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Intrecci naturali: a scuola di cesteria

Salice, foglie di tifa e rami di ginestra, passeggiate lungo prati, campi e soprattutto lungo  i corsi dei fiumi per imparare a riconoscere e raccogliere queste piante sono alla base dell'arte antica della cesteria. Numerosi sono i laboratori proposti a turisti o semplici appassionati dell'Abruzzo lento che insegnano l'arte antica dell'intreccio delle fibre vegetali, ancora attuale in alcuni centri agricoli e montani dell'Abruzzo. In San Vincenzo Valle Roveto (AQ), Gissi (CH), Basciano (TE), Penna S.Andrea (TE), Valle Castellana (TE) i "canestrai" continuano ad esercitare questa attività, complementare al lavoro principale dei contadini e dei pastori i quali, nei ritagli di tempo, realizzavano cesti, canestri, graticci, panieri, tende, stuoie, nasse da pesca ed ogni altro contenitore ad uso domestico o utile per il lavoro. La materia prima utilizzata era: il vimini, i giunchi, e rami di castagno e di salice mentre per la costruzione dei corbelli da soma si usavano verghe di olivo, salice o olmo. Le principali tecniche per intrecciare i listelli erano fondamentalmente due: "la spirale" e "l'incrocio" con un certo numero di varianti.

Video

Li Sfriscelle (le Fuscelle) nella valle del Vomano

Fuscelle abruzzesi intrecci di giunco

(LT: 19/03/2020)

foto di Ilaria - cc-by-2.0

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