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Peperone dolce di Altino (Presidio Slow Food)

Il prodotto: si tratta di un piccolo peperone a corno di colore rosso intenso, detto anche “a cocce capammonte” (a testa all’insù) perché i frutti si sviluppano verso l’alto.

Come si prepara:una volta raccolti sono infilzati con ago e spago, così da creare una lunga collana chiamata “crollo”. Si lasciano essiccare all’aria per diversi giorni, quindi si fanno tostare in forno. I peperoni secchi e tostati, dal caratteristico sapore dolce, sono poi macinati a grana grossa o polverizzati in antichi mortai detti “piloni”.

Dove si produce: Comuni di Altino, Archi, Perano, Roccascalegna, Casoli, Sant’Eusanio del Sangro ed Atessa nel territorio della provincia di Chieti

Come gustarlo: la polvere viene usata per il condimento della pasta o per la preparazione di insaccati come la ventricina del vastese. I peperoni essiccati possono anche essere passati velocemente in olio bollente per essere sbriciolati o consumati interi in primi piatti, baccalà, carne di maiale e verdure, come nella tipica “pizz e ffojje”. La polvere può anche essere usata nella pasta e nel pane fatti in casa, dando all’impasto un vivo colore rosso.

Eventi: Festival del Peperone dolce di Altino (Ch) in agosto. 

Storia: l’origine di questo peperone deriva probabilmente dall’introduzione della paprika da parte di popolazioni slave stabilitesi nella provincia di Chieti nel XV secolo. 
 

Fa parte di: Presidio Slow Food

L.T. .3-06-2020

42.1024175, 14.3325721