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Barocco sublime: l'Oratorio di Santa Maria della Croce

"Quanto di più perfetto ha il barocco italiano in fatto di architettura, di pittura e di intagli" .

L'Oratorio di S. Maria della Croce, costruito secondo lo schema tipico delle chiese rurali edificate lungo i tratturi, si trova sul pendio di un colle da cui si può ammirare la maestosità della Maiella, a circa due km dal centro abitato di Pietranico e dalla chiesa di S. Maria delle Grazie di Alanno a cui si associa per le origini e per affinità artistiche. Si tratta di un importante complesso architettonico dichiarato, nel 1950, di rilevante interesse storico-artistico. "Quanto di più perfetto ha il barocco italiano in fatto di architettura, di pittura e di intagli" scriveva lo storico dell'arte Vincenzo Balzano. In contrasto con la semplicità esterna della facciata sobria ed essenziale, costituita da grossi blocchi di pietra lavorati, è la ricchezza decorativa dell'interno che costituisce, per quantità e qualità, un unicum in tutto l'Abruzzo. Stucchi, pitture murali e tele coprono ogni centimetro dello spazio interno creando effetti di luminosità e gioiosità grazie alla prevalenza del colore bianco e oro. La navata e le cappelle laterali sono infatti ornate da un trionfo di stucchi e decorazioni che contengono ben 55 scene e ritratti, suddivisi in tre cicli pittorici, dovuti alla mano di altrettanti diversi autori. Nella navata centrale sono rappresentate 18 scene della Passione di Cristo ad opera probabilmente di  un pittore napoletano, conoscitore di Caravaggio e dei caravaggeschi, che usa uno stile decisamente barocco.

Storie e leggende: all'interno, sopra l'ingresso è riportata un'iscrizione: "A di venticinque marzo 1613, giorno di lunedì festività della Santissima Annunciatione della Santissima Sempre Vergine Maria apparse con veste bianca stellata a Domenico del Biondo della Terra di Pietranico nella Contrada de"

L'iscrizione  narra di un'apparizione, avvenuta nel 1613, della Vergine Maria, in veste bianca stellata, ad un tale Domenico del Biondo nella contrada della Croce con indicazione di ricostruire la cappella già esistente. Esisteva già allora in quella contrada una piccola cappella agreste, detta in linguaggio popolare "cona", dedicata alla Madonna. In seguito a questo evento miracoloso la chiesetta venne ingrandita come testimonia la data, 1618, scolpita sull'attuale facciata.

Ogni anno centinaia di devoti celebrano il terzo giorno di maggio la Madonna della Croce. Nei nove giorni che precedono la festa, per tutte le sere, durante la celebrazione della "novena" i fedeli accendono dei piccoli fuochi in onore della Vergine.
La sera della vigilia, dopo le funzioni liturgiche, la statua della Madonna esce dalla chiesa parrocchiale per essere portata in processione per il paese.
Lungo il percorso i devoti accendono centinaia di grandi falò di ginepri, detti i "favure", dentro il paese e ai suoi confini, così che l’intera area sembra essere in fiamme mentre la statua della Madonna del 1600 sfila attraverso di essa. Il rito rievoca la propagazione di un incendio miracoloso provocato dalla Vergine Maria per proteggere il paese da un’azione di brigantaggio quando, nel marzo del 1675,  un’orda predatrice di disertori militari saccheggiò la città.
La mattina del giorno 3, invece, la Madonna, con la banda musicale, va in processione fino all’oratorio a lei titolato (dove anticamente risiedeva), per ritornare, dopo la messa, in paese.

Video Oratorio

Video Processione Rai

(L.T. 12-05-2020)

ph: Pietro cc-by-sa

 

42.2799354, 13.9201994