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Intrecciati ricami in seta, degni d'Aracne: il costume di Scanno verso la candidatura Unesco

Intrecciati ricami in seta, degni d'Aracne: il costume di Scanno verso la candidatura Unesco

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Scanno è un paese di donne che hanno ampiamente meritato la fama di essere belle... La loro riservatezza ha qualcosa di misterioso... non ho mai visto tante regine tutte insieme, come in questo posto.

Nei giorni di festa è possibile vederle in gruppi di dieci o venti sulle scale di pietra, mentre si raccontano storie o si riposano nella loro posizione preferita, che è comune a tutte quando sono in chiesa, accovacciate sul pavimento con le gambe incrociate...  Ella è una montanara orgogliosa, indipendente ed autosufficiente, una grande conservatrice della vita tradizionale. Si potrà non apprezzare tutte le abitudini del suo paese, ma lei con molta calma, per porre fine all'argomento, ti risponderà: così si fa a Scanno... La sua principale caratteristica sta nel portamento lungo le strade di montagna, quando trasporta sul capo le fascine, o lungo le vie acciottolate con le conche d'acqua sulla testa, essa cammina eretta con le mani sui fianchi o nascoste sotto il grembiule, con i piedi rivolti verso l'interno, in modo sciolto e spedito e con un movimento ondeggiante... La forza che ha è impressionante. Qui è la donna che cucina, che tesse, che sferruzza, che colora le stoffe e fa tutto questo come una cosa naturale. In estate raccoglie la legna da ardere per il lungo inverno, lavora nei campi, custodisce le greggi e, se occorre, diventa muratore... L'autosufficienza di cui Scanno gode si deve quasi interamente alle svariate capacità delle donne che nelle case cardano, colorano, filano, tessono la lana per farne abiti coperte, tappeti, copriletti, calze nastri. A questo punto qualcuno potrebbe pensare che la loro è una vita da schiave, ma le donne di Scanno possono sembrare tutto meno che schiave. Hanno piuttosto un'aria regale e non ho mai visto tante regine tutte insieme, come in questo posto. Esse sono i pilastri del paese e sono pienamente consapevoli del loro valore e della loro importanza nella famiglia. (Anne MacDonnel,  antropologa inglese,1908). 

Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Fulvio Reuter, Yoko Yamamoto, Giuliana Traverso,Pepi Merisio,Chris Warde-Jones, sono solo alcuni dei fotografi più famosi che hanno immortalato il magico borgo di Scanno. Tra di loro Hilde Lotz-Bauer , storica d'arte, è stata la prima fotografa tedesca a rendere Scanno famosa in tutto il mondo. Si avventurò tra le vie del borgo tra gli anni 1933-1938 e ritrasse soprattutto donne nella loro vita quotidiana. Le immagini sono conservate nell''archivio Max-Planck, la Biblioteca Hertziana di Roma e nel Kunsthistorische Institut di Firenze. 

Una nuova associazione nasce a Scanno, il Fondo Abito Scanno Tradizione e Innovazione (FASTI) che si propone di porre in essere mostre documentarie, incontri, laboratori al fine  di custodire e valorizzare, promuovere un patrimonio identitario abruzzese: l'abito tradizionale di Scanno. L'associazione si occuperà di riaccendere l'attenzione soprattutto dei più giovani verso un mondo "indossato" per secoli dalle donne coinvolgendo appassionati e volontari nella costruzione di un percorso mirato non solo alla salvaguardia di un patrimonio culturale, ma alla creazione di un ponte tra passato e futuro, tra tradizione e modernità. Tra gli obiettivi perseguiti l'avvio dell'iter per il riconoscimento del suo valore come Patrimonio Unesco.

