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Cece di Navelli (Presidio Slow Food)

Il prodotto: i ceci di Navelli (Aq) si caratterizzano per le piccole dimensioni e l'alto valore proteico.

Si presentano di color crema e dalla superficie liscia, ma alcuni produttori conservano anche una seconda tipologia, ancora più piccola e di colore rosso ruggine, con superficie grinzosa. I ceci rossi hanno una buccia più dura di quelli bianchi, sono più farinosi, hanno un sapore più intenso e necessitano di una cottura più lunga. Rispetto ai ceci comuni, il cece di Navelli ha un alto tenore proteico a scapito del contenuto di carboidrati e lipidi.

Come si prepara: la semina si effettua tra marzo e aprile, la raccolta in estate. Le piante vengono divelte e riunite in “mannelli” che asciugheranno nei campi. Nelle coltivazioni più estese la raccolta è fatta meccanicamente. La sgranatura è sempre fatta a mano. Le coltivazioni si trovano tra i 700 e 800 metri s.l.m, su terreni aridi, leggeri, talvolta pietrosi.

Dove si produce: Piana di Navelli (Aq).

Come gustarlo: I ceci rossi hanno una buccia più dura rispetto a quelli bianchi, quindi necessitano di tempi di cottura più lunghi; sono più farinosi, hanno un sapore più intenso e sono particolarmente adatti alla preparazione di zuppe. I ceci sono abitualmente cotti con la pasta (gnocchetti e ceci, sagnette e ceci) o ridotti in farina per farne la fracchiata, una polenta di farine di vari legumi e cereali. I ceci arrostiti in una pentola con vino erano un piatto proposto nei momenti conviviali, nelle cantine e durante le festività religiose. I ceci bolliti, schiacciati e mescolati con il miele, mosto cotto, buccia d'arancia, cannella  sono la farcitura dei tipici dolcetti natalizi chiamati calcionetti, così come il piatto di rito che apre il cenone della Vigilia di Natale è la zuppa di ceci e castagne.

Eventi: Sagra dei Ceci e dello Zafferano a Navelli in Agosto.

Curiosità: sembra che i ceci siano stati incollati al tavolato ligneo che sorregge il Trigramma (trascrizione latina del nome greco di Gesù, IHS o JJS) presente nella Basilica di San Bernardino all'Aquila e utilizzati dorati e stuccati per creare effetti di luce.

Storia: La coltivazione di questo legume ha una lunga tradizione, sicuramente molto radicata nel periodo medievale.

Fa parte di: Presidio Slow Food, Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT)

L.T. 11-05-2020

 

42.2359938, 13.7284432