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Abruzzo slow: la Via del sale nella Valle del Fino

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Ci dev’essere qualcosa di stranamente sacro nel sale. Lo ritroviamo nelle nostre lacrime e nel mare. (Kahlil Gibran – Sabbia e spuma, 1926)

La Via ad salinas abruzzese interessa le province di Pescara, Teramo e L’Aquila, un'esperienza di immersione nel patrimonio storico, culturale, enogastronomico, artigianale e paesaggistico dei territori.

Le vie del sale erano gli antichi percorsi e rotte di navigazione utilizzati dai mercanti per portare le merci fino al al mare e recuperare il sale, allora prezioso per la salagione degli alimenti come formaggio e di insaccati, carne, del pesce, olive e per attività artigianali come la concia delle pelli e la tintura. Il sale veniva reperito in cambio prodotti della fascia montana, pedemontana e collinare come lana, formaggi, grano, legumi, vino o pelli conciate. Il sale era di importanza fondamentale tanto che nell'antica Roma spesso era una componente dello stipendio che non non a caso spesso continua ad essere citato come "salario".

Le origini della antichissima Via ad salinas, rotta commerciale  percorsa da Piceni, Pretuzi e soprattutto Vestini, sembra risalgano alle migrazioni dell'antica tribù dei “Pelasgi” che “giunsero in Italia dalla Tessaglia sette generazioni prima della guerra di Troia e alle fatiche dei Sabini/Piceni per ovviare agli accidentati percorsi su mulattiere a dorso dei muli fino a quando Carlo Magno, assegnò feudi imperiali a famiglie a lui fedeli garantendo loro passaggi sicuri verso il mare. Dall'Appennino abruzzesi i mercanti attraverso la via ad salinas giungevano al mare incrociando la via della transumanza dell'Altopiano di Campo Imperatore, dove pastori e mercanti si incontravano per i loro scambi commerciali.

La “Via ad Salinas” fu d'importanza fondamentale per il commercio e l'approvvigionamento del sale tra le aree geografiche interne e il mare, le impervie vie del Gran Sasso e la costa.  Le saline si trovavano a Città Sant'Angelo,alla foce del fiume “Saline”. Le vasche, utilizzate per il ciclo d’estrazione del sale dalle acque marine, erano dislocate tra la foce del Piomba (Matrinus) e quella del Saline (Salinum flumen); nell’antichità il prezioso prodotto di questi impianti – decantati da Plinio e segnati nella Tabula Peuntigeriana – giungeva a Roma attraverso un diverticolo che s’immetteva nella via consolare Salaria.

Il percorso complessivo in 16 tappe parte da Pineto, arriva alla Riserva dei Calanchi di Atri,  attraversa la Riserva naturale di Castel Cerreto, il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, la Riserva naturale del Lago di Penne, arriva all’Aquila e si snoda fino al Tirreno.

Sabato 3 luglio, a Castilenti, alle ore 17.30, presso il Convento di Santa Maria di Monte Oliveto, sarà presentato il libro sulle Vie del Sale ed illustrati i percorsi disponibili nella Valle del Fino (Te) che interesseranno i Comuni di Castilenti, Bisenti, Atri e Castiglione Messer Raimondo.

L. Toppeta 01-07-2021

imm: Sean Perry, Abruzzo Sunrise, (CC BY-NC-ND 2.0)