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Opi

Dove si trova: Opi (AQ) è un piccolo borgo arroccato, immerso nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Perché visitarlo: circondato da un paesaggio montano di grande fascino, ha due punti panoramici da cui lo sguardo spazia per le distese della Valle del Sangro: il Belvedere La foce, posto in cima al paese, e il Belvedere di Piazza dei Caduti. Territorio abitato già dai tempi più antichi, come testimoniano i ritrovamenti archeologici nella “grotta Graziani”, ha una storia particolare: furono infatti i monaci benedettini, all’inizio dell’XI secolo, a fermare un processo di spopolamento che stava colpendo l’area e fu scelto come sito lo sperone roccioso che ospita oggi il borgo perché facilmente difendibile. Cuore di storia antica, Opi, ma anche di natura: da qui partono numerosi sentieri, per andare alla scoperta del territorio e respirarne l’essenza.

Cosa vedere:

  • chiesa madre di Santa Maria Assunta, risalente alla metà del XII secolo situata a metà strada tra il nuovo centro e il nucleo storico;
  • chiesa di San Giovanni Battista, collocata nei pressi della piazza principale, ex cappella privata edificata in epoca barocca (inizio XVII secolo) da Vincenzo Rossi, nobile del luogo;
  • palazzo municipale;
  • palazzo Bevilacqua;
  • acquedotto nella piazza della fontana, inaugurato il 4 ottobre 1903 e progettato dall'ingegnere Inverardi è alimentato dalla distante Fonte di Mecca;
  • museo del camoscio ospitato nelle tre sale dell’edificio signorile costruito dalla famiglia Bevilacqua a cavallo tra Sei e Settecento;
  • area faunistica adiacente il museo, in cui vivono in semi libertà, alcuni esemplari di camoscio;
  • museo dello Sci e della Montagna che accoglie una piccola esposizione di attrezzi per lo sci usati nel secolo scorso, con corredo fotografico.

Cosa mangiare: tra le prelibate minestre si possono gustare ”tagliolini e fagioli", "sagne e ceci", "ravioli con la ricotta", i classici "gnocchi di patate". La "pecora al cotturo" è un piatto molto diffuso in tutto il territorio. Molto invitanti la ricotta, le scamorze, i caciocavalli, le trecce e il famoso pecorino abruzzese prodotti con latte di mucca e di pecora. I dolci delle feste, a base di farina uova e mandorle, assumono un nome diverso a seconda della ricorrenza: il "capitone" è tipico di Natale, l'"agnello" di Pasqua, "la lepre" per la nascita del primo nipotino e, per i matrimoni, "scarpelle", "mostaccioli" e gli ottimi "torroncini" ricoperti di un glassa chiamata "naspro". “Cecamarini" e "tanozzi” sono i classici fritti di Carnevale.

Sito web

Fa parte de: I Borghi più Belli d’Italia e Bandiere Arancioni


(magda 09/01/2020)

Provincia: L'Aquila

CAP: 67030

Prefisso: 0863

Altitudine: 1250m

POSIZIONE GEOGRAFICA

41.780552942133, 13.829802274704