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Giornate FAI all’aperto, tutti gli appuntamenti in Abruzzo

Otto i luoghi regionali coinvolti per questa edizione speciale in programma sabato 27 e domenica 28 giugno.

Originariamente previste in primavera e rimandate a causa dell’emergenza Covid-19, le Giornate FAI si ripropongono nella loro opera di promozione e tutela delle innumerevoli bellezze sconosciute d’Italia, accompagnando i partecipanti alla scoperta di luoghi all’aperto che permettano di rispettare il necessario distanziamento sociale e di godere quindi in assoluta sicurezza dello straordinario patrimonio d’arte e natura offerto dal nostro Paese.

Dedicate ad alberi monumentali, flora e fauna di aree naturalistiche, musei e monumenti immersi nella natura, giardini storici privati ed urbani, orti botanici ed itinerari e sentieri dentro e fuori città e borghi, le visite si svolgeranno solo previa prenotazione obbligatoria, da effettuarsi esclusivamente on line all’indirizzo www.giornatefai.it a partire da oggi 23 giugno. Le prenotazioni si chiuderanno quando saranno esauriti i posti per ogni slot di visita e comunque non ci si potrà prenotare dopo le ore 15 di venerdì 26 giugno. Questa procedura si è resa necessaria per dare tempo ai volontari FAI di organizzare l’accoglienza nel luogo scelto per la visita. Per lo stesso motivo, terminati i posti disponibili, non sarà possibile in nessun altro modo partecipare all’evento.

Le Giornate FAI all’aperto non prevedono un vero e proprio biglietto di accesso, ma al momento della prenotazione verrà richiesto il versamento di un contributo minimo che – oltre a garantire la visita in sicurezza – andrà a sostenere le attività istituzionali della Fondazione, chiamata ad affrontare insieme ad altre realtà culturali un grave momento di difficoltà economica post emergenziale. L’importo sarà di € 3 per gli iscritti al FAI e di € 5 per i non iscritti. Per chi volesse sostenere in maniera più concreta il FAI sarà possibile donare contributi di importo maggiore. Un piccolo sforzo per sentirsi più vicini – anche se alla giusta distanza – e permettere alla fondazione di proseguire nell’attività di restauro, tutela e valorizzazione del patrimonio d’arte e natura italiano portata avanti da ben 45 anni.

Tra gli oltre 200 luoghi delle meraviglie visitabili in Italia, di seguito indichiamo gli otto siti d’Abruzzo coinvolti nell’evento:

Riserva naturale del Borsacchio e Pineta Villa Mazzarosa a Roseto degli Abruzzi (TE)

Nasce nel 2005 per salvare dal cemento uno dei rari tratti incontaminati della costa teramana. Da allora è curata da un gruppo di volontari oggi riuniti nelle “Guide del Borsacchio”. Si sviluppa per oltre 1000 ettari divisi fra mare, crinali collinari e calanchi. Al suo interno ricadono edifici storici come la Fonte D’Accolle, la Pineta Mazzarosa, l’antica stazione Devincenzi, la fascia di dune con specie protette di flora e fauna come il fratino ed il giglio di mare. I crinali e i calanchi sono luoghi magici e densi di storia con insediamenti romani, necropoli, castelli dimenticati e fornaci di anfore. Un luogo magico per la natura, una capsula di biodiversità per il futuro.

Borgo Universo ad Aielli (AQ)

Viene definito il “balcone della Marsica”, incastonato com’è su uno sperone del complesso montuoso del Sirente-Velino. All’interno del suo centro storico, le pareti diventano tele e i vicoli si trasformano in galleria d’arte. Del borgo antico sono rimasti intatti la Torre delle Stelle del 1356, l’osservatorio astronomico più alto dell’Italia centrale. L’idea di trasformare Aielli in un museo a cielo aperto con opere di street art è nata nel 2017 come progetto di riqualificazione paesaggistica. Tra i dipinti è riprodotto tutto il romanzo “Fontamara” di Ignazio Silone.

