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Corfinio

Dove si trova: sorge al centro della Conca Peligna, su un altopiano all’altitudine di 346 m, nei pressi dei due fiumi confluenti Aterno e Sagittario.

Perché visitarlo: Corfinio vanta origine molto antiche; infatti, fu capitale della Lega Italica durante la guerra sociale contro Roma (XV sec.), a causa della sua posizione strategica. Durante i due anni di guerra la città fu un centro assai vitale: qui si coniò la prima moneta degli insorti, con la legenda "ITALIA", nome con il quale Corfinium venne ribattezzata e che diverrà, molti secoli dopo, quello dell'intera nazione Ad oggi, nel paese si celebra in agosto la rievocazione della nascita della "Lega Italica", durante la quale viene allestito il mercato storico nel borgo con antiche botteghe, prodotti enogastronomici, artigianali e molto altro. Inoltre, Corfinio rappresenta una meta molto importante e famosa per gli amanti di archeologia: gli scavi hanno riportato alla luce moltissimi reperti molti dei quali stavano proprio a rappresentare il vecchio tessuto urbano.

Cosa vedere:

  • Concattedrale valvense di San Pelino: fu eretta sul luogo in cui fu martirizzato San Pelino e dove sorse un cimitero paleocristiano. L'attuale complesso di edifici si articola in tre corpi principali, di cui la cattedrale vera e propria e l'oratorio di Sant'Alessandro rappresentano il blocco più antico. La basilica ultimata nel 1235 e più volte devastata da terremoti,è stata internamente rifatta secondo il gusto barocco nei secoli XVII e XVIII. Lavori di restauro negli anni Settanta del secolo scorso hanno riportato l'edificio all'antico splendore romanico. L'oratorio di Sant'Alessandro fu eretto sul fianco destro della chiesa di San Pelino per custodire le spoglie di papa Alessandro I (109-119), anche se il luogo della sepoltura non è mai stato identificato. L'interno della struttura è diviso in quattro campate con volta a crociera. L'abside è affrescato con figure di santi (XIII secolo;

  • Palazzo Trippitelli: si trova all’interno dell’antico borgo medioevale ed ospita attualmente il Museo Civico Archeologico “Antonio De Nino”, all’interno del quale sono conservati ed esposti i reperti venuti alla luce nelle campagne archeologiche di scavo condotte nella città e nel suo territorio. L'edificio, ristrutturato in tempi recenti, risale al XVII secolo ed è appartenuto ai Trippitelli, di cui conserva il nome, mentre in precedenza fu di proprietà della famiglia Colella;

  • Parco Archeologico “Don Antonio Colella”: nel XIX secolo, lo storico ed antropologo italiano Antonio De Nino decise di indagare nelle zone di San Giacomo, San Pelino e Sant'Ippolito; lo studioso vi ci rinvenne reperti provenienti dalla città italica di Corfinium. Presso il piano San Giacomo scoprì resti di marciapiedi, portici, pavimenti in mosaico. Il tessuto urbano è del II secolo prima di Cristo. Zone come le terme e le domus sono del secolo successivo, quando la città fu trasformata allo stile romano. Invece, nell’area del tempio italico, presso la strada provinciale per Pratola Peligna, trovò un santuario appartenente al I secolo.

Cosa mangiare: fiadoni di ricotta, amaretti, aglio rosso, confetture, legumi, olio, sott'oli, vino rosé, vino bianco.

Fa parte di: Borghi Autentici d'Italia

Sito web

(magda 02/04/2020)

 

Provincia: L'Aquila

CAP: 67030

Prefisso: 0864

Altitudine: 346

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.1219109, 13.8403907

Prossimi Eventi

Capitale dei Peligni. Già dapprima di Roma, era la 1ª capitale d'Italia, rimase capitale dei Peligni fino all'assoggettamento a Roma avvenuto prima nel III secolo a.C., tramite la Lex Iulia fu trasformata in municipio romano.Successivamente la Lex Licinia Mucia de civibus redigendis del 95 a.C. restringeva i parametri istituiti con la legge precedente. Questo fece insorgere la popolazione.

Il Museo Civico Archeologico “Antonio De Nino”, aperto nel 2005 e ospitato in un palazzo gentilizio seicentesco, nel borgo medievale di Corfinio, raccoglie i numerosi reperti ritrovati nelle campagne di scavo effettuate nel territorio di Corfinium, l’antica capitale dei Popoli Italici.

Il Complesso Valvense, tra i più importanti monumenti romanici d'Abruzzo, sorge sui resti dell'antica capitale italica e comprende la Cattedrale di San Pelino, la Cappella di Sant'Alessandro, la torre di guardia, usata poi come campanile, e l'Episcopio.

La Riserva naturale guidata Gole di S. Venanzio è un'area naturale protetta istituita con legge della Regione Abruzzo n. 84. Copre un area di 1107 ettari, si colloca nel territorio del Comune di Raiano, in Provincia di L'Aquila.

Il Museo Etnografico Missionario insediato per merito dell'illustre concittadino padre Salvatore Zavarella, che ha ceduto gratuitamente importanti reperti provenienti da ogni continente, è stato allestito dal Comune con l'intervento finanziario della locale Banca di Credito Cooperativo.

Insediamento fortificato preromano d'altura. Si posso ammirare i resti della cinta in opera poligonale, nonchè ambienti e cisterne.

Il castello di Roccacasale, situato alle pendici del Monte Morrone, domina la strada che collega Popoli a Sulmona. Appartiene al tipo di castello-recintato a pianta triangolare. Il vertice del triangolo è occupato dalla torre a pianta trapezoidale quasi quadrata. Della torre è rimasta immune dalle ingiurie del tempo soltanto la parte volta a sud-est.

Come l'altra fontana di Piazza Madonna della Libera quella di Piazza Garibaldi risale al XIX secolo ed è stata costruita i pietra e lega metallica.

È una fontana del XIX sec. in pietra e ghisa.

Il Museo è strutturato in due piani: le tre macine, ben conservate, sono naturalmente situate al piano terreno ed hanno bisogno di un intervento per la ricostituzione delle tramogge: intorno alle macine, i vari oggetti necessari per la lavorazione del grano e del granturco, per la pesa e per gli altri usi.

Situato all’interno della Riserva Naturale Regionale Gole di San Venanzio, l’eremo si trova in una splendida posizione in quanto è collocato tra le pareti delle Gole ed è interamente circondato di vegetazione, mentre affacciandosi dall’edificio si può vedere l’impetuoso fiume Aterno che scorre nella porzione sottostante.

Tutto l’Abruzzo montano e rurale riferisce la sua devozione alla Madonna della Libera, Protettrice della Valle Peligna, il cui culto si sviluppò intorno a un’immagine della Vergine rinvenuta miracolosamente nel 1456 e alla quale si attribuisce la liberazione del territorio dalla pestilenza.