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Grano Solina dell'appennino abruzzese (Presidio Slow Food)

Il prodotto: la solina è il frumento tenero tipico delle montagne abruzzesi.

E' apprezzato per le sue elevate caratteristiche organolettiche, ma anche per la costanza produttiva su terreni poco fertili e per la resistenza al freddo. La sua frugalità la rende inoltre adatta alla coltivazione con i metodi dell’agricoltura biologica, in quanto non richiede elevati apporti di azoto e, grazie alla sua taglia ed alla sua capacità di accestimento, riesce a competere con le erbe infestanti, non rendendo così necessario il ricorso al diserbo chimico. È un esempio di recupero di una cultivar molto antica, che conferma la biodiversità abruzzese in agricoltura: la sua coltivazione è piuttosto impegnativa ma una decina di agricoltori sta portando avanti la valorizzazione di questa antica varietà. È diventata anche un Presidio Slow Food

Come prepararla: dal seme si produce una farina molto rustica, tenace e adatta alle lavorazioni.

Dove si produce: il territorio interessato alla coltivazione della Solina comprende tutta la provincia dell’Aquiladove ha sviluppato un attaccamento all’ambiente difficile e la capacità di sopravvivere per mesi sotto la neve, e alcuni comuni montani delle province di Pescara e Chieti.

Come gustarlo: la sua farina dona ai prodotti da forno e alla pasta sapori quasi dimenticati. La farina di solina è utilizzata da secoli in Abruzzo per la produzione di pane , biscotti, pasta fatta in casa come le sagne e i maccheroni alla chitarra.

Eventi: Festa della Solina d'Abruzzo a Castelvecchio Subequo (Aq) in agosto

Curiosità: In tutto l’Abruzzo interno quando si parla di grano (le rène, lo rano) s’intende la Solina. Diversi proverbi testimoniano la stretta connessione tra questa varietà e la vita del popolo abruzzese che in passato, garantiva l’alimentazione e quindi la sopravvivenza delle famiglie. In alcuni detti popolari si esaltano le elevate caratteristiche organolettiche di questo frumento; infatti, si sostiene, a ragione, che “quella di Solina aggiusta tutte le farine”. Ancora oggi la bontà e la genuinità della Solina sono riconosciute da numerosi agricoltori che, a dispetto delle varietà moderne e delle loro caratteristiche produttive, ritengono di non potersi privare del sapore e del profumo del pane e della pasta ammassati con questo tipo di cereale. Persino quelli che invece ne conservano solo il ricordo d’infanzia, sono pronti a testimoniare questa unicità, e a evocare le sensazioni generate dal solo parlarne.

Storia: la sua ancestralità è testimoniata oltre che dai detti popolari (“ogni grano torna a Solina” e “la Solina è la mamma di tutti i grani”), anche da documenti storici, quali alcuni atti di compravendita del 1500 stipulati presso la Fiera di Lanciano e in un testo di fine ‘700, il saggio di Michele Torcia Pel paese de’ Peligni che così recita “Non dimenticheremo il pane di Popoli che non la cede se non al solo di Teramo in tutta la Monarchia… Il pane a Popoli esce dal grano solino…”. Si tratta di un rarissimo e documentato esempio di legame tra una varietà di prodotto e il territorio. Per ulteriori informazioni sulla storia e le tradizioni legate alla Solina si può consultare la pubblicazione della ricerca di Porfiri O., Silveri D.D., Torricelli R., Veronesi F., Le risorse genetiche autoctone della regione Abruzzo: un patrimonio da valorizzare ARSSA, Avezzano (Aq) 2004; inoltre Origine e storia delle piante coltivate in Abruzzo di A. Manzi, Casa editrice Rocco Barabba, Lanciano (Ch) 2006, e infine il Saggio itinerario nazionale pel paese de’ Peligni fatto nel 1792 di M. Torcia (Napoli 1793) e ristampato nel 1986 a cura di Adelmo Polla Editore, Cerchio (Aq).

Fa parte di: Presidio Slow Food, Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT)

L.T. 15-05-2020

42.0481782, 13.9289304