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Castello di Musellaro - Bolognano (Pe)

Descrizione: nella parte vecchia di Musellaro sorge l'antico borgo fortificato di case-mura, il cui nucleo è costituito dal Palazzo Baronale, detto Castello di Musellaro.

Il castello è composto da tre corpi di fabbrica con destinazioni d'uso diverse. Sul versante occidentale sorge il Palazzo Tabassi, di proprietà dell'omonima famiglia di Sulmona. Le aperture dei tre piani decorano il resto del palazzo con persiane di legno intagliato, balconcini con ringhiere di ferro e cornici di pietra bianca. Su piazza Crocifisso si affaccia il prospetto principale del corpo centrale dell'edificio, che oggi risulta destinato ad ostello. Sei ingressi si succedono per l'intera lunghezza del prospetto, tutti decorati con conci di pietra in chiave; sul secondo di tali ingressi è perfettamente visibile un'archibugiera; il resto del prospetto è arricchito da finestre rettangolari con cornici in pietra sorrette da mensoline lavorate. Sul lato meridionale un'imponente scala conduce ad un loggiato sovrastante la Cappella del Crocifisso; da una parte si apre il portale più riccamente decorato, di stile rinascimentale con mensole ricurve e angeli che reggono uno stemma.

Storia e leggende: per lungo tempo, come testimoniano le notizie contenute nel Chronicon Casauriense, l'intera area è stata sotto il dominio della vicina abbazia di S. Clemente a Casauria, cui si deve l'attuale connotazione del paese, anche se resti ancor oggi visibili conferiscono al paese origini ancora più antiche, essendo probabilmente stato un insediamento italico e longobardo. 

La Chiesa di Santa Maria del Balzo fu trasportata dentro il castello nel 1213, avendo i principi Tuzio donato un'ala del castello per essere adibito a culto cristiano. Secondo la tradizione una reliquia della Santa Croce, il Santissimo Crocifisso, fu portata a Musellaro dalla Terra Santa nel XIII secolo dal Crociato Conte Del Balzo, al seguito del Marchese di Monferrato, sbarcato a Pescara. Navigando il fiume, arrivò a Musellaro, donando la reliquia al Barone Tiburzio Tuzio,
La venerazione iniziò quando una pestilenza colpì la popolazione e il conte Tiburzio trasformò un'ala del castello in chiesa, poiché fu l'unico sopravvissuto della sua famiglia al flagello. Nel 1659 i Tabassi di Sulmona comprarono la Baronia di Musellaro, e il Crocifisso fu abbandonato nel ripostiglio della chiesa, gli anni del governo di questi signori furono funestati da carestie e da tassazioni, sicché quando i Baroni Branconio dell'Aquila vennero per imprigionare i morosi di Musellaro, i popolani in preghiera, fecero sì che la sagrestana Elena vedesse nel ripostiglio il Crocifisso staccato dalla croce, lo ricompose e mentre faceva ciò la statua grondò sangue. La notizia fece scalpore, il vescovo di Chieti mandò un vicario che constatò il miracolo del sangue, miracolo confermato in quei giorni dalla resurrezione di un bambino strozzato da acini d'uva, trovò il pavimento della chiesa bagnato di sangue e portò i fazzoletti usati per raccoglierlo a Chieti, e poi a Roma. Il luogo del miracolo prese il nome di Crocetta, e vi fu eretta la chiesa dell'Iconicella. Si narra che i sulmonesi cercarono di rubare la reliquia durante una processione verso Monte Crocetta, ma il parroco si sentì tirato da una forza misteriosa, e tornò indietro verso il paese, mentre i ladri vennero dispersi dalle visioni di soldati armati. 

Nei dintorni: il borgo medioevale di Bolognano, immerso nella splendida Valle dell'Orta, suggestiva riserva naturale, la Grotta neolitica dei Piccioni, uno dei santuari neolitici più importanti del territorio, le Officine di Bolognano, sito di archeologia industriale sorto agli inizi del '900.

Informazioni: 085 8880132 - 0858880012

L.T. 16-10-2020

ph: Pietro, CC BY-SA 3.0

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42.1911896, 13.9529613