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Taralli di San Biagio
Taralli di San Biagio

I taralli di San Biagio

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Il prodotto: i taralli di San Biagio sono dolci della tradizione e della devozione popolare.

Come si prepara: la ricetta prevede la realizzazione di un impasto morbido realizzato in questo modo: 500 grammi di farina, 100 grammi di zucchero, 1 uovo, 80 gr di olio extravergine d'oliva, 1 pizzico di sale, 1/2 panetto di lievieto di birra da sciogliere precedentemente in 1 bicchiere di latte tiepido, semi di anice. Per la decorazione si utilizzano di solito confettini colorati e gocce di cioccolato.Una volta realizzato l'impasto si  lascia lievitare finchè non sia raddoppiato di volume. A questo punto si formano le ciambelle che lieviteranno nuovamente e quindi infornate a fuoco medio per circa 35 minuti.

Dove si produce: sono particolarmente nella provincia di Pescara .

Storia:  i taralli rappresentano un'antica preparazione caratteristica del culto a San Biagio, medico e vescovo di Sebaste, in Asia Minore, che, essendosi rifiutato di rinunciare alle fede cristiana, morì decapitato nel 316 dopo essere stato straziato con i pettini di ferro, che si usano per cardare la lana. Durante la prigionia salvò miracolosamente un giovane a cui si era conficcata una lisca di pesce in gola, per cui è venerato come protettore di tutte le affezioni legate alla gola e dei lanai in ricordo del suo martirio.

Curiosità: vengono preparati con devozione dalle massaie abruzzesi e portati in Chiesa per essere benedetti nel giorno dedicato al Santo. Ne esistono varianti dolci e salate, essenziale è però la loro forma a ciambella che ricorda simbolicamente la gola di cui San Biagio è protettore. I taralli benedetti durante le funzioni religiose del 3 febbraio, vengono distribuiti a parenti ed amici perchè possano consumarli e ricevere la protezione del Santo. Un tempo erano considerati miracolosi per la guarigione del gozzo, ossia l’ingrossamento della tiroide.

L.T. 17-06-2020

(foto: Silvana Marrone)

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