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Civita D'Antino

Dove si trova: Civita D’Antino (AQ) è un borgo in posizione felice, a dominio della Valle Roveto attraversata dal fiume Liri.  

Perché visitarlo: il paese conserva molto del suo glorioso passato. Antico municipio romano in territorio marso, Antinum godeva della sua privilegiata posizione, resa più forte da cinte di mura ciclopiche nei punti più scoperti. Nel medioevo fu feudo dei Piccolomini e poi dei Colonna. Nell'XII secolo fu patria di San Lidano abate, precursore della della bonifica delle paludi pontine. Per la bellezza dei suoi luoghi, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, il borgo venne eletto a domicilio da numerosi artisti. Una lapide del 1932 apposta sulla facciata esterna della Pensione Cerroni testimonia la presenza della singolare scuola frequentata da schiere di pittori danesi, il vivace cenacolo nato nei primi anni del novecento intorno al maestro Kristian Zahrtmann che vide la produzione di numerosi quadri ritraenti paesaggi e costumi locali, alcuni dei quali di elevato valore artistico. Per chi vuole riposare e godersi il panorama ed il silenzio, il territorio offre tranquille e facili passeggiate alla Pineta, alla sorgente di S. Francesco, lunghe gite al santuario della Madonna della Ritornata e al laghetto Pratelle. Gli innamorati delle altezze, nel versante dei monti Simbruini, possono invece sfidare le ardite escursioni alla Valle di Morino, allo Schioppo o la scalata al monte Viglio (m. 2156) che offrono allo sguardo infiniti orizzonti. La festa di Santo Stefano, San Lidano e della Madonna della Ritornata, "Inquadrando paesaggi", la "Corsa della botte", convegni, musica, fiaccolate, degustazioni di tipicità, sono solo alcuni appuntamenti nel novero delle manifestazione ed eventi che Civita D'Antino propone durante tutto l'anno.

Cosa vedere:

  • Chiesa di Santo Stefano: è la chiesa più antica, probabile sede episcopale nel V-VI secolo. Distrutta a seguito del terremoto del 1915, fu ricostruita nel 1945 nello stesso luogo e con le stesse linee architettoniche originali di arte barocca e fu abbellita da opere d’arte moderna;

  • Chiesa di San Lidano - frazione di Pero dei Santi: è dedicata a San Lidano, conosciuto come San Lidano da Sezze, abate benedettino nato a Civita D'Antino nel 1026, che si occupò della bonifica delle paludi pontine. Anche alcuni affreschi (sec. XXI) nella chiesa parrocchiale di S. Stefano ne ricordano i momenti salienti della vita;

  • Eremo Madonna della Ritornata: il nome della piccola chiesa, secondo una leggenda, deriverebbe dalla scomparsa dell'icona della Madonna del Monte che sarebbe successivamente ricomparsa, da cui l'appellativo "ritornata". Chiesetta e romitorio sono situati a mezza costa, su una parete rocciosa della Serra Lunga a circa 1200 m s.l.m. Il nucleo originario e gli affreschi bizantini interni potrebbero risalire con ogni probabilità al XII secolo;

  • Torre di guardia: voluta dai Colonna nell'XI secolo e recentemente restaurata, è un elemento caratteristico del profilo urbano;

  • Palazzo Ferrante: porta il nome di una delle famiglie che ebbe un ruolo sociale importante nella storia del paese dal XVI secolo. Il palazzo, in pieno centro storico, comprende la Cappella gentilizia della SS. Concezione. Un tempo era circondato da un ampio giardino oggi in gran parte edificato. Il terremoto del 1915 ha danneggiato fortemente il piano superiore ma l'edificio conserva tuttavia la suggestioni di un fastoso passato;

  • Casa Cerroni: nota come Casa dei Pittori Danesi, è luogo simbolo della scuola di Zahrtmann. L'edificio domina la scalinata che conduce a Porta Flora, l'unica rimasta;

  • Museo archeologico Antinum; è collocato nell'antica chiesa sconsacrata di Santa Maria Maddalena. Ospita numerosi cippi, epigrafi ed una selezione di monete, vasellame e materiali votivi, riferibili ad un santuario che doveva sorgere nei dintorni, e molto altro;

  • Museo della civiltà contadina e pastorale: situato nel borgo antico, espone gli attrezzi da lavoro e gli oggetti utilizzati dai contadini e dai pastori della Valle Roveto;

  • Cimitero monumentale napoleonico: un notevole impianto di architettura cimiteriale, tra i primi ad essere realizzato secondo le regole dell’Editto di Saint Cloud del 1804. Insieme ai resti di generazioni di civitani, custodisce le ceneri del pittore svedese Anders Trulson (1911) e dei viaggiatori britannici John Jugh e Mary Ann Symons;

  • Fonte del lavatoio: edificata nel 1903, si trova nel piazzale Zanrtmann.

Cosa mangiare: i piatti tipici sono il risultato di un sapiente connubio tra le produzioni locali e la tradizione rurale rovetana. Sapori perduti e antichi si ritrovano negli ottimi primi di pasta alla chitarra, fettuccine, ravioli di ricotta, nelle minestre di verdure e nelle zuppe di legumi. I secondi sono prevalentemente a base di carni ovine in varie versioni. Da apprezzare il pane, i formaggi, i salumi, l'olio extravergine, il tartufo. Dolci alle castagne, parrozzo rovetano, biscotti al farro, amaretti alle mandorle, sono delizia per il palato dei più golosi.

Sito web
Fa parte di:  Borghi Autentici d'Italia

foto: Marica Massaro / CC BY-SA 
(magda 19/05/2020)

Provincia: L'Aquila

CAP: 67050

Prefisso: 0863

Altitudine: 904

POSIZIONE GEOGRAFICA

41.8872093, 13.4745383