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Lola Di Stefano

“Andrà tutto bene”... l'amore secondo Lola

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La tua risata, come il suono di uno scontro di stelle, come il fruscio di una scolaresca di bambini all’uscita di scuola (Fabrizio Caramagna)

Sarà presentato domani a Raiano (Aq) il libro  Sulle tracce di Lola. Voci, storie e vite intorno a Lola Di Stefano’. 

Un libro che racconta di un sacrificio che si è trasmutato in radice e motrice della rinascita di un territorio che oggi, anche grazie al sacrificio di Lola Di Stefano, ha fatto della salvaguardia ambientale la sua bandiera, dove scorre il fiume più bello e pulito d’Italia ed uno dei più puliti in Europa, completamente immersa nel verde, meta perfetta per chi ama l’avventura, l’escursionismo, ma soprattutto per chi desidera il contatto con la natura circostante incontaminata.

Il libro è una raccolta di testimonianze che dal 2014  Amedea e Lola Di Stefano, nipoti della maestra Lola, hanno cercato con passione e devozione tra quanti conobbero l'eroina di Bussi sul Tirino quando i suoni delle sirene scandivano la vita del paese, un libro  "a più voci per ricordare una persona cara alla nostra
famiglia, al nostro territorio, a chi ha conosciuto la sua storia. La memoria di Lola appartiene a tutt
i"

Lola aveva voluto fortemente terminare gli studi per realizzare il suo sogno di diventare maestra. Il nubilato e la mancanza di figli rendevano ancora più forte il legame con i suoi ragazzi ai quali si dedicava ogni giorno.

Il 19 gennaio 1954 Lola Di Stefano, di Amedeo e di Concetta Lagatta, nata a Bussi il primo giugno 1920, stava impartendo la quotidiana lezione ai bambini della scuola comunale di Bussi quando una sirena alle 9.30 circa annuncio' un tragico incidente che aveva portato alla fuoriuscita di 4 tonnellate di cloro da una cisterna creando una nube tossica che aveva avvolto l’intera zona. La maestra Lola coprì le bocche di tutti i suoi alunni, li condusse all'esterno, li soccorse, proteggendoli con tutta la sua forza, li condusse sul pulmino tempestivamente inviato dall’azienda che li trasportò al sicuro a Capestrano, luogo più alto della Valle del Tirino. Decine di volte rientrò nella scuola, incurante del pericolo al quale si sottoponeva, portando fuori i bambini a coppie finchè terminato il suo compito svenne. Il prezzo della sua dedizione fu la sua stessa vita: le esalazioni di cloro compromisero i suoi polmoni. Ricoverata all’ospedale della Santissima Annunziata di Sulmona, morì il 29 gennaio 1954 a soli 34 anni.

Il suo gesto eroico le valse la benemerenza di I^ classe del Ministero della Pubblica Istruzione e la medaglia d’Oro al Valor Civile. A lei fu dedicata la scuola elementare, oggi primaria, di Bussi e nel 1963 le fu intitolata la scuola di Sulmona in viale Roosevelt e una scuola nella capitale. Dal 2018 una statua davanti alla scuola di Bussi ricorda a tutti il suo eroico gesto.

Oltre alle autrici, a raccontare la vicenda di Lola e a confrontarsi sulle reali opportunità di sviluppo dei territori, saranno presenti Marcello Sacerdote e  Icks Borea,  attori, Raffaele Spadano, Montagne in Movimento Gagliano Aterno e Vurinc, musicista

347 957 3925

info.cittadelsole@gmail.com

L.Toppeta 05-11-2021