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formaggi di stazzo

"Gran Sasso, Castelli e Tratturi": il primo itinerario abruzzese di Slow Food

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"Il vero tempo perso è quello ingannato con la velocità...  non siamo noi a fare il viaggio, è il viaggio a fare noi" (Z. Baumann)

"Gran Sasso, Castelli e Tratturi" è il primo itinerario abruzzese del progetto Slow Food Travel che propone destinazioni in cui poter sperimentare un nuovo modello di viaggio, un nuovo modello di turismo c.d. "slow" ovvero "lento", filosofia di vita che sposa l'arte di viaggiare a quella di rilassarsi, emozionarsi, trasformando lo "spostamento" in percorso di partecipazione, in un processo trasformativo di conoscenza di sé e degli altri, attraverso le tradizioni, la cultura, la natura, il cibo, la relazione, la sperimentazione della convivialità nei territori di destinazione.

Barisciano, Calascio, Capestrano, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Navelli, Ofena, Santo Stefano di Sessanio e Villa Santa Lucia sono i borghi interessati dal progetto dei quali l'itinerario segnala artigiani, produttori, ristoratori e tutti gli attori dei territori che si muovono in chiave di sviluppo sostenibile che accoglie i desideri del viaggiatore e nel contempo protegge le comunità e i luoghi visitati, in armonia con il patrimonio ambientale, la biodiversità, la cultura, la storia.

Un invito scoperta di antichi borghi montani, di luoghi e culture incontaminate nello splendido scenario del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga collegati dalla maestosità di Campo Imperatore, il Piccolo Tibet d'Abruzzo, attraversati dai percorsi della transumanza, portatori di storia, memoria, tradizioni, di secolari attività artigianali, ma anche di innovative produzioni di giovani ed ingegnosi imprenditori, donne e uomini che portano a nuova vita abilità preziose e millenarie, scrigni di antiche prelibatezze enogastromiche come i profumati formaggi di stazzo, il prelibato "marcetto", lo zafferano, le mandorle e molti presidi Slow Food come le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, il canestrato di Castel del Monte, la salsiccia di fegato aquilana, la patata turchesa, i ceci di Navelli, i grani antichi tra cui la Solina.

Nella pagina di presentazione del progetto Slow Food Itinerari si propone dunque di "segnalare al viaggiatore curioso e attento alcuni tra i migliori produttori, ristoratori e ospiti di strutture ricettive, selezionati secondo le linee guida di Slow Food Travel, per assicurare un’esperienza di viaggio buona, pulita e giusta, alla scoperta di patrimoni gastronomici unici e dei progetti Slow Food a salvaguardia della biodiversità, offrire ai territori la possibilità di sviluppare le proprie potenzialità come destinazione gastronomica di qualità, nel rispetto di rigorose linee guida e della filosofia Slow Food, attraverso la costruzione di alleanze e di esperienze che valorizzano al meglio il patrimonio gastronomico locale. L’obiettivo è avvicinare i viaggiatori alla conservazione della biodiversità alimentare e alla conoscenza di culture, identità e gastronomie locali. Molte delle tappe toccheranno Presìdi Slow Food, consentiranno di conoscere prodotti dell’Arca del Gusto, o proporranno soggiorni presso comunità del cibo di Terra Madre. L’accoglienza sarà offerta direttamente dai produttori, osti e cuochi che si sono impegnati a valorizzare il proprio territorio offrendo prodotti “buoni, puliti e giusti”, e a fornire tutte le indicazioni necessarie per coinvolgere i viaggiatori in un soggiorno che lega il piacere per il cibo alla cultura e alla convivialità"

L.Toppeta 01-03-2021