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Pettorano sul Gizio

Dove si trova: Pettorano sul Gizio (Aq) si trova all’interno dell’Area Protetta del Monte Genzana Alto Gizio.

Perchè vistarlo: tra il verde dei boschi e le alture morbide delle montagne che lo custodiscono come un gioiello da proteggere, Pettorano sul Gizio sorge in mezzo a un paesaggio di grande bellezza, dai colori e dalle atmosfere tipiche dell’Abruzzo interno. Particolare è la storia del suo centro più antico: devastato dal terremoto del 1706, fu interamente ricostruito e infatti le sue architetture sono di stampo settecentesco. Resta, del periodo medievale, il maestoso Castello Cantelmo, che in passato era uno dei presidi più importanti della zona, dal quale è possibile godere di uno dei panorami più spettacolari d'Abruzzo. Tra fine e dicembre e inizi gennaio ospita la Sagra della Polenta Rognosa, piatto tipico del borgo.

Cosa vedere:

  • Chiesa di S.Margherita d'Antiochia: è sita nell'ampia Valle di Frevana, presso una sorgente d'acqua che va ad arricchire il Gizio. La Chiesa fu fondata dall'antica castellana Margherita da Corbano, agli inizi del 1300. Non stupisce l'esistenza di una cella eremitica poichè  il luogo ha tutte le caratteristiche del sacro: rocce, acque e una natura originaria. L'importanza del Santuario è un  retaggio dell'antico rito del "passar acqua", propiziatore della fertilità.
  • Chiesa di S. Dionisio:  Interessante una porta in pietra, traslata dal Convento del Carmine con raffigurazioni di elementi naturali. All'interno conserva un Crocifisso quattrocentesco e una bella statua in legno della Madonna della Neve con Bambino, probabilmente del '600;
  • Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio era uno dei presidi strategicamente più importanti della Valle Peligna, protagonista delle vicende degli Hohenstaufen, e certamente uno dei fortilizi più interessanti del territorio, anche fuori dai confini regionali. Dall'impianto irregolare del Castello emerge l'imponente torre centrale di avvistamento  successivamente circondato da una robusta cinta muraria. Attualmente è sede del centro visite della Riserva Monte Genzana Alto Gizio ed ospita mostre temporanee;
  • Palazzo Ducale: in origine dimora dei Cantelmo conserva ancora il suo fascino. L'edificio, dalle severe linee architettoniche, è formato da tre corpi rettangolari uniti ad "U". Attraverso un passaggio dalla volta a botte si accede al cortile, oggi divenuto Piazza Zannelli, dove si conserva una bella fontana, con motivi vegetali, a due bacini posta da Fabrizio II Cantelmo, come ricorda l'iscrizione del XVII secolo. Il lato occidentale della piazza si affaccia sulla natura selvaggia della Valle del Gizio;
  • Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio: ha grande importanza in quanto si pone come corridoio di collegamento per gli scambi faunistici tra il Parco Nazionale d'Abruzzo e il Parco Nazionale della Majella. Ha un'estensione di 3164 ettari e ricade interamente nel territorio del Comune di Pettorano sul Gizio. Questa vasta area  ha una particolarità che ne fa un caso unico nel panorama complessivo delle aree protette: la presenza del nucleo storico dell'abitato di Pettorano all'interno dell'area tutelata. Nella Riserva sono presenti quasi tutti i mammiferi della fauna appenninica con due delle specie indicate di interesse comunitario: l'orso e il lupo. Il suo territorio, è costituito da ambienti naturali assai diversi che custodiscono un elevato patrimonio floristico e faunistico

Cosa mangiare: la polenta rognosa cotta nel paiolo di rame e tagliata a fette con un filo, i mugnoli e cazzarielli, gnocchetti lavorati con farina e acqua e conditi con verdura.

Fa parte di: I borghi più belli d'Italia.

Sito web

immagine di Pietro / CC BY-SA
L.T.-24/04/2020

Provincia: L'Aquila

CAP: 67034

Prefisso: 0864

Altitudine: 656

POSIZIONE GEOGRAFICA

41.9756728, 13.9586133

 La Chiesa di S.Margherita d'Antiochia è sita nell'ampia Valle di Frevana, presso una sorgente d'acqua che va ad arricchire il Gizio. La Chiesa fu fondata dall'antica castellana Margherita da Corbano, agli inizi del 1300 e fu più volte rimaneggiata a causa di alluvioni, l'ultima delle quali risale al 1835.

E' la Porta che dava accesso ai mulini fatti costruire dai Cantelmo lungo il fiume Gizio.Era anche l'accesso che conduceva alla sottostante area della fonderia del rame. Da essa attualmente si accede al parco di archeologia industriale, zona suggestiva anche da un punto di vista naturalistico.

Ubicata nei pressi dell'omonima chiesa, conserva ancora sulla sinistra una torretta di difesa. Al di sopra dell'arco ? possibile osservare un affresco del XVII secolo raffigurante Santa Margherita, patrona di Pettorano sul Gizio, che sorregge il paese con la mano sinistra.

Chiamata con il nome della Santa protettrice, d? accesso alla strada che conduce all'omonima chiesa rurale. E' denominata anche Porta delle Frascare, in quanto veniva utilizzata dai taglialegna per i loro lavori.

Nel sistema delle aree protette della regione Abruzzo, la Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio ha grande importanza in quanto si pone come corridoio di collegamento per gli scambi faunistici tra il Parco Nazionale d'Abruzzo e il Parco Nazionale della Majella. Istituita con Legge Regionale n.

Il Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio era uno dei presidi strategicamente più importanti della Valle Peligna, protagonista delle vicende degli Hohenstaufen, e certamente uno dei fortilizi più interessanti del territorio, anche fuori dai confini regionali.

Si trova sul Piano delle Cinque Miglia a circa 1300 m. Fatta erigere da Carlo d'Angiò, presenta un bel portale e delle finestre di tipo tardo-gotico. All'interno, una statua in terracotta della Vergine risalente al XV secolo e affreschi del XVI secolo che rappresentano scene della vita di Cristo e della Madonna.