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Borrello

Borrello è storicamente ricordato come civitas burrelli, nato intorno all'anno mille su una località in cui erano presenti i resti di un più remoto luogo abitato. La zona in cui si trova è ai confini dell'antico sannio pentro, vecchia nazione dei monti d'abruzzo, che prima di soccombere agli antichi romani, dette loro filo da torcere.
Dopo la caduta dell'impero romano d'occidente nel 476 d.c., qui scesero anche i barbari, goti e ostrogoti e più tardi i longobardi. Fu allora che sopraggiunse la potente famiglia dei Borrello, fondatori di civitas burrelli. Il loro capostipite, detto il franciso, era sceso in italia dalla francia e tra i suoi discendenti ebbe Borrello I, i cui figli sono ricordati come "i figli di borrello". Essi riuscirono a crearsi un vero regno, chiamato terra burrellensis o terra burrellesca.
Durante l'ultima guerra mondiale, il paese fu completamente raso al suolo dai guastatori e dalle SS tedeschi. La popolazione soffrì molto, ma dopo aver pianto i suoi 44 morti, dimostro' incredibile forza d'animo e Borrello risorse celermente più bello di prima. Ha due chiese, le uniche sopravvissute: la Chiesa madre dedicata a Sant'Egidio Abate e quella di Sant'Antonio da Padova meno antica, ma costruita comunque, intorno al 1500 su un eremo già esistente nel XV secolo. I posti più belli di Borrello dal punto di vista naturalistico, sono la cosidetta Porta Saraceni costituita da roccia viva a strapiombo sulle rupi che si affacciano sulla valle del fiume Sangro, e le ormai famose cascate del verde, suo affluente. Le cascate, che si trovano a poche centinaia di metri dall'abitato, si sviluppano per oltre 200 metri in tre salti. Sono state poste sotto la protezione del fondo mondiale per la natura (WWF). In due ampie sale del municipio (l'antico palazzo baronale) e' stato allestito il museo civico dedicato alle memorie contadine.

Info http://www.comune.borrello.ch.it/

Provincia: Chieti

CAP: 66040

Prefisso: 0872

Altitudine: 804

POSIZIONE GEOGRAFICA

41.9178679, 14.3046883

Le cascate naturali del  Verde, articolate in tre salti consecutivi di circa 200 metri, sono di grande rilevanza scientifica, sia per la posizione che per il microclima esistente. Sono le cascate naturali più alte dell'Appennino, seconde in Italia e tra le più alte in Europa. Vengono alimentate da acque perenni, anche se variabili nella portata durante l'anno.