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Morino

Dove si trova: Morino (AQ) sorge nei pressi della strada statale e del torrente Romito, in una conca verdissima di boschi.

Perchè visitarlo: Il nome di Morino è legato all’affascinante paesaggio della riserva di Zompo lo Schioppo, fiore all’occhiello della Valle Roveto. Su un colle, si trovano i pochi ruderi dell’antico nucleo urbano, forse di origine romana, come sembrano testimoniare alcuni rinvenimenti archeologici. Nel mese di ottobre nella frazione di Grancia si organizza la sagra della castagna "roscetta", e in primavera, una caratteristica sagra del formaggio, con assaggio di pecorino locale prodotto secondo le tecniche antiche. I percorsi suggestivi della Riserva di Zompo Lo Schioppo sono i luoghi ideali per chi ama lo sport a contatto con la natura:  trekking, mountain biking, passeggiate a cavallo. In inverno è possibile praticare escursioni con gli sci nella Valle dell’ Inferno, uno degli angoli più intatti e solitari della Valle Roveto.

Cosa vedere:

  • Chiesa eremitica di S.Maria del Pertuso o dei Cauto immersa nella faggeta della Riserva di Zompo Lo Schioppo.  Edificata nel XII secolo a circa 1000 metri di altitudine, vicino alla cascata, la chiesa è addossata alla roccia quasi fosse una grotta. All’interno si sono conservati preziosi affreschi duecenteschi;
  • Chiesa di S. Pietro, in località Brecciose di Morino, il cui nome appare per la prima volta tra il 1060 e il 1063, quando venne donata a Montecassino da alcuni nobili di Civita d’Antino, di cui rimangono pochi ruderi;
  • Frazione di Rendinara, posta sul pendio di uno sperone del monte Pizzo Deta  per respirare l’atmosfera suggestiva dei passato; 
  • Riserva di Zompo lo Schioppo il cuore naturale di Morino. Il nome deriva da una spettacolare cascata con un salto ("zompo", appunto) di 80 metri, la più alta dell’Appennino tra quelle naturali. A fare da cornice alla cascata, una infinita distesa di boschi, in particolare di faggi plurisecolari, che coprono quasi per intero i 1025 ettari della riserva. Anche in questo ambiente si possono incontrare rivoli e ruscelli, che confluiscono tutti nel torrente Lo Schioppo. Tra i rami dei faggi volano picchi muratori, balie dal collare, rampichini, luì verdi e ogni tanto si può vedere sfrecciare uno sparviero. Man mano che si sale verso le quote più alte, le foreste cedono il passo, prima agli arbusteti, poi alle praterie d’altitudine, che ammantano la montagna fino alle zone di cresta.

Cosa mangiare: gnocchi, le sagne "pelose" al sugo o  "tagliarini" in brodo di fagioli e cotiche di maiale, zuppa di “Ranati”  con grano, granoturco, fagioli, ceci,  polenta, pizza "roscia "con farina di granturco, castagne "roscette ", frittelle ripiene con cavolo, acciughe e sedano, “carascioni”, panzarotti farciti con uova e pecorino, agnello alla brace, formaggio pecorino, fragole di bosco e more selvatiche.

Fa parte di: Borghi autentici d'Italia

Sito web

L.T. - 23/04/2020
immagine di Marica Massaro - Opera propria, CC BY-SA 4.0

Provincia: L'Aquila

CAP: 67050

Prefisso: 0863

Altitudine: 443m

POSIZIONE GEOGRAFICA

41.8473872, 13.4396172