra la vita di Maria in 21 grandi lunettoni. Tra questi si aprono 38 medaglioni, molto ormai illeggibili, con effigi di santi.

Ospitato nell'ex convento francescano di Santa Maria di Costantinopoli, il museo raccoglie numerose opere dall'alto medioevo ai giorni nostri, donate soprattutto dai cittadini di Castelli. I meravigliosi oggetti esposti nelle antiche sale appartengono ad artisti provenienti da alcune celebri famiglie come quella dei Grue, dei Gentili, dei Cappelletti e dei Fuina.

La chiesetta campestre di San Donato è situata a circa un chilometro dal borgo di Castelli. La chiesa castellana di San Donato è un unicum nell’ambito del patrimonio ceramico italiano.

Il "Presepe monumentale" come ormai viene comunemente chiamato questo complesso scultoreo entrato a buon diritto nella storia della ceramica castellana, è esposto ed è visitabile in appositi locali presso l'Istituto Statale d'Arte "F.A.Grue" di Castelli.

La chiesa di San Giovanni ad Insulam ,costruita agli inizi del XII secolo e poi modificata alla fine del XIII secolo. è uno dei più importanti edifici religiosi dell'architettura romanica abruzzese. La chiesa è anche conosciuta come San Giovanni al Mavone dall'omonimo fiume su cui essa si trova.

Conosciuto anche come Eremo di Fra’ Nicola, ha un aspetto modesto e non mostra il carattere sacro della costruzione. La minuscola chiesetta, costruita dall'ultimo Eremita del Gran Sasso che vi trascorreva le sue giornate in meditazione, è quasi incastonata nella roccia, appoggiata a una parete che si eleva poco oltre la frazione di Pretara, lungo il torrente Ruzzo.

La fondazione del Convento secondo la leggenda sarebbe legata alla presenza di San Francesco; per secoli fu affidato ai conventuali che dovettero abbandonarlo dopo la soppressione degli ordini religiosi da parte dei francesi. Nel 1847 fu affidato ai padri Passionisti.