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Affreschi di inestimabile valore: Santa Maria in Piano

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"Carlo venne in Italia e, per ammenda, vittima fé di Curradino; e poi ripinse al ciel Tommaso, per ammenda" (Dante Alighieri, La Divina Commedia, Canto ventesimo, Purgatorio) 

La morte di San Tommaso d'Acquino, appartenente a una nobile famiglia schierata con gli Hohenstaufen, nemici del re di Napoli, fu descritta come "omicidio politico" da Dante che accusa Carlo d’Angiò di esserne stato il mandante,

La chiesa abbaziale di Santa Maria in Piano si erge a poca distanza dal centro di Loreto Aprutino. È il monumento più importante di Loreto Aprutino e tra i più interessanti d’Abruzzo. Senza trascurare la bellezza architettonica della chiesa, il vero tesoro è rappresentato dal ciclo di affreschi al suo interno di inestimabile valore che per la loro unicità le hanno meritato il titolo di ‘Monumento Nazionale per il particolare Giudizio Universale ad opera di un ignoto artista che ha il merito di aver precorso i tempi introducendo elementi di religione islamica nella tradizione cristiana e il ciclo su San Tommaso d'Aquino, ammantato di mistero nella raffigurazione della sua deposizione nella quale una colorazione insolita della pelle fa pensare ad una morte per avvelenamento.

Servizio TGR Abruzzo sulla riapertura e la storia di Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino

Le origini dell'abbazia vengono fatte risalire al V secolo, anche se la prima notizia certa della sua esistenza viene fornita nell’864. Diverse sono le tesi circa la sua fondazione originaria, secondo alcuni studiosi la chiesa sarebbe sorta sui resti di un tempio pagano dedicato al dio bifronte Giano, secondo altri tale tempio sarebbe da riferirsi alla dea Diana, ma la versione più attendibile sembrerebbe la più semplice e cioè che la chiesa fosse sorta su di un pianoro, da cui la denominazione di Santa Maria in Piano.

La prima notizia sull'edificio risale all'864, quando risultava tra i beni concessi in usufrutto dall'abate Bertario di Montecassino a Suabilo, gastaldo dei Marsi. A lungo contesa fra il monastero benedettino di S. Bartolomeo a Carpineto della Nora e l'abate di S. Pietro, fu più volte tolta e ridonata all'abbazia di S. Bartolomeo che vantò sempre diritti sulla chiesa. La chiesa, forse più conosciuta per l'importante ciclo di affreschi quattrocenteschi in essa contenuto  risulta comunque interessante per il suo singolare organismo architettonico.

Incendiata nel 1168, fu ricostruita intorno al 1280 e nuovamente rimaneggiata nel 1558-60 per volere dell'abate Giovanni Battista Umbriani di Capua. L'aspetto attuale può comunque essere inserito nel gruppo di quelle costruzioni che nella seconda metà del XIV secolo sorsero sull'impronta delle chiese borgognone.

La struttura è costituita da un corpo longitudinale ad unica navata suddivisa da arconi ogivali che creano un affascinante effetto scenico d'insieme; la tipologia è quella  presente anche in altri esempi dell'edilizia monastica del XIII e XIV secolo.  L'originale impostazione ottagonale è stata posta in relazione con quella della più articolata abside di Santa Maria Maggiore a Lanciano.

Un'importante opera di restauro guidata dalla Soprintendenza che dispone di un fondo di 1.073.000 stanziato dal MIBAC, permetterà presto di tornare a visitare un'abbazia di straordinaria imponenza.

L. Toppeta 10-05-2021

42.4271676, 13.9881955