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Castelvecchio Calvisio

Dove si trova: Castelvecchio Calvisio (AQ), si adagia a 1045 metri di quota, nella parte meridionale del massiccio del Gran Sasso d'Italia.

Perchè visitarlo: la sua splendida forma ellittica sembra racchiudere in sé il borgo fortificato. Al centro di questo cuore, stradine strette, coperte da volte e archi, case che si sviluppano su più livelli, raggiungibili grazie alle antiche scale in pietra dette “barbacani”, scorci che sanno di medioevo rendono la sua atmosfera unica e molto suggestiva. Se a questo si aggiungono il meraviglioso paesaggio che lo circonda e i sapori intensi della sua tradizione culinaria, il suo fascino diventa chiaro… e non resta che andare a scoprirlo di persona.

Cosa vedere:

  • Chiesa di S. Cipriano: risale al 779. Ha avuto sempre una notevole importanza come chiesa parrocchiale, fino al 1478. Ha subito diversi rifacimenti nel corso dei secoli e, attualmente si presenta con una forma semplice ad una sola navata in cui l’elemento caratterizzante è la facciata sormontata da un campanile;

  • Chiesa di S. Giovanni Battista: chiesa principale, edificata dai Piccolomini nella seconda metà del XV secolo. Conserva ancora le feritoie in testimonianza dell'antica funzione di palazzo fortificato. La facciata presenta un interessante portale rinascimentale. L'interno è a due navate con decorazioni barocche, statue lignee del XV-XVII secolo, croci processionali, ostensori e reliquiari di scuola sulmonese.

Cosa mangiare: cicerchia e lenticchia trovano largo utilizzo nelle zuppe e nelle minestre ma anche come contorno di piatti di carne, oppure cucinate in purea. Con la farina di cicerchie, si preparano maltagliati e tagliatelle. Tra i secondi: agnello in fricassea e pecora alla chiaranese. Cavoli strascinati, misticanza di papaveri, cincilocche e rucola, asparagi sott’olio, fllacchi formaggio e uova, cicoria selvatica, sono solo alcuni tra i particolari antipasti tipici. Peperoncino e crstuccia, pane fritto in olio di oliva o in grasso animale assicura un notevole apporto calorico. Tra i dolci da citare le ferratelle, nocci atterrati (mandorle ricoperte di zucchero caramellato), le spumette (dolci, tipo meringhe, ottenuti da una base di albume d’uovo). Tipici del periodo pasquale la pupa e il cavallo: la prima, a forma di bambola, viene regalata alle bambine, il secondo ai bambini.

Fa parte di: Borghi Autentici d'Italia, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Sito web

(magda 24/04/2020)
foto: Zitumassin / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

 

Provincia: L'Aquila

CAP: 67020

Prefisso: 0862

Altitudine: 1071m

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.3113366, 13.6883309

Il Palazzo del Capitano ha sicuramente origini coeve a tutto l'abitato di Castelvecchio, e come su quest'ultimo non ci sono certezze sull'origine, sullo sviluppo e sulle proprietà succedutesi nel tempo.

Nei pressi del Castello di Rocca Calascio, (1500 s.l.m.) nel Comune di Calascio, nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sul sentiero che porta a Santo Stefano di Sessanio, si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà, un piccolo tempietto eretto tra il XVI e il XVII secolo sul luogo dove, secondo la leggenda, la popolazione locale ebbe la meglio su una banda di briganti.

Nei pressi del Castello di Rocca Calascio, (1500 s.l.m.) nel Comune di Calascio, nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sul sentiero che porta a Santo Stefano di Sessanio, si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà, un piccolo tempietto eretto tra il XVI e il XVII secolo sul luogo dove, secondo la leggenda, la popolazione locale ebbe la meglio su una banda di briganti.

Nei pressi del Castello di Rocca Calascio, (1500 s.l.m.) nel Comune di Calascio, nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sul sentiero che porta a Santo Stefano di Sessanio, si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà, un piccolo tempietto eretto tra il XVI e il XVII secolo sul luogo dove, secondo la leggenda, la popolazione locale ebbe la meglio su una banda di briganti.

Nei pressi del Castello di Rocca Calascio, (1500 s.l.m.) nel Comune di Calascio, nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sul sentiero che porta a Santo Stefano di Sessanio, si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà, un piccolo tempietto eretto tra il XVI e il XVII secolo sul luogo dove, secondo la leggenda, la popolazione locale ebbe la meglio su una banda di briganti.