Eremo di Sant’Onofrio al Morrone e Santuario di Ercole Curino a Sulmona (AQ)

L'eremo, risalente al XIII secolo, è il luogo più intimamente connesso alla vicenda di Pietro da Morrone, diventato papa con il nome di Celestino V e successivamente canonizzato come San Pietro Confessore. Oasi di pace e di spiritualità, ospita la grotta che fu il primo umile rifugio dell’eremita.

Castello Ducale e Gualchiera di Palena (CH)

Un itinerario che abbraccia natura, arte e fauna, alla scoperta dei tesori del borgo antico di Palena, a cominciare dal quartiere medievale e dal Castello Ducale, eretto su un enorme sperone roccioso, che ospitò nel 1216 San Francesco d’Assisi che si dirigeva da Guardiagrele a Castelvecchio Subequo. Percorrendo le stradine che anticamente costituivano il cuore del paese, si visiterà la Gualchiera, situata sulla sponda nord del fiume Aventino; nello stabilimento, eretto nel 1826 dalle famiglie Recchione e Falcocchio, imprenditrici nel settore tessile, avvenivano le operazioni conclusive del processo di produzione di pannilana, destinati alla vendita nelle fiere del centro e sud Italia.

Complesso monastico di Sant’Antonio, area faunistica e Museo dell’Orso di Palena (CH)

Risalente al XVI secolo, si sviluppa nell’area dell’antico convento di S. Cristinziano, con la chiesa a navata unica che conserva nell’area dell’altare l’antico pavimento cinquecentesco realizzato secondo la tecnica del “tappeto alla veneziana”. In un’ala del convento è ospitato il Museo dell’Orso marsicano, che conta oggi ben cinque sezioni. Nelle immediate vicinanze è situata l’area faunistica, costituita per tutelare l’Orso bruno e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di salvaguardia della specie.

Geosito, Santuario ed Eremo celestiniano della Madonna dell’Altare di Palena (CH)

Le acque cristalline del fiume Aventino hanno la loro sorgente nella località Capo di Fiume dove a pochi metri è collocato l’importante Geosito in cui diversi strati rocciosi dimostrano che circa sette milioni di anni fa l’intera area era occupata da una laguna delimitata da una barriera di sedimenti sui quali, ancora oggi, vengono rinvenuti molti fossili. Incastonato alle pendici del Monte Porrara, l’imponente e suggestivo complesso monastico venne realizzato dall’ordine dei Celestini nel XIV secolo in ricordo della grotta in cui Pietro da Morrone si ritirò nel 1235 per iniziare la vita eremitica vera e propria. Il futuro papa Celestino V vi trascorse infatti tre anni immerso nella preghiera, vivendo in una grotta nella quale riusciva solamente a stare disteso, oggi ancora visitabile.

Percorsi presenti sul passato a Ripa Teatina (CH)

Con partenza dalla piazza dove è situato il torrione del XV secolo, simbolo del paese, si costeggeranno le mura esterne dell’antico Castrum e attraverso la Porta Orientale si giungerà nel borgo. Qui si avrà modo di ammirare la chiesa di San Salvatore del XIII secolo, la chiesa madre ed attraverso gli angusti vicoli si uscirà da Porta Gabella. Si incontreranno quindi palazzo Garofalo e palazzo Quadrini ed infine ci si trasferirà al convento francescano del XVI secolo per ammirare il complesso.

Cimitero britannico all’interno della Riserva naturale regionale della Lecceta di Torino di Sangro (CH)

Gestito e curato in ogni dettaglio dalla Commonwealth War Graves Commission (CWGC), accoglie le spoglie di 2617 militari provenienti da territori del Commonwealth britannico, di cui 2542 identificati e 75 ignoti, caduti nel novembre-dicembre 1943 durante la battaglia per lo sfondamento della linea Gustav sul fiume Sangro. Un sentiero fiancheggiato da filari di magnolie porta alla Croce del sacrificio. Un altro sentiero contornato da siepi di biancospino porta alla Pietra della Rimembranza. È inoltre presente un memoriale a ricordo di 517 soldati indiani, i cui corpi furono cremati in accordo alla loro fede religiosa.

(I.M. - 23/06/2020)
foto delle colline del Borsacchio (Ivan Masciovecchio)