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Oliva intosso di Casoli (Presidio Slow Food)

Il prodotto: l'Oliva intosso (la liva 'ndoss) di Casoli ha un sapore potente, con l’amaro e il piccante in armonia.

Alla degustazione offre note di pepe verde, noce fresca e, in alcuni casi, foglia di pomodoro.

Il nome deriva dal fatto che, per poter essere mangiate, le olive dovevano essere addolcite, ovvero “ndosse, curate nel ranno e poi nell’acqua pura”. Hanno forma ellittica con un piccolo rilievo apicale e dimensione media.

Come si prepara: la preparazione più diffusa delle olive è l’elaborazione in salamoia, il cui ciclo di lavorazione, denominato comunemente sistema “Sivigliano”, riguarda la preparazione di olive a fermentazione lattica e comprende diverse e articolate fasi per ottenere il prodotto finito.

Dove si produce: la coltivazione delle olive “Intosso” (localmente anche dette ‘ndoss), comprende tutto il territorio della regione Abruzzo con particolare riguardo alle province di Chieti e di Pescara. Le piante di intosso sono sparse qua e là, ma in particolare caratterizzano il paesaggio agrario del piano di Laroma, nel comune di Casoli (Ch) un’area con terreni ricchi di ghiaia calcarea.

Come gustarlo: questa varietà viene utilizzata prevalentemente come oliva da mensa, anche se non mancano felici espressioni di olio extravergine d’oliva in purezza o, come anche prevede il disciplinare della DOP “Colline Teatine”, in piccola percentuale insieme ad altre varietà più note.

Curiosita: questa varietà è stata la fortuna degli abitanti di Casoli e dintorni fino al secondo dopoguerra. Oggi il mercato si è ridotto per la concorrenza di olive da mensa di altri Paesi e gran parte della produzione è destinata all’olio senza distinzione varietale. Il Presidio Slow Food vuole ridare il giusto valore a questa produzione.

 

Fa parte di: Presidio Slow Food, Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT)

 

L.T. 20-05-2020
 

42.1132149, 14.2924627