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Sant'Eufemia a Maiella

Dove si trova: Sant'Eufemia a Maiella (PE) è un antico borgo posto tra la Majella e il Monte Morrone, sul versante nord del Parco nazionale della Majella.

Perché visitarlo: Circondato da montagne bellissime è un luogo adatto a vacanze tranquille in un sano ed affascinante ambiente naturale. Risorse principali: agricoltura, pastorizia, turismo. Le sue origini risalgono al XIV secolo come agglomerato di case pastorali. Il borgo fu feudo della famiglia Colonna, e conservò fino al ‘900 uno stile di vita pastorale.

Cosa vedere:

  • Chiesa di San Bartolomeo: eretta nel XV secolo in stile neo-romanico, possiede un tabernacolo in legno del Seicento costruito dai Cappuccini, decorato con colonne tortili e immagini dorate di angeli e dei santi protettori del paese.
  • Borgo Roccacaramanico: si trova vicino al paese, sito nel colle montuoso più in alto nella valle dell'Orta e vanta origini medievali;
  • Riserva Naturale Orientata Lama Bianca, un'area naturale protetta che occupa una superficie di 1.300 ettari, confinante con la riserva naturale Valle dell'Orfento.Nella Riserva sono presenti il lupo appenninico, il capriolo e il camoscio d'Abruzzo e diversi esemplari di orso bruno marsicano. Più di cento sono le specie di uccelli. Ricca di faggete e mughete offre al di sopra dei 2000 metri la possibilità di incontrare la Genziana e le Stelle Alpine dell'Appennino. Nella Riserva sono previsti percorsi per i portatori di handicap.
  • Museo Etnografico "Diana e Tamara" che raccoglie circa 550 oggetti: oggetti e scritti del brigantaggio; dell'artigianato (calzolaio, arrotino, fornaio, falegname, ramaio, boscaiolo, muratore ecc); della pastorizia; dell'agricoltura; della cucina; della religiosità tradizionale; dell'artigianato artistico; recipienti; biblioteca con documenti manoscritti; nastroteca.

Cosa mangiare: scamorze, ricotta, caciocavallo, pecorini, caprini e formaggi di mucca, pizza e orapi, pappardelle al sugo di cinghiale, pecora alla callara.

Sito web

LT: 17/02/2020
immagine di Chris Ford  - (CC BY-NC 2.0)

Provincia: Pescara

CAP: 65020

Prefisso: 085

Altitudine: 870m

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.1256541, 14.0264477

Il museo, vecchia idea dell'Associazione Roccacaramanico sorta nel 1981 con lo scopo primario di restituire vita all'antico borgo spopolato dalla totale emigrazione degli abitanti e destinato alla completa rovina, è intestato alle ragazze di Albignasego e Saonara (PD), Diana Olivetti e Tamara Gobbo, che trascorrevano le vacanze in un vicino agricampeggio e che

Impianto medievale costituito da resti di case-mura, antiche porte e suggestivi intrecci di vicoli lungo tutto l'abitato, che si arricchisce di alcuni imponenti palazzi signorili sorti in epoca rinascimentale. Qui l´Abbazia di S. Maria Maggiore e la Chiesa di S. Nicola (XI e XIV sec. - attualmente chiuse) sono le maggiori espressioni del culto cristiano.

La chiesa di Santa Maria Maggiore (o S. Maria Assunta) rivela caratteri romanico-gotici del XV sec., è a pianta rettangolare con abiside rettilinea, tutta in pietra locale.La parete terminale, sulla via principale,è arricchita da ornamenti scultorei di vario tipo; fu manomessa nel XV sec.; si nota una cornice sagomata, gotica, con statue a tutto tondo di fattura quattrocentesca.

Alla fine del ´500 altri interventi interessarono l´edificio: la lapide che sormonta il portale centrale ci informa infatti che l´Arcivescovo Matteo Sammiati lo consacrò nel 1592.

Alla fine del ´500 altri interventi interessarono l´edificio: la lapide che sormonta il portale centrale ci informa infatti che l´Arcivescovo Matteo Sammiati lo consacrò nel 1592.

Il Fiume Orfento conferisce il nome allo splendido vallone che dalle vette principali del Massiccio della Majella scende fino all'abitato di Caramanico Terme; l'acqua ha scavato, nel corso di milioni di anni, una stretta forra oggi ricoperta da una fitta vegetazione riparia su cui spiccano i salici, le felci ed i muschi.

Alla fine del ´500 altri interventi interessarono l´edificio: la lapide che sormonta il portale centrale ci informa infatti che l´Arcivescovo Matteo Sammiati lo consacrò nel 1592.

Alla fine del ´500 altri interventi interessarono l´edificio: la lapide che sormonta il portale centrale ci informa infatti che l´Arcivescovo Matteo Sammiati lo consacrò nel 1592.

Descrizione: l' Eremo celestiniano di San Giovanni all'Orfento è uno dei più isolati e suggestivi della Majella.

Si trova nel Parco nazionale della Majella a 1227 m slm, nella Riserva naturale della Valle dell'Orfento