Salta al contenuto principale
x
campanile-annunziata-art Di Tommaso.jpg (143.94 KB)

Caule, pesce e baccalà: la tradizione del campanone dell'Annunziata

0
0

"Tra pesce, baccalà, caule zuffucate e ficurafritte.. m'arrubbeve i carracine e chiussà me piaceve l'addore de mela zetelle, scarpune e cicerepiine.."

(Tra pesci, baccalà, cavoli soffocati e “ficurafritte”, senza che nessuno si accorgesse, io rubavo le carrube  e mi piaceva di più l’odore di mele zitelle, scarponi e ceciripieni..).

Questi versi in dialetto sulmonese (Diana Cianchetta LU CAPETONE) ripropongono i piatti tradizionali consumati nella Vigilia di Natale, protagonisti di un'antico rituale che si svolge nella città di Ovidio nel mese che precede la festa più attesa dell'anno che hanno inizio il 24 novembre.

 

La tradizione, sospesa per diversi anni, è ripresa nel 2017. La sera del 24 novembre gli abitanti di Sulmona attendono con grande emozione che un suono antico e familare si diffonda per il paese, annunciando l’arrivo del Natale. Sembra che l'origine di questo rituale affondi le sue radici nei primi anni del Novecento quando, il sagrestano, affamato, pregustando già le profumate pietanze della Vigilia di Natale, ripeteva a mo’ di cantilena il nome dei piatti della tradizione: caule, pesce e baccalà, mentre faceva risuonare il campanone della Chiesa dell’Annunziata.

La campana batte i suoi rintocchi con ritmo particolare che giunge in ogni luogo della città di Sulmona che, se ascoltati con attenzione, sembrano riprodurre le parole dialettali che indicano i piatti della tradizione. L’appuntamento con il campanone e i suoi “strani” rintocchi si ripete ogni giorno fino alla Vigilia di Natale.

Ogni anno i primi rintocchi sono accompagnati da cori locali, organizzati con gli studenti delle scuole sulmonesi, autorità e interventi di esperti come il Prof. Fausto Gabriele custode della Chiesa.

 

Il bellissimo campanile della Chiesa della SS. Annunziata di Sulmona fu progettato dal vescovo dei Marsi Matteo Colli e realizzato dal "mastro Alessio" , come si legge nell'iscrizione posta sotto il cornicione, tra il 1565 e il 1588, sul modello del quale sono stati eseguiti i campanili della Abbazia Morronese e della parrocchiale di Pacentro.

La chiesa della SS. Annunziata, uno dei più felici esempi di barocco sulmonese e abruzzese, è parte integrante di un ampio complesso che include le strutture del Palazzo omonimo, prezioso gioiellino d'arte abruzzese, un tempo destinato a funzioni ospedaliere, oggi noto per la bellissima facciata che esprime mirabilmente il passaggio dalle forme medievali a quelle rinascimentali. Sebbene le origini della chiesa siano da sempre legate alle vicende del Palazzo, edificati per volontà della Confraternita dei Compenitenti, come ricorda l'atto di fondazione del 10 marzo 1320, la SS. Annunziata diversamente "dall'ospedale" mostra un volto barocco.

Il prezioso coro ligneo fu realizzato tra il 1577 e il 1579 dal romano Bartolomeo Balcone e la tela della Pentecoste nel 1598. Nel Seicento si arricchisce di preziose tele, come l'Annunciazione del pittore pistoiese Lorenzo Baldi (1624-1703), discepolo di Pietro da Cortona, la Comunione degli Apostoli del sulmonese Alessandro Salini (1675- 1764) e la Natività di Maria e La presentazione al Tempio di Giuseppe Simonelli (1650 ca.-1710), allievo del più famoso pittore Luca Giordano.

Nel 1620 è affidata al romano Giacomo Spagna la decorazione della Cappella della Madonna dal raffinato ornamento in marmo commesso, "il più antico esempio" in città "di tale tecnica, cento anni prima dei marmorari pescolani del XVIII secolo. Una "fabrica degli stucchi"  tra il 1688 e il 1689 arricchisce l'edificio col diffondersi del Barocco e nel 1710 la nuova facciata viene realizzata da Norberto Cicco di Pescocostanzo  con molta probabilità autore anche dell'altare maggiore e della balaustra che gli fa da cornice.

La volta è arricchita da delicati motivi vegetali sempre realizzati a stucco, mentre al centro troviamo i preziosi affreschi raffiguranti episodi cristologici e mariani realizzati dal pittore Giovambattista Gamba nel 1728. 

A ridosso dell'ultima campata  due grandi organi con balaustre riccamente decorate ad intaglio e dorate, ciascuna campata è chiusa da una piccola cupola che riceve la luce dal lanternino. La cupola è resa luminosa dalla lanterna e dalle finestre rettangolari del tamburo, i due maestosi altari del XVIII sono eseguiti da maestranze di Pescocostanzo.

L. Toppeta 24-11-2021

immagine: campanile ss. Annunziata Art Di Tommaso -cc-by-nc-nd 2.0 - versi della poesia di Diana Ciancetta tratta dal sito http://www.vociescrittura.it/

42.0481782, 13.9289304