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Ciak si gira: Celestino V, l'eremita, il Papa, il Santo

Ridare a Celestino il suo vero volto e rivelare la sua grandezza: il papato, la rinunzia e la prigionia di Pietro del Morrone: nasce all'Aquila il nuovo film su Celestino V.

 "“Siate Pronti - Le chiavi di Papa Celestino V”: è questo il titolo della nuova produzione cinematografica, le cui riprese sono iniziate all'Aquila, grazie ai fondi Restart - Sviluppo delle potenzialità culturali finanziate dal MIBACT e attribuite al Comune dell'Aquila.

A dirigere il film sarà Giuseppe Tandoi, regista, sceneggiatore, produttore che ha avuto il merito dopo il  6 aprile 2009, per contribuire alla ripresa dell’Aquila, di organizzare dei laboratori di cortometraggio per i ragazzi delle tendopoli, attività che continua tuttora all’Aquila soprattutto nelle scuole. Nel 2017 con cortometraggio Il guastafeste”, è stato il vincitore del Bando MigrArti, presentato alla 74° Mostra del Cinema di Venezia. 

La regia sarà a quattro mani col Luca Antonetti e girato grazie alla collaborazione con  il Concentus Serafino Aquilano del M° Manlio Fabrizi, l’Associazione Gentium e l’Associazione TeatroZeta. 
 

"Sarà di nuovo una docufiction, ma questa volta la parte di finzione sarà predominante. Toccheremo finalmente il periodo del papato, della rinunzia e della prigionia di Pietro del Morrone. Grazie alla bravissima ricercatrice Eulalia Caterina Rosati cercheremo di fare un po’ di chiarezza su questa delicata fase della vita del grande santo ... [...] Nel nostro film abbiamo voluto raccontare lo scontro fra due idee diverse di Chiesa: quella carnale senz'anima del 'povero' Bonifacio e quella spirituale, davvero incarnata nella materia, di cui Celestino ha dato l'esempio. 

Lino Capolicchio interpreterà la grande figura di Celestino V, mentre il piccolo Gabriele Barbone sarà Pietro del Morrone a dodici anni. Sin da ragazzino, Pietro ha dovuto lottare per percorrere la via che Dio aveva disegnato per lui. Via che già intravedeva, dato che gli Angeli gli parlavano e lo educavano segretamente. Come racconta Don Lelio Marini, Pietro a quell'età rifiutò l’offerta di un ricco signore che voleva adottarlo rendendolo suo erede. Ma per Pietro c’era un unico Signore da seguire. Giovanni Visentin darà il volto a papa Bonifacio VIII, il papa delle nefandezze, Claudia Lerro interpreterà Maria Leone, madre di Pietro che lo sostenne all'inizio del suo difficile cammino, in dissenso con gli altri suo figli che si opponevano alla vocazione del piccolo.
 

Il papa della Perdonanza, Celestino V (1215-1296) al secolo Pietro Angelerio,  nato ad Isernia nel 1215 e conosciuto come Fra Pietro dal Morrone, divenuto successivamente Papa con il nome di Celestino V e noto per il suo rifiuto al pontificato dopo solo pochi mesi è senza dubbio la figura  più emblematica dei numerosissimi Santi eremiti che hanno abitato per secoli nella sacralità immemorabile delle rocce, delle acque e delle grotte abruzzesi. Sono molti i cosiddetti eremi celestini abitati da Pietro da  Morrone: il Cenobio rupestre di San Bartolomeo in Legio a Roccamorice (Pe), il Cenobio rupestre di Santo Spirito a Majella, Roccamorice (Pe),  il Cenobio rupestre di San Giovanni all'Orfento, Caramanico Terme (Pe), il Cenobio rupestre della Madonna dell'Altare, Palena (Ch), la Celletta rupestre poi cenobio di Santa Maria al Morrone, Sulmona (Aq), il Cenobio rupestre di Sant'Onofrio al Morrone, Sulmona (Aq), la celletta rupestre di Santa Croce al Morrone, Sulmona (Aq), la celletta rupestre di Santa Maria de Criptis, Sulmona (Aq), ma il suo nome è legato indissolubilmente alla città dell’Aquila. A lui si deve l’edificazione del monumento più importante della città, la Basilica di Collemaggio, centro della Perdonanzacelebrazione divenuta Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità. Secondo la leggenda, questa venne fondata a seguito di un’apparizione della Vergine all’eremita Pietro, il quale volle costruire una chiesa a lei dedicata. Il 29 agosto 1294, proprio il quel luogo, verrà incoronato Papa con il nome di Celestino V.  La Basilica rispecchia la semplicità e austerità del suo fondatore con la forte impronta cistercense.

