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Farro d’Abruzzo

Il prodotto:  Il farro (livesa) è tradizionalmente una coltura a bassissimo apporto energetico

Richiede un limitato numero di interventi colturali e, proprio per tale peculiarità, può essere annoverato tra i prodotti che più facilmente possono essere ottenuti con le metodologie dell’agricoltura biologica.

Come si prepara: il farro in Abruzzo è sin dall’antichità coltivato per il consumo famigliare su piccoli appezzamenti soprattutto nelle zone montane, dove sono presenti, in cascinali abbandonati, i resti di vecchi mulini a pietra.

Dove si produce: la zona di produzione del farro comprende la fascia collinare interna e le zone pedemontane e montane delle quattro province d’Abruzzo. II farro esprime il suo potenziale produttivo anche in ambienti difficili e marginali.

Come gustarlo: rappresenta un ottimo ingrediente per preparare appetitose zuppe, minestre, contorni e insalate.

Eventi: Sagra del Farro ad Abbateggio (Pe) in agosto

Curiosità:  la presenza storica del farro in Abruzzo può essere attestata dall’uso, comune in talune zone agricole della regione, della parola “livesa” termine dialettale che sta appunto a indicare il farro e distingue la “livesa bianca” (T. spelta) dalla “livesa rossa” (T. dicoccum). 

Storia: Teodoro Bonanni in Le antiche industrie della provincia di Aquila, 1888 evidenzia la presenza del farro nel territorio dell’Aquila, notando che "i prodotti annui oltrepassano i 60.000 tomoli, un terzo dei quali è segale, che vegeta e cresce in quei terreni ove non prospera bene il grano".

Fa parte di: Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT)

L.T.15-05-2020