I più antichi documenti che parlano dell'abbigliamento delle donne scannesi riguardano i corredi nuziali del Settecento: "La gonnella di panno è di tinta immarcescibile, paesana...è tagliata a guisa di "toga" o stola sino ai talloni, lavorata con le loro proprie mani. Viene ornata nel lembo da varie fasce posta l'una sopra all'altra di scarlatto o di vellutino in seta di color diverso da quello della toga. Le maniche strette nella parte superiore son guarnite di nocchettine di fettucce, in guisa d'un grandioso ricciato dall'omero al polso, di colore anche differente dal fondo del panno. Le cuciture delle maniche sono ornate di liste di scarlatino o vellutino corrispondenti e legate insieme da un lavoro che con vocabolo paesano è detto "interlacci". Il petto e la schiena della gonna sono parimente ornati con simile lavoro. La pettina chiusa da due grappi di argento in forma delle "Bulle" antiche sul petto, viene stretta sui fianchi da bottoni d'argento o pure da lacci di seta. Sotto portano la vera "tunica" antica senza maniche, qui detta "casacca": coprono le gambe con calzettedi panno blù o verde, ricamate in oro od in seta, e i piedi con pianelle o sian "pantofole" coverte di raso di color diverso dal fondo, e ricamate in oro o in argento. La testa viene coverta da un fasciatojo di saja blò, da esse tessuto con varii fili ed intrecciati ricami in seta, degni d'Aracne. Il fasciatojo sta legato da un "violetto", cioè veletto sottile di bambagia intralciato con fili di seta di varii colori: e questo, ripiegato indietro e pendente a due code compisce un ornato ancor più grazioso che quello del turbante delle donne turche. Il ricamo del fasciatojo vien detto "rose strocche", e il turbante "cappelletto". Il "violetto" rappresenta la vitta e l'infula delle antiche sacerdotesse, e il cappelletto la "mitra". Le "circeglie" ornano i loro orecchi pendenti di oro in sottil filigrana o solidi di valore: il collo un laccetto o sia cateniglia dello stesso metallo di fino lavoro accompagnanti d'altri fili di "cannacchi" con crocifisso od altra immagine di santi, ed anche "collane" di "zecchini veneziani". Le dite andavano cariche di anelli fini con pietre... A chiesa portano il rosario d'oro o d'argento. Il senale di lana è anche finamente ricamato con un lavoro "fermo" detto "frangia" e con "lenzi" o "zone" corrispondenti... Effettivamente il vestire di queste donne scannesi in "roba talare" coperta di "fimbrie" e ricami, e colla mitra o sia turbante e velo annodato e pendente indietro, serba l'aspetto grazioso e venerando che noi ammiriamo nelle sublimi donne dell'antichità, scolpite in marmi o in bronzo, e in maggior copia ne' gruppi inimitabili de' vasi tirreni o etruschi". (Michele Torcia, "Saggio Itinerario Nazionale pel Paese de' Peligni fatto nel 1792")

Dopo la prima metà dell'Ottocento cambiano i colori della foggia come narrato dal viaggiatore inglese Edward Lear nel 1843: l'abito di "di stoffa scarlatta, riccamente ornata di velluto verde, trine d'oro e altro... diventa nera o blu scuro... il grembiule è in tessuto scarlatto o cremisi", il copricapo è "un fazzoletto bianco che ricade sulle spalle, sormontato da una cupola di stoffa scura tra le classi più povere, ma di satin operato color vermiglio tra le più ricche. Questa poi è fasciata tutt'intorno da nastri giallo-pallido striati da vari colori. Le più povere, tuttavia, indossano questa banda supplementare solo nei giorni di festa"..."I capelli sono meravigliosamente intrecciati con nastri, gli orecchini, i bottoni, le collane e le catene sono d'argento e, nelle famiglie ricche, di solito assai costosi... Per la carnagione fresca e chiara, gli splendidi capelli, l'espressione dolce i lineamenti delicati, le donne di Scanno sono decisamente tra le più belle che io abbia visto in Abruzzo"...

ll 14 agosto per le vie di Scanno le "sposine" con i capelli intrecciati a lacci immacolati, aprono il corteo de Ju Catenacce,  un corteo nuziale che accompagna la sposa prima in chiesa e dopo nella casa dello sposo novello e, visto dall'alto, sembra un catenaccio da cui il nome.
La rievocazione trae origine dalle consuetudini nuziali, ma anche da un poemetto del 1706 dello scrittore Romualdo Parente che narra dei riti e delle tradizioni relative al matrimonio nell'Italia meridionale: "Zu matremonio azz'uso". La danza della Spallata  accompagna la sposa prima in chiesa e dopo nella casa dello sposo novello. Solo una coppia celebra il proprio Matrimonio durante la rievocazione mentre amici e parenti che sfilano in corteo in coppie secondo l'ordine di parentela o d'amicizia, indossando il costume festivo tradizionale di Scanno tra nastri colorati stesi ai lati delle viuzze. La festa termina in Piazza della Madonna della Valle dove si balla la spallata, simile alla quadriglia, assaporando dolci tipici di Scanno.

L.Toppeta 11-07-2022

immagine Gianfranco Vitolo, cc-by-sa-2-0

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