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Borghi dimenticati d'Abruzzo: tesori da riscoprire

"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. (La luna e i falò, Cesare Pavese)


Buonanotte, Morino vecchio, Altovia, Albe Vecchia, Frattura, Frunti, Lecce dei Marsi, Serra, Acquaratola, Stivigliano, Vallenquina, Valle Pezzata,  Salle Vecchia, Valloni, Collegrato , Valle Castellana, Corelli,  Valle Piola, Gessopalena, Sperone, Faraone, Forno, Frunti, Laturo, Tavolero, Martese, Masseri, Piano Maggiore, Pomarolo, Castiglione della valle, Torre di Sperone, Casagreca, Morrea... sono solo alcuni dei borghi abbandonati d'Abruzzo, custodi di storia, cultura, arte... tutta da riscoprire.

La vita è fatta di cicli, di eterni ritorni e oltre le mura coperte di edere comincia a rinascere la vita, linfa e progetto per un futuro consapevole che ha bisogno di radici e di passato. Come volute rampicanti, idee e desideri nascono nei piccoli tesori dimenticati d'Abruzzo.

Del 2016 è il libro di Ezio Colanzi, che si definisce "cicloeremista" poichè il suo viaggio in mtb “ ha avuto luogo sulle alture dell’Italia Centrale, in Abruzzo. Posso dire di aver visitato montagne accoglienti anche se introverse, come bisognasse restare giorni per conoscerle appena, cercando gli ultimi abitanti o i posti più segreti. Perciò più che risalire le quote mi è spesso sembrato di entrare in una profondità... [...]  Sono partito con l’intento di osservare l’ambiente che riprende quello che l’uomo lascia e come alberi e fiori coprono i vecchi muri. Eppure è stato essenziale incontrare la gente delle montagne, persone che nelle strette di mano mettono una forza speciale e spontanea che somiglia alla spinta dei torrenti. E ce ne vuole per ricambiarla e per far capire che non sei lì soltanto perché hai un viaggio in bicicletta per la testa(Ezio Colanzi, Dove tornarno le nuvole bianche, viaggio nell'Abruzzo abbandonato)

Un evento di valenza nazionale torna a dar vita al Borgo di Buonanotte (Ch),  anticamente "Malanotte", probabilmente a seguito di una triste vicenda di guerra, abbandonato negli anni Settanta per il nuovo centro di Montebello sul Sangro. Il progetto artistico Buonanotte Contemporanea” finanziato dalla Regione Abruzzo, inserito nel “Masterplan – Patto per il Sud” -“Completamento interventi di recupero edilizia storica comuni colline provincia di Chieti” inaugurato lo scorso 3 settembre prevede un percorso lungimirante aperto a eventi collaterali, come cammini ciclo-pedonali e interventi che attraversano bosco e Borgo che riguarderanno arte, natura, cultura, tradizione.

Non mancano negli ultimi anni interventi di "urban exploration" o "esplorazione urbana" indicata come "infiltrazione" o speleologia urbana" o "arrampicata urbana", a seconda dei luoghi visitati, come palazzi abbandonati, tunnel, sotterranei, conventi, chiese, che col tempo è divenuta sempre più un'attività volta a segnalare le meraviglie nascoste dei luoghi abbandonati diffondendone la preziosità attraverso immagini e video documentari. Le sue origini vengono fatte risalire al 3 novembre 1793, quando un leggendario "esploratore" delle Catacombe di Parigi, Philibert Aspairt, divenne celebre per la sua morte prematura in quella vasta rete di gallerie sotterranee in cui si era smarrito.  Da allora quel luogo e le Catacombe in generale, nonostante il divieto di accedervi senza autorizzazione, sono frequentate soprattutto dai cosiddetti cataphiles ("amanti delle Catacombe"), che ne hanno fatto un enorme spazio di incontri e socializzazione.

Pionere della rinascita dei borghi abruzzesi è stato Daniele Kihlgren, modello imprenditoriale per il recupero dell’antico borgo disabitato di Santo Stefano di Sessanio che nella sua biografia così racconta "sono salito in moto e ho vagato. Ho visto il borgo di Santo Stefano da lontano e ne sono rimasto folgorato". A Santo Stefano di Sessanio,  borgo mediceo che nel corso di un secolo è passato da 1400 a un centinaio di abitanti, Daniele ha restituito la vecchia anima, creando l’albergo diffuso Sextantio. La pietra è rimasta integra, le case e gli alloggi ristrutturati con i tetti in legno, consolidati con le catene, senza usare il cemento armato, risanati e impreziositi da mobili d’epoca e biancheria lavorata con le antiche tecniche di tessitura, il recupero di antiche colture, di sementi secolari, per accogliere gli ospiti che oggi provengono da ogni parte del mondo.

Il recupero dei borghi abbandonati è tappa fondamentale nello sviluppo del Turismo lento in terra d'Abruzzo, attraverso il recupero di esperienze dal vissuto di un tempo, fatto di piccoli autentici gesti, riti e tradizioni, piatti semplici dal gusto spettacolare, sedie impagliate, preziosi tessuti, pietra e natura e, soprattutto, dalla comunità che accoglie, trasforma, rende partecipi e propositivi i viaggiatori in cerca di turismo green e slow autentico trasformativo.

L.Toppeta 23-09-2020

foto  Borgo di Buonanotte di Daniele Trotta

 

 

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