Salta al contenuto principale
x

Castelvecchio Subequo

Dove si trova: Castelvecchio Subecquo (AQ), 490 metri, è adagiato su uno sperone di roccia del Monte Putano, a cavallo tra il territorio Marsicano, Peligno e Aquilano.

Perché visitarlo: borgo piccolissimo ma dalla grande ricchezza artistica, storica e culturale. Passeggiando per il centro storico e per i suoi dintorni, infatti, è facile imbattersi in edifici di pregio architettonico e in siti archeologici notevoli: Castelvecchio conserva infatti il patrimonio archeologico dell’antica Superaequum, una delle tre città più importanti dei Peligni. Storia, quindi, ma anche accoglienza e saper fare. Qui il viaggiatore è il benvenuto e sarà accolto nella bellezza di un borgo che rinasce e che sta puntando tutto sul recupero degli antichi mestieri e delle antiche tradizioni d’arte popolare, tornando ad essere il gioiello che è sempre stato nei secoli passati.

Cosa vedere:

  • Chiesa di San Giovanni Battista ed Evangelista: l'edificio sede della parrocchia è costruito su una cappella del Palazzo Castellato (ossia la fortezza di Castelvecchio).Internamente è ripartita in tre navate di gusto tardo-barocco. Presenta interessanti tele tra le quali quelle dedicate alla Madonna Addolorata e alle Anime Sante. Di rilievo anche il battistero del XVIII secolo realizzato in pietra e marmi intarsiati;

  • Convento e chiesa di S. Francesco d'Assisi: la costruzione del convento è legata alla presenza di Francesco d'Assisi nella zona. Ancora oggi è una meta frequentata da numerosi pellegrini, soprattutto in occasione del 28 agosto, giorno della Perdonanza Celestiniana, in memoria del passaggio (1298) e del miracolo che fece Piero del Morrone diretto a L’Aquila per diventare papa. Il convento è costituito da due chiostri di cui uno adibito a residenza privata; all'interno sono conservati importanti reliquiari in oro ed argento del XV e XVI secolo. Nella chiesa si possono osservare rari e pregevoli affreschi trecenteschi di scuola giottesca che illustrano gli episodi salienti della vita di San Francesco;

  • Chiesa di S. Agata: esistente nel 1114, oggi appare ricostruita in forme ridotte rispetto al perimetro originale. La facciata è in pietra a vista, il portale presenta motivi rinascimentali, l'interno è a navata unica. Presso l'abside si trova un affresco cinquecentesco della Santa con i simboli del suo martirio tenuti in mano. Di fronte alla chiesa è situata la fonte trecentesca in cui avviene il rito taumaturgico della “immersione” delle pagnotte nel giorno di Sant'Agata il 4 febbraio;

  • Chiesa di S. Elisabetta, già della Madonna della Rivera: ha origini medievali, ma oggi si presenta in forme settecentesche. Degna di nota è la facciata a capanna con un portale molto variegato, perché mescola nella cornice elementi barocchi a bassorilievi romani rinvenuti nella zona italica di "Superaequum";

  • Catacomba di Svperaequum: è una galleria scavata nella roccia lunga circa quaranta metri. All'interno si osservano numerosi sepolcri, iscrizioni, lucernette collocate nelle nicchiette  delle pareti. Le sepolture sono di tre specie: fosse in terra, arcosoli e loculi;

  • Area archeologica di Superaequum: l'antico abitato peligno del I secolo a.C.si trova in contrada Macrano, tra l'Aquila e la provincia di Pescara. Negli scavi sono riaffiorati resti acquedotti, ruderi di edifici civili, di mura di cinta, pavimenti a mosaico, templi, lapidi, armi e monete, conservate nell'annesso museo archeologico. Alcune lapidi sono state traslate nel corso dei secoli nei monumenti della nuova città di Castelvecchio;

  • Palazzo Giorgi: interessante casa gotica del XIII secolo;

  • Palazzo Castellano: l'esterno si presenta settecentesco e rimane poco dell'antico apparato decorativo medievale. L'interno un tempo spartano ha visto trasformati i suoi semplici arredi militari in spazi residenziali.

Cosa mangiare: pane, pagnotte e ciambelle legate alle pratiche rituali. Occasionalmente la miscischie – carne di pecora o di capra disossata e condita con sale, pepe, aglio, finocchio e peperoncino arrotolata e fatta essiccare - , il marro a base di interiora di agnello. Ottima è la raccolta dei tartufi. In occasione di feste, matrimoni o durante le festività natalizie e pasquali si preparano ferratelle, caucinetti – con ripieno di ceci e cacao -, dolci con mosto cotto, vari tipi di ciambelle e pizze. Si producono, inoltre, vino e miele.

Fa parte di: Borghi autentici d'ItaliaParco regionale Sirente Velino

Sito web

(magda 24/04/2020)
foto: Ra Boe / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5)

Provincia: L'Aquila

CAP: 67024

Prefisso: 0864

Altitudine: 490

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.130497, 13.7307312

La Fontana medievale, posta ai piedi del paese, di fronte la Chiesa di S. Agata viene alimentata da una copiosa sorgente. La presenza della sorgente e i resti, nelle vicinanze, di due acquedotti romani che, rispettivamente, l'uno dal versante di Gagliano Aterno e l'altro da Forca Caruso portavano l'acqua in questa zona, lasciano supporre l'esistenza in epoca romana di un complesso termale.

Posto in alto a dominio di Castelvecchio Subequo, il Palazzo Castellano dei Conti di Celano presenta varie caratteristiche architettoniche che fanno supporre diversi tempi di realizzazione. Sul prospetto esterno si può notare una torre alla quale si è agganciato un edificio con una caratteristica loggetta.

All'inizio dell'abitato di Castelvecchio S. sorge la Chiesa di S. Francesco, fondata nel XIII con l'attiguo convento che conserva nella parte posteriore l'aspetto medievale, mentre la facciata barocca risale al 1647.

Situata nel versante nord-ovest del Colle Moro la catacomba di Castelvecchio Subequo insieme a quella di San Vittorino (presso la città romana di Amiternum), costituisce una notevole testimonianza della prima diffusione del cristianesimo nel territorio abruzzese.  Scoperta nel 1943, la catacomba conserva al suo interno alcuni graffiti con riferimento al nome ch

Descrizione: l' eremo di San Venanzio sorge all’interno della Riserva Naturale Regionale Gole di San Venanzio, affacciato sull’impetuoso fiume Aterno.

Lungo la strada provinciale che collega Rocca di Mezzo a Secinaro, in una zona isolata ma facilmente raggiungibile, incastonato in un piccolo altipiano a circa 1100 metri di quota, alle falde della maestosa dorsale del Monte Sirente, è stato scoperto il primo cratere da impatto meteoritico in Italia.