Il cenobio rupestre di Santo Spirito a Majella a Roccamorice (Pescara)  nel 1246 fu dimora di Pietro da Morrone che, trovandola in pessime condizioni ne iniziò i lavori di ristrutturazione. e anche se nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni, mantiene ancora il fascino dovuto alla stupenda posizione nella valle omonima. La badia sorge nella parte alta della valle di Santo Spirito a circa un'ora di cammino dai prati della Majelletta ed è raggiungibile, attraverso un ripido percorso, dal paese di Roccamorice. Non esiste una data precisa della sua origine, anche se si suppone sia anteriore all'anno Mille

Numerosissime sono le leggende legate a questo luogo di culto ed in particolare alla figura di Pietro da Morrone: storie di diavoli, di profanazioni sacrileghe e di esemplari punizioni. Un tempo numerose compagnie di pellegrini giungevano alla badia risalendo la valle o valicando la montagna; oggi solo in occasione dell'apertura della Perdonanza, il 29 agosto, si può notare una discreta partecipazione dei devoti.

Anche la città di Sulmona , ricca di opere d’arte e di storia, patria dell’illustre Ovidio e famosa per la lavorazione dei confetti vede il suo nome strettamente legato  alla figura di Celestino V. Nella Cattedrale romanica  di San Panfilo, Celestino V celebrò messa durante il viaggio verso L’Aquila con Carlo D’Angiò e Carlo Martello. Nei pressi di Sulmona, due emergenze sono legate alla figura del futuro Celestino V: la Badia Morronese (o di Santo Spirito) dove dimorò e dove pose la firma di accettazione dell’elezione a Papa, e l’Eremo di Sant’Onofrio dove gli venne comunicata la notizia dell’ascesa al soglio pontificio, ancora caratterizzato dalla sua originale e suggestiva collocazione nella roccia all’interno, conserva, nella cella dell’eremita, pareti affrescate. Tra queste mura, mentre osservava il digiuno penitenziale in onore della Vergine Assunta e di San Pietro, frà Pietro fu raggiunto dalla notizia della sua elezione al papato. La tradizione racconta che il Crocifisso dinnanzi al quale il Santo pregava accennò con il capo e solo allora Pietro pronunziò queste parole: "Do il mio assenso ai voti del Sacro Collegio ed accetto il Sommo pontificato. Mi aiuti il Signore a portarne il gravissimo giogo". Il Petrarca, nel De Vita solitaria, racconta la vita di Roberto da Salle, il cui nome secolare era Santuccio, e ricorda che questi, nel momento in cui il Celestino V stava per lasciare Sant'Onofrio, gli si inginocchiò dinnanzi e gli chiese la santa benedizione. A Sant'Onofrio Pietro ritornò dopo l'abdicazione al papato e vi rimase nascosto fino al febbraio del 1295 quando partì con il desiderio di raggiungere la Puglia per imbarcarsi verso la Grecia. Nella zona sottostante all'eremo si apre una grotta, abitata anche questa da Celestino; la grotta presenta uno stillicidio di acque, alle quali i fedeli attribuiscono poteri taumaturgici. Sempre nella provincia dell’Aquila, a Castelvecchio Subequo è documentato il passaggio di Celestino V. Il Santo, infatti, vi dimorò nel Convento di San Francesco e un giovane paralitico venne miracolato alla sua presenza. Fu canonizzato da Papa Clemente V il 5 maggio 1313.

L. Toppeta 12-10-2020

42.3427127, 13